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Patologia

Cistite emorragica: cause, sintomi e trattamento

di Francesca Gianfrancesco

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La cistite emorragica è un’infiammazione acuta della vescica che compromette i capillari della sottomucosa provocando ematuria e dolore. La cistite emorragica è sempre caratterizzata da infiammazione della mucosa e presenza di sangue nelle urine. Le perdite ematiche possono essere irrisorie oppure notevoli e continue.

Cause di cistite emorragica

Le cause della cistite emorragica sono molteplici. La cistite emorragica infettiva è provocata da un'infezione:

Le cause della cistite emorragica non infettiva vanno ricercate principalmente nell’utilizzo di farmaci chemioterapici (ciclofosfamide e ifosfamide), o radioterapici. Essi infatti provocano gravi ulcerazioni della mucosa vescicale con conseguente sanguinamento.

La cistite emorragica traumatica, invece, è causata da un intervento esterno come ad esempio l’inserimento di un catetere vescicale.

Altre ragioni che portano allo sviluppo di cistite emorragica sono:

  • Tumore alla vescica
  • AIDS
  • Uso prolungato di antibiotici
  • Infezioni persistenti del tratto urinario
  • Trombocitopenia
  • Trapianto di midollo osseo (essendo pazienti fragili, immunodepressi, con un maggior rischio di sviluppare infezioni)
  • Cistite emorragica acuta nei bambini, invece, è quasi sempre causata da infezione da adenovirus

Segni e sintomi della cistite emorragica

Come già detto la caratteristica della cistite emorragica è la presenza di ematuria, dunque sangue nelle urine. In base alla quantità di sangue rilevata viene determinato lo stadio di gravità:

  • I grado o microematuria: il sangue non è visibile (viene rilevato solo tramite analisi delle urine)
  • II grado: il sanguinamento si presenta sotto forma di tracce ematiche, visibili
  • III grado: sono visibili piccoli coaguli
  • IV grado: la grandezza e la quantità dei coaguli è tale da impedire il flusso di urine

Altri sintomi comprendono dolore al basso ventre con senso di pesantezza, dolore/bruciore nella minzione (disuria), incontinenza urinaria, frequente stimolo ad urinare con fuoriuscita di poche gocce di urina e sensazione di mancato svuotamento.

La necessità impellente di urinare si manifesta anche di notte (nicturia), accompagnata da dolore alla schiena e brividi. Inoltre, nelle forme acute è presente febbre altalenante, a partire dalle ore serali.

Un altro sintomo è la stanchezza eccessiva provocata dall’anemia. In alcuni casi la cistite emorragica è “silente” ovvero in assenza di dolore e di bruciore.

Diagnosi di cistite emorragica

Un'attenta anamnesi è il punto di partenza per una corretta diagnosi di cistite emorragica. Le analisi del sangue permetterebbero di accertare una presunta infezione o eventuale anemia. Un campione di urine consente al medico di valutare invece la presenza di:

  • Microematuria
  • Batteri
  • Pus
  • Cellule cancerose
  • Infezioni

Ulteriori indagini diagnostiche sono la cistoscopia (con eventuale prelievo bioptico) e in caso di cistite emorragica particolarmente grave, ecografia, risonanza magnetica e TAC, utili a ricercare potenziali cause come tumori o anomalie anatomiche.

Come si cura la cistite emorragica

La terapia per la cistite emorragica è correlata alla gravità e alla sintomatologia e va dunque associata alla sua causa. I sintomi dolorosi possono essere alleviati con antidolorifici o antispastici.

La cistite emorragica in fase iniziale può essere attenuata cercando di aumentare la produzione di urina, con iperidratazione (sistemica) e diuretico. In caso di cistite emorragica virale non vi è nessun trattamento, ma la risoluzione è generalmente spontanea dopo qualche giorno.

Non esiste cura o trattamento efficace e definitivo per la cistite emorragica da chemioterapici o radiazioni. La cistite emorragica batterica va curata invece con antibiotici, quella fungina, con antimicotici.

In presenza di grossi coaguli, ci si avvale dell’ausilio di un catetere vescicale per poter drenare sia le urine che i coaguli. Spesso c’è necessità di eseguire dei lavaggi e di bloccare il sanguinamento mediante l’irrigazione con sostanze emostatiche e disinfettanti.

Trattamenti alternativi sono la terapia iperbarica e l’embolizzazione. La chirurgia è l’ultima soluzione, drastica, che comporta la cistectomia, quindi la rimozione della vescica.

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