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Patologia

Emorroidi, dalle cause al trattamento dell'infiammazione

di Ivan Loddo

Le emorroidi (o malattia emorroidaria) sono strutture vascolari del canale anale che incorrono in infiammazioni dovute alle alterazioni della mucosa dell’ultimo tratto di intestino e causano stati dolorosi notevoli. L’infermiere ha la responsabilità di assistere il paziente a partire dalla fase di educazione terapeutica fino all’assistenza nel perioperatorio.

Emorroidi e malattia emorroidaria, caratteristiche di una patologia

Operazione chirurgica alle emorroidi

Le emorroidi possono essere definite come strutture vascolari del canale anale che svolgono un ruolo chiave nel mantenimento della continenza fecale. Sono una normale componente anatomica dell'uomo, ma la loro infiammazione dovuta alle alterazioni nella mucosa dell'ultimo tratto intestinale genera una sindrome particolarmente dolorosa nota come malattia emorroidaria, che più comunemente è conosciuta con il solo termine di “emorroidi”.

Le emorroidi si presentano più comunemente come strutture nodulari di colore rosso-violaceo estremamente sensibili al tatto. I fattori scatenanti l’infiammazione sono molteplici e provocano uno sfiancamento della parete mucosa del canale retto-anale con una conseguente insufficienza delle vene emorroidarie.

La stasi, in associazione all'ambiente caldo-umido e decisamente contaminato, rappresentano le condizioni che determinano la sofferenza mucosa e talvolta lo scivolamento delle strutture mucose e vascolari oltre l'orifizio anale.

Emmorroidi esterne - interne

Le emorroidi sono dette interne quando rimangono all'interno mentre vengono definite esterne se fuoriescono dall'apertura anale rendendosi visibili ad occhio nudo.

Le emorroidi patologiche sono una condizione che coinvolge il 10% della popolazione mondiale, con una incidenza identica sia nell'uomo che nella donna. Questa problematica si sviluppa almeno una volta nella vita del 50% della popolazione americana, prediligendo l'etnia caucasica rispetto alle altre e registrando un picco negli adulti tra i 45 e i 65 anni degli status sociali più alti.

La vita delle persone affette è terribilmente condizionata da questa disfunzione benigna che determina nei soggetti una importante riduzione della qualità di vita dovuta principalmente alle manifestazioni dolorose.

Le donne in gravidanza sono una categoria di pazienti particolarmente colpita dalla patologia, che influisce negativamente sul benessere fisico, psichico, sociale delle gravide e delle puerpere e sui loro percorsi clinico-assistenziali, rendendoli ancora più problematici.

Emorroidi, sintomi e diagnosi della patologia

Le ragioni che portano allo sviluppo della patologia emorroidaria sono comunemente associati a:

  • Predisposizione familiare
  • Gravidanza e parto per via vaginale
  • Età
  • Alimentazione scorretta
  • Obesità
  • Sforzi eccessivi
  • Vita sedentaria
  • Farmaci contraccettivi
  • Stitichezza
  • Trombosi pelvica
  • Epatopatie croniche
  • Posizione seduta per diverse ore
  • Sport con lesioni da sella (equitazione, ciclismo, motociclismo)

Il paziente con emorroidi presenta una sintomatologia comune che può includere:

  • dolore e sensazione di bruciore
  • sanguinamento
  • senso di pesantezza a livello rettale
  • secrezione di muco
  • prurito anale
  • prolasso

La diagnosi della malattia è formulata nella maggioranza dei casi in seguito ad una prima classica visita medica grazie ad un esame visivo dell'ano e delle strutture associate a cui può aggiungersi un esame rettale digitale e/o strumentale per la valutazione delle emorroidi interne e di eventuali altre patologie quali polipi e tumori del retto, ragadi, fistole, ascessi.

Fondamentale è la valutazione e l'individuazione di emorragie, talvolta causa di anemie.

Emorroidi, il trattamento terapeutico

La cura delle emorroidi può essere divisa in 3 diverse tipologie di trattamento: conservativo, ambulatoriale, chirurgico.

Il trattamento conservativo prevede il riposo e l'assunzione di Fans durante le manifestazioni dolorose acute ai quali si associa una dieta ricca di fibre e liquidi.

L'applicazione di farmaci topici a base di anestetici locali, ossido di zinco e vaselina uniti alla crioterapia può essere molto efficace soprattutto nelle fasi di acuzie.

Le procedure ambulatoriali comportano la legatura elastica dei gavoccioli, laserterapia, crioterapia selettiva e la scleroterapia, ma è il trattamento chirurgico in sala operatoria la cura di elezione nel caso di emorroidi complicate e di ultimo grado, seppur sia associato a complicanze quali stenosi, infezione, emorragie e incontinenza urinaria e rettale.

Tra le principali tecniche chirurgiche nei confronti della malattia emorroidaria è possibile annoverare:

  • Tecnica di Milligan Morgan
  • Metodo THD - Dearterializzazione emorroidaria transanale
  • Emorroidectomia Laser
  • Emorroidopessi con suturatrice meccanica circolare.

Emorroidi e assistenza infermieristica al paziente

L'assistenza infermieristica nella patologia emorroidaria prevede un approccio clinico-assistenziale basato sull'educazione ad uno stile di vita non sedentario che includa, ove possibile, lo sport (ad esclusione da quelli da sella) associato ad una dieta sana, equilibrata e ricca di fibre, in modo da favorire il corretto transito intestinale e l'assorbimento dei liquidi da parte dell'organismo.

Emorroidi e i cibi da evitare

  • alcool
  • bibite gassate
  • caffè
  • cacao
  • cacciagione
  • cibi molto salati
  • cibi fritti
  • cioccolato
  • spezie e peperoncino
  • formaggi stagionati
  • carni rosse e insaccati.

L'igiene intima è alla base di prevenzione e trattamento, proprio per questa ragione l'infermiere istruirà i suoi assistiti ad un corretto lavaggio dell'area anale con acqua tiepida e detergenti a pH acido, che hanno la funzione di limitare la crescita batterica in una zona anatomica decisamente sensibile alla proliferazione dei microrganismi.

Nei pazienti con emorroidi di grado III-IV la terapia chirurgica è in certi casi l'unico rimedio per tornare a condurre una vita normale.

L'infermiere ha il compito di eseguire e pianificare il nursing perioperatorio in modo da garantire al paziente una corretta preparazione intestinale per l'intervento chirurgico, un comodo e idoneo posizionamento del paziente sul tavolo operatorio e l'assenza di dolore e complicanze post-operatorie.

Le procedure infermieristiche di preparazione e pulizia intestinale prevedono la somministrazione di clismi e/o soluzioni lassative in modo che al momento dell'operazione chirurgica, eseguita generalmente in anestesia locale o spinale ed in posizione ginecologica, l'ampolla rettale sia libera da feci in grado di contrastarne la buona riuscita e favorendo lo sviluppo di infezioni.

La gestione del dolore post-operatorio è eseguita dal team infermieristico attraverso l'applicazione della terapia medica con antidolorifici, mentre il confort del paziente sarà implementato dall'indicazione all'utilizzo di presidi (ciambelle, cuscini e supporti vari) in grado di alleviare la sintomatologia dolorosa dovuta alla pressione nella ipersensibile regione anale.

Uno dei momenti più spiacevoli nel post-operatorio è sicuramente quello dell'evacuazione. Per giorni il paziente è soggetto a stitichezza e a dolore durante e dopo la defecazione; è infatti consigliabile evitare azioni di spinta eccessiva nel corso della stessa ed eventualmente assumere analgesici in seguito.

Sono assolutamente controindicati clisteri e micro-clismi nei primi giorni post-operatori. Nella stragrande maggioranza degli interventi le ferite chirurgiche sono lasciate aperte, senza punti di sutura. Il paziente, proprio per questa motivazione, soprattutto in prossimità dell'evacuazione, ritroverà sulla medicazione del sito chirurgico, delle perdite ematiche inizialmente di colore rosso vivo, successivamente sul rosa-rosso per via della natura siero-ematica dei fluidi.

Il monitoraggio delle perdite ematiche è una responsabilità infermieristica ed è utile al fine di evitare anemie e altre possibili complicanze da eccessivo sanguinamento.

Un nursing attento ed efficace, che pone al centro del progetto l'educazione terapeutica del malato ad uno stile di vita congruo alla sua condizione patologica, è in grado di prevenire l'insorgenza della malattia e scongiura l'aggravarsi del quadro clinico, permettendo al paziente una più rapida ripresa della vita normale, migliorandone la qualità.

NurseReporter

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