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Procedura

Monitoraggio pressione arteriosa cruenta: Sistema invasivo

di Francesca Gianfrancesco

Procedure

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Il monitoraggio della pressione arteriosa cruenta è un sistema invasivo per tracciare e misurare in maniera diretta la pressione arteriosa. Il gold standard è rappresentato dalla cateterizzazione intra-arteriosa, che permette - attraverso il collegamento di una cannula arteriosa con un set a circuito chiuso e un sistema di trasduzione connesso a sua volta con un monitor - di visualizzare l'onda pressoria e il suo valore numerico.

Pressione arteriosa cruenta: La procedura per il monitoraggio invasivo

La pressione arteriosa (PA) può essere misurata sia con metodica non invasiva sia con metodica invasiva. Il sistema non invasivo implica l’uso di un bracciale pneumatico, mentre il monitoraggio invasivo - o cruento - prevede l’incannulamento di un’arteria tramite una cannula arteriosa collegata ad un set a circuito chiuso e ad un sistema di trasduzione, che comunica a sua volta con un monitor. Sul monitor verrà visualizzata sia l’onda pressoria sia il suo valore numerico.

Indicazione al monitoraggio cruento

Florence Nightingale

La cateterizzazione intra-arteriosa rappresenta il gold standard per la misurazione diretta della pressione arteriosa.

La registrazione diretta della pressione cruenta è raccomandata a tutti i pazienti di Terapia Intensiva per i quali sia necessario un attento monitoraggio della PA.

Il monitoraggio invasivo della PA trova indicazione quando:

  • il paziente presenta un’emodinamica instabile, stati ipotensivi severi o potenziale instabilità improvvisa (ad esempio negli stati di shock o nei traumi maggiori)
  • bisogna valutare l’effetto di un farmaco (esempio un antipertensivo o un vasoattivo) al fine di indirizzare diagnosi e/o scelte terapeutiche
  • si riscontra necessità di valutare i valori emogasanalitici di frequente, come ad esempio nei pazienti con insufficienza respiratoria supportati da ventilazione meccanica
  • non è possibile utilizzare la metodica non invasiva per lesioni diffuse di carattere cutaneo o articolare.

Nei pazienti ricoverati in un reparto di Terapia Intensiva viene di norma utilizzato un accesso arterioso con un sistema a risparmio di sangue. Tale metodica permette di:

E, di conseguenza:

  • ridurre il consumo di sangue utilizzato per il prelievo;
  • ridurre il disagio del paziente;
  • ridurre il rischio di lesioni arteriose indotte.

Visualizzazione continua della pressione cruenta

Florence Nightingale

Dopo la cateterizzazione e la connessione al circuito con trasduttore, sul monitor verrà rilevata l’onda di polso che sta ad indicare l’incannulamento arterioso.

L’onda pressoria è il risultato della contrazione meccanica del cuore conseguente all’attivazione elettrica, correlata a fattori fisici (come volume ematico e compliance del sistema) e fattori fisiologici come gittata cardiaca (Cardiac Output-CO) e resistenza al flusso (tono vascolare).

L’alterazione dell’onda pressoria riproduce un’alterazione del sistema cardio-vascolare. L’onda pulsatile viene accompagnata da valori numerici, che corrispondono:

  • alla pressione sistolica - Systolic Blood Pressure, SBP
  • alla pressione diastolica - Dyastolic Blood Pressure, DBP
  • alla pressione media - Mean arterial Pressure, MAP.

Quest’ultima deriva da un algoritmo in cui sono presenti più variabili, determinate in maniera automatica dal sistema ed è il dato più attendibile riguardante la pressione di perfusione dei tessuti non cardiaci.

Le complicanze del monitoraggio della pressione arteriosa cruenta

Florence Nightingale

Il monitoraggio della pressione arteriosa cruenta è una procedura invasiva che implica complicanze anche severe. Complicanze legate sia al momento dell’inserzione che al mantenimento in sede del device.

Tra le principali complicanze ritroviamo:

  • ematomi o emorragie da lesione della parete durante il posizionamento o da dislocamento accidentale o, ancora, da scarsa compressione durante la manovra di rimozione;
  • sanguinamento iatrogeno data da un’apertura accidentale del sistema;
  • emorragia retroperitoneale o perforazione intestinale nel caso di tentativo di incannulamento dell’arteria femorale;
  • danno nervoso diretto per trauma da incannulazione o per sindrome compartimentale da ematoma;
  • vasospasmo;
  • trombosi o embolia
  • dolore
  • somministrazione involontaria intrarteriosa di farmaci.

Valutazioni continue della PA cruenta

Il monitoraggio della pressione cruenta implica da parte dell’infermiere un’attenta valutazione della perfusione dell’arto incannulato. Questo può essere fatto monitorando la presenza dei polsi distali, il colore della cute (esempio presenza di marezzatura o segni di necrosi), la temperatura dell’arto, il refill capillare.

È importante anche osservare e valutare il sito di inserzione del catetere e degli eventuali punti di sutura (sono da preferire i sistemi di fissaggio suturless) per rilevare la presenza, ad esempio, di segni di infiammazione o infezione.

Un’attenzione particolare va data anche al controllo del circuito: ricordarsi sempre che prima di essere collegato il circuito va riempito (mediante soluzione fisiologica posta in una sacca a pressione) fino alla fuoriuscita completa di tutte le bolle d’aria che potrebbero causare gravi danni.

Inoltre è fondamentale accertarsi che non ci siano nodi o inginocchiamenti, coaguli o altri ostacoli al corretto funzionamento del sistema di lavaggio.

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