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Patologia

Incontinenza fecale: cause, sintomi e trattamento

di Chiara Vannini

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Per incontinenza fecale si intende l’emissione involontaria di feci e gas, secondaria a: incapacità a controllare l’evacuazione o incapacità a ritardare l’evacuazione, come nel caso dell’urgenza defecatoria. Le persone che ne sono affette non sono in grado di controllare lo sfintere anale e l’atto della defecazione a causa di una perdita di elasticità dei muscoli del retto o in seguito a danni neurologici o interventi chirurgici.

Cos’è l’incontinenza fecale

L’incontinenza fecale è un disturbo che colpisce circa l’1-2% della popolazione e principalmente la popolazione femminile a causa della maggiore lassità dei muscoli pelvici. La fascia di età più colpita è sopra i 40 anni e la gravità del disturbo cambia da persona a persona.

Si tratta di una condizione spesso fisiologica nell’anziano, dovuta alla mancanza del controllo sfinteriale, mentre è patologica nell’adulto. È un disturbo invalidante che compromette e limita i rapporti sociali, poiché impatta in maniera importante sulla qualità di vita della persona. Inoltre, la fuoriuscita frequente di feci comporta anche l’insorgenza di ulcere e dermatiti a livello anale.

Classificazione dell’incontinenza

L’incontinenza fecale può essere:

  • Passiva: quando la persona non si accorge di perdere le feci
  • Attiva: quando la persona sente lo stimolo, ma non è in grado di trattenerlo

Inoltre, in base alla gravità del disturbo, viene classificata in:

  • Soiling: piccole perdite di feci
  • Incontinenza ai gas
  • Incontinenza moderata: perdita di feci liquide e gas
  • Incontinenza completa: perdita di feci solide, liquide e gas

Cause di incontinenza fecale

Dal punto di vista anatomo–fisiologico, le principali cause di incontinenza fecale sono:

  • La riduzione della capacità di serbatoio del retto
  • L’indebolimento dei muscoli sfinterici o del pavimento pelvico, come in caso di prolasso rettale, dove i tessuti fuoriescono dall’ano a causa della lassità dei tessuti del retto o in caso di incontinenza urinaria, disturbo che spesso precede l’incontinenza fecale
  • La perdita della sensibilità rettale
  • Alterazioni dell’alvo come stipsi o diarrea acuta e cronica (anche causata da lassativi). In entrambi i casi si altera la resistenza dei muscoli del retto o vengono danneggiati i nervi deputati al controllo della defecazione

Inoltre, l’incontinenza fecale può essere causata dalle seguenti condizioni:

Complicanze dell’incontinenza fecale

Il problema principale dell’incontinenza fecale è che si tratta di un disturbo debilitante che impatta in maniera significativa sulla persona. È infatti un disturbo imbarazzante, che mette a disagio la persona che ne soffre con conseguente stress e ansia connessi al disturbo.

L’incontinenza fecale, oltre a portare a fenomeni come l’isolamento sociale, ha complicanze dal punto di vista anatomico, quali:

  • Comparsa di dermatiti nella zona anale
  • Macerazione della cute a livello anale
  • Lesioni da pressione e ulcere
  • Aumento del rischio di infezioni delle vie urinarie
  • Prurito

Diagnosi di incontinenza fecale

La diagnosi di incontinenza fecale è innanzitutto su base anamnestica, al fine di indagare le abitudini alimentari e di vita, la frequenza e caratteristica delle evacuazioni, i farmaci assunti e gli interventi chirurgici a cui si è stati sottoposti.

In secondo luogo, viene fatta la diagnosi digitale, attraverso l’introduzione di un dito nello sfintere anale per evidenziare eventuali anomalie o prolassi e valutare la forza del muscolo sfinteriale.

In ambito ambulatoriale può essere anche effettuato il test dell’espulsione del palloncino, dove, attraverso l’introduzione nel retto di un palloncino pieno di acqua, viene chiesto al paziente di espellerlo. Il medico valuta il tempo necessario per espellerlo, che se superiore ad un minuto evidenzia un’alterazione del muscolo sfinteriale.

La diagnosi è poi strumentale, effettuata attraverso una ano–rettoscopia, esame di prima scelta che va a valutare direttamente lo stato della mucosa, dei tessuti e della muscolatura. In caso di disturbi delle abitudini dell’alvo può essere effettuata anche una defecografia tramite RX o risonanza, esame in grado di valutare la dinamica defecatoria.

Nel caso di malattie neurodegenerative può essere invece utile eseguire un’elettromiografia, che va a valutare la funzionalità del nervo pudendo.

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