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Procedura

Autocateterismo intermittente - CIC

di Chiara Vannini

Procedure

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L’autocateterismo intermittente è una manovra sicura ed efficace per svuotare la vescica, che ha l’obiettivo di prevenire la ritenzione di urina o l’incontinenza. Il vantaggio dell’autocateterismo intermittente è che evita il disagio di un catetere a permanenza. A sua volta, l’assenza di un catetere a permanenza riduce notevolmente il rischio di infezioni correlato alla presenza di un catetere.

Cos’è l’autocateterismo intermittente

Ognuno di noi urina fisiologicamente più volte al giorno, di norma dalle 4 alle 6 volte al giorno. Quando la vescica non si svuota adeguatamente, il ristagno di urina può provocare infezioni e un sovraccarico del lavoro dei reni. Per questo motivo, nelle persone che hanno patologie che non permettono un adeguato svuotamento della vescica, è necessario effettuare il cateterismo intermittente.

Per autocateterismo intermittente si intende l’atto di inserirsi un catetere vescicale in maniera autonoma in uretra, per permettere lo svuotamento completo della vescica. È una manovra che viene di norma effettuata più volte al giorno, in maniera autonoma da parte della persona, in ambiente protetto o più frequentemente al domicilio.

L’autocateterismo viene anche identificato con l’acronimo CIC, ovvero Clean intermittent catheterization, cateterismo intermittente pulito.

È una manovra sicura ed efficace per svuotare la vescica, che ha l’obiettivo di prevenire la ritenzione di urina o l’incontinenza.

Il cateterismo è però una manovra ad alto rischio infettivo, in quanto uretra e vescica sono sterili e la manovra deve quindi essere effettuata nel modo più attento e pulito possibile, al fine di prevenire infezioni come cistiti o altre problematiche. Inoltre, lo svuotamento della vescica risulta essenziale per preservare la funzionalità renale, per evitare di sovraccaricare il lavoro del rene.

Indicazioni all’autocateterismo intermittente

L’autocateterismo è indicato principalmente in due tipologie di persone:

  • Persone affette da vescica neurologica (o neurogena)
  • Persone senza problemi neurologici, ma con problemi di ritenzione urinaria

Le condizioni cliniche che più frequentemente portano alla necessità di questa procedura sono:

Il vantaggio dell’autocateterismo intermittente è che evita il disagio di un catetere a permanenza. A sua volta, l’assenza di un catetere a permanenza riduce notevolmente il rischio di infezioni correlato alla presenza di un catetere.

Il CIC deve essere eseguito ad intervalli regolari nel corso della giornata e in base all’assunzione di liquidi da parte della persona. Le linee guida raccomandano di eseguire la procedura ogni 4 o 6 ore, ma se il volume di urine è superiore a 400–500 ml, va eseguito più frequentemente o va ridotta l’assunzione di liquidi.

Controindicazioni all’autocateterismo

L’autocateterismo è assolutamente controindicato in caso di:

  • Incontinenza incontrollata
  • Trauma uretrale
  • Frequenti infezioni del tratto urinario

In tutte queste condizioni, non solo non risolve la problematica dell’incontinenza o ritenzione urinaria, ma può addirittura peggiorare la patologia iniziale.

Complicanze legate alla procedura di autocateterismo intermittente

La manovra dell’autocateterismo deve essere effettuata con attenzione, perché possono esserci numerosi rischi correlati alla procedura. In particolare, le complicanze più frequenti sono:

  • Infezioni
  • Stenosi uretrale
  • Perforazione della vescica
  • Creazione di una falsa via
  • Alterazione dell’esame urine (non è raccomandato controllo regolare, ma trattamento solo se sintomatico)

Cosa serve per effettuare l’utocateterismo

Il materiale necessario per effettuare la procedura è:

  • Catetere vescicale
  • Lubrificante
  • Sacca di raccolta
  • Detergente intimo
  • Sapone per l’igiene delle mani o gel alcolico

Infermiere protagonista dell'educazione all'autocateterismo intermittente

È compito dell’infermiere addestrare la persona all’autocateterismo. La procedura comporta qualche differenza da uomo a donna. Il prerequisito fondamentale, indipendente dal sesso, dall’età o dalla patologia, è che la persona sia compliante ed in grado di apprendere l’esecuzione della procedura.

Autocateterismo nell’uomo

Dopo aver predisposto il materiale è necessario che la persona effettui il lavaggio delle mani. Va eseguita un’accurata igiene intima e poi si può procedere alla procedura vera e propria.

L’uomo deve:

  • Aprire il materiale in maniera asettica
  • Raccordare la sacca al catetere (se ci si trova sul wc può non essere necessaria la sacca di raccolta)
  • Lubrificare il catetere
  • Inserire il catetere fino a che non comincia a refluire l’urina
  • Togliere il catetere
  • Pulire i genitali
  • Gettare il catetere
  • Lavarsi le mani

L’uomo può assumere la posizione che ritiene più comoda: seduta, in piedi o semi seduto sul letto.

Autocateterismo nella donna

Come nell’uomo è necessario aver predisposto il materiale ed aver effettuato il lavaggio delle mani. Prima della procedura si esegue un’accurata igiene intima.

La donna deve:

  • Aprire il materiale in maniera asettica
  • Raccordare la sacca al catetere
  • Lubrificare il catetere
  • Allargare le grandi labbra ed individuare il meato.
  • Inserire il catetere fino a che non comincia a refluire l’urina
  • Pulire i genitali
  • Gettare il catetere
  • Lavarsi le mani

Nella donna può essere necessario l’utilizzo di uno specchietto da posizionare su un piano di appoggio, per visionare il meato uretrale. La posizione più comoda per la donna è di norma quella semi–seduta, ma è possibile anche che venga eseguita in piedi o sdraiata.

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