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Stenosi uretrale: cause, sintomi e possibili rimedi

di Giacomo Sebastiano Canova

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Per stenosi uretrale si intende un restringimento del lume dell’uretra, il quale può essere dovuto a molteplici fattori che determinano una crescita di tessuto cicatriziale a livello della sua parete spugnosa. A causa di questo restringimento si possono presentare alcuni sintomi tipici quali disuria (difficoltà alla minzione), stranguria (minzione dolorosa), oliguria (riduzione del flusso di urina), pollachiuria (esigenza di urinare spesso) ed ematuria (presenza di sangue nelle urine).

Cos’è la stenosi uretrale

La stenosi uretrale consiste in un restringimento del lume uretrale in qualsiasi punto del suo tragitto. La principale conseguenza di questa stenosi riguarda il flusso urinario, il cui passaggio risulta ostacolato.

La precisa incidenza della stenosi uretrale non è nota. Tuttavia, questo disturbo si è osservato essere più diffuso tra i maschi sopra i 50 anni di età; viceversa, donne e bambini rappresentano solamente una piccola percentuale dei casi.

Cause di stenosi uretrale

In generale, la stenosi uretrale è causata dalla presenza di una lesione traumatica oppure da un’infezione virale o batterica di un tratto uretrale, spesso provocata da alcune infezioni sessualmente trasmissibili.

Il tentativo dell’organismo di riparare i danni causati dalla lesione o dall’infezione crea un accumulo di tessuto cicatriziale nel tratto uretrale interessato, determinando in questo modo una significativa riduzione, talvolta fino alla chiusura, del lume dell’uretra.

Le cause che possono comportare stenosi uretrale sono molteplici e possono includere:

  • Stenosi congenita
  • Forme post-infettive
  • Traumi
  • Cause iatrogene
  • Lichen sclerosus

Tuttavia, un’importante distinzione dell’eziologia di questa patologia riguarda il tratto di uretra interessato: l’eziopatogenesi della stenosi dell’uretra anteriore, difatti, è differente rispetto a quella dell’uretra posteriore.

Per quanto riguarda le stenosi uretrali posteriori, le cause più comuni sono i traumi del bacino e gli interventi chirurgici sulla prostata. Prima dell’avvento della uro-endoscopia con endoscopio flessibile anche l’utilizzo di endoscopi rigidi od altra strumentazione dell’uretra rappresentava (e tuttora rimane) un importante evento scatenante.

Per quanto concerne invece le stenosi brevi nell’uretra bulbare, esse possono avere una natura congenita in quanto probabilmente costituiscono una sorta di membrana alla giunzione tra i segmenti anteriori e posteriori uretrali. In riferimento agli eventi traumatici va ricordato che l’uretra decorre tra le gambe molto superficialmente e ciò la rende estremamente vulnerabile ai traumi in quanto una semplice caduta dalla bicicletta con conseguente trauma in regione perineale può causare la formazione di tessuto cicatriziale all’interno dell’uretra.

Un’ulteriore causa di stenosi uretrale è il passaggio di calcoli renali attraverso questo lume, evento che oltre ad essere molto doloroso può determinare una stenosi uretrale. In letteratura sono inoltre segnalati casi di stenosi uretrali in neonati ed in bambini che hanno fatto seguito al processo infiammatorio secondario ad una circoncisione.

Un importante contributo eziopatologico alle stenosi uretrale è rappresentato dalle infezioni, le quali concorrono alla formazione di tessuto cicatriziale all’interno del lume. Alcune patologie infettive che contribuiscono a questa patologia sono ad esempio la gonorrea e la clamidia (due malattie sessualmente trasmesse), ma anche infezioni determinate dall’uso prolungato di un catetere urinario o stati infiammatori prostatici.

Pur non causando sempre stenosi, in molti casi le infezioni possono aumentare notevolmente la suscettibilità per questa patologia. Infine, anche se rara, un’ulteriore causa di stenosi è rappresentata da tumori che, se localizzati nell’uretra, possono a loro volta restringerne il lume.

Segni, sintomi e complicanze di stenosi uretrale

I segni e i sintomi di stenosi uretrale rappresentano nella maggior parte dei casi la sua natura ostruttiva, ripercuotendosi dunque sullo svuotamento vescicale:

  • Ridotto flusso di urina durante la minzione, spesso con getto sottile o a spray
  • Minzione frequente, difficoltosa e/o dolorosa
  • Svuotamento incompleto della vescica
  • Gocciolamento di urina al termine della minzione
  • Intermittenza urinaria
  • Deviazione del flusso urinario
  • Aumento di frequenza della minzione
  • Ritenzione acuta o cronica di urina
  • Segni di idronefrosi a causa dell’aumento di pressione necessario alla minzione
  • Dolore sovrapubico
  • Infezioni urinarie ricorrenti
  • Ematuria
  • Eiaculazione dal getto ridotto
  • Emospermia
  • Calcolosi vescicale o uretrale
  • Reflusso vescica – uretere – rene
  • Insufficienza renale

Se protratta e non trattata tempestivamente, la stenosi uretrale potrebbe favorire la comparsa di alcune complicanze, quali:

  • Cistite e prostatiti ricorrenti
  • Fistole: alcuni processi infettivi a partenza dall’uretra o dai tessuti periuretrali possono complicarsi e causare ascessi e fistole nella regione genitale. Si tratta di condizioni da trattare tempestivamente, in quanto potrebbero sfociare in pericolosi quadri di setticemia
  • Diverticoli uretrali: sono particolarmente frequenti in caso di malformazioni congenite dell’uretra o come conseguenza di interventi di chirurgia uretrale che abbiano comportato il cedimento della parete ricostruita
  • Calcoli in vescica o nell’uretra: si presentano come masse di consistenza dura che si formano nelle vie urinarie e provocano dolore, sanguinamento, infezioni, oppure ostacolano il flusso urinario

Diagnosi di stenosi uretrale

I principali esami per diagnosticare la stenosi dell’uretra sono:

  • Uroflussometria: utilizzato per registrare i valori del flusso urinario. Una riduzione della forza del flusso (flusso massimo < 14 ml/sec.) può indicare la presenza di un ostacolo alla minzione
  • Uretrografia: si tratta di un esame radiologico con mezzo di contrasto che visualizza l’uretra e la vescica e si tratta dell’esame più importante per la diagnosi di stenosi e fondamentale per pianificare l’intervento chirurgico di riparazione dell’uretra. Questo esame si suddivide in due fasi:
  1. Uretrografia retrograda: il mezzo di contrasto viene iniettato nell’uretra attraverso un piccolo catetere introdotto solo per pochi cm nel canale uretrale e viene visualizzata tutta l’uretra anteriore (uretra peniena e uretra bulbare)
  2. Uretrografia minzionale: la vescica viene riempita con il mezzo di contrasto introdotto nell’uretra per via retrograda. Non appena il paziente avrà la sensazione di massimo riempimento della vescica, il catetere - introdotto solo nei primi cm dell’uretra - viene rimosso e vengono effettuate delle radiografie mentre il paziente urina. L’esame studia tutta l’uretra, compresa la parte posteriore (uretra prostatica) e visualizza la stenosi ed il suo grado di importanza durante la fase della minzione
  • Uretroscopia: consiste nell’introduzione dal meato uretrale di un uretroscopio per studiare le condizioni interne delle pareti dell’uretra e avere tutte le informazioni utili ai fini della scelta dell’intervento chirurgico. L’esame viene effettuato con estrema delicatezza e con uno strumento molto sottile per non danneggiare l’uretra
  • Ecografia dell’uretra: solitamente effettuata contemporaneamente all’uretrografia retrograda, fornisce alcune informazioni aggiuntive quale l’esatta lunghezza dei tessuti uretrali malati coinvolti nella stenosi
  • Urinocoltura: la stenosi dell’uretra può causare incompleto svuotamento della vescica durante la minzione con conseguente ristagno di urina, infezione e urinocoltura positiva

Come si cura la stenosi uretrale

La terapia della stenosi uretrale si basa principalmente sull’intervento chirurgico e sulla somministrazione di antibiotici. Mentre questi ultimi servono a contrastare le infezioni batteriche delle vie urinarie, l’operazione chirurgica è l’unica terapia in grado di riparare il danno del canale uretrale.

Esistono diverse possibilità d’intervento e la scelta di una procedura piuttosto che di un’altra dipende da diversi fattori, quali età, sesso, stato di salute generale del paziente, severità della stenosi ed esperienza del chirurgo. In relazione alla necessità di intervento chirurgico, questo si rende necessario qualora siano presenti serie difficoltà a urinare, ritenzione urinaria, seri problemi renali e vescicali, infezioni ricorrenti delle vie urinarie, ristagno d’urina nella vescica e/o dolore insopportabile.

Dilatazione uretrale

La dilatazione uretrale si esegue in anestesia locale o generale mediante l’inserimento nell’uretra di cateteri via via sempre più grandi. Aumentare progressivamente il diametro dei cateteri serve ad allargare il restringimento in modo graduale e non traumatico.

Il paziente può sottoporsi a questa operazione più volte, in quanto la ripetizione dell’intervento è fondamentale per la sua buona riuscita.

Uretrotomia

L’uretrotomia si avvale di un endoscopio dotato di telecamera che serve a individuare l’esatto punto della stenosi. Individuata la zona, il chirurgo conduce una piccola lama ed esegue il taglio e la riapertura dell’occlusione.

In attesa che l’incisione guarisca, viene introdotto e lasciato in sede, solo per qualche giorno, un catetere Foley (con un’estremità gonfiabile), allo scopo di mantenere pervio il canale uretrale. In riferimento alla riuscita dell’intervento, minore è la dimensione della stenosi, maggiori sono le probabilità di successo.

Correzione chirurgica dell’uretra

Le tecniche di correzione chirurgica dell’uretra sono diverse e dipendono dalle dimensioni della stenosi. Per piccole stenosi, il chirurgo dapprima incide ed elimina la zona di tessuto cicatriziale; dopodiché riconnette i due lembi separati di uretra.

Nel caso di stenosi gravi, invece, dopo aver rimosso la massa cicatriziale si esegue un trapianto di tessuto buccale per ricostruire il tratto di uretra mancante. La correzione chirurgica ha una buona percentuale di successo, tuttavia è una procedura invasiva, da eseguirsi in anestesia generale.

Stenting uretrale

Lo stenting uretrale è una procedura di tipo endoscopico nella quale si introduce nel punto dove l’uretra è ristretta uno stent, che una volta posizionato serve a mantenere pervio il canale.

Qualora le condizioni di salute di un paziente non si addicano a nessuna delle tre precedenti operazioni, l’intervento di stenting rappresenta una valida alternativa. È il caso, per esempio, dei pazienti molto anziani.

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