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Emotorace, monitoraggio e assistenza infermieristica al paziente

di Chiara Vannini

L’emotorace è un versamento ematico nella cavità pleurica. È un’urgenza medica a tutti gli effetti, poiché conduce velocemente il paziente ad uno stato di shock, mettendone quindi a rischio la sopravvivenza. Quando è associato a presenza di aria, si parla di emopneumotorace.

Caratteristiche ed eziologia dell'emotorace

Lo spazio pleurico, che si trova tra la pleura viscerale e la pleura parietale, è uno spazio virtuale, che contiene fisiologicamente 20 ml di liquido pleurico, necessari per lubrificare le pleure. In condizioni patologiche, la cavità pleurica da virtuale diventa reale ed è in grado di contenere fino a 2500 – 3000 ml di liquido.

L’accumulo di sangue in cavità pleurica, oltre a comportare una perdita ematica, causa una riduzione del volume ematico circolante, portando velocemente il paziente ad una condizione di shock emorragico.

La causa più frequente dell’emotorace è l’evento traumatico. La letteratura descrive però diverse patologie non traumatiche che possono avere come esito questa complicanza. Si distingue quindi:

  • L’emotorace traumatico: spesso conseguenza di trauma contusivo del torace (contusioni, compressione toracica o fratture); trauma toracico penetrante (ferita da arma bianca o proiettile) con conseguenti lesioni del parenchima polmonare. Raramente la causa può essere un posizionamento non corretto del CVC.
  • L’emotorace non traumatico: causato da alterazione dei livelli pressori polmonari, enfisema bolloso, difetti della coagulazione, infarto polmonare, rottura di aneurisma, tumori o tubercolosi.

Segni e sintomi dell'emotorace

I sintomi più frequenti sono dispnea o tachipnea. Il paziente potrebbe presentare anche tachicardia e ipotensione, elementi che prevedono già un peggioramento delle condizioni cliniche.

All’esame obiettivo potremmo osservare deviazione tracheale (in corrispondenza dell’emitorace sano), pallore o cianosi.

È utile valutare la presenza di enfisema sottocutaneo, ovvero aria o liquido nel tessuto sottocutaneo; la presenza si valuta esercitando una pressione con le dita sul torace ed evidenziando se vi è un crepitio/scricchiolio tipico.

Altri sintomi sono il dolore toracico, l’ansia,l’irritabilità e la fame d’aria.

Diagnostica e trattamento terapeutico

Gli esami strumentali di prima scelta utili a diagnosticare l’emotorace sono Rx torace, TC torace e toracentesi. Alcuni di questi sono anche in grado di quantificare l’entità della perdita ematica e comprendere quindi la gravità del danno.

L’obiettivo della terapia è innanzitutto arrestare l’emorragia, prevenire complicanze e permettere al polmone di riespandersi in tempi brevi. Può essere utile ristabilire la perdita volemica del paziente con delle trasfusioni.

Florence Nightingale

Un emotorace importante comporta il posizionamento di un drenaggio toracico. Il drenaggio, comportando la fuoriuscita del liquido che si è formato nella pleura, permette il ristabilirsi della pressione negativa fisiologicamente presente nello spazio pleurico.

Il drenaggio inserito viene comunemente raccordato ad un sistema di raccolta. Questo, a suo volta, può essere collegato o meno ad un sistema di aspirazione.

In caso di emotorace imponente, il solo drenaggio toracico può non essere sufficiente per controllare l’emorragia. Può essere quindi necessario condurre il paziente in sala operatoria per eseguire una toracotomia d’urgenza.

Assistenza infermieristica in caso di emotorace

Le prime ore dopo il ricovero sono quelle più critiche per il paziente e quelle in cui è necessario un monitoraggio più attento e continuo.

L’infermiere deve monitorare i parametri vitali al fine di identificare tempestivamente una modifica delle condizioni del paziente. I parametri vitali possono aiutarci a comprendere se vi è una perdita ematica importante e quindi se il paziente necessita di un reintegro volemico.

È fondamentale osservare il paziente: colorito cutaneo (pallore o marezzatura), sudorazione, cute fredda e mal perfusa. Un paziente agitato o, al contrario, soporoso, sono elementi che devono richiamare la nostra attenzione.

Occorre ricordare di mantenere il drenaggio più in basso rispetto al torace del paziente, in modo che possa drenare adeguatamente; controllare che sia correttamente in aspirazione o a caduta (a seconda dell’indicazione medica).

Fare attenzione qualora non dreni più: non vi è più liquido da drenare oppure c’è un’ostruzione a livello del tubo che non permette il refluire del liquido?

È importante evitare strattonamenti del tubo; fare attenzione che non si disconnetta il drenaggio dal sistema di raccolta del liquido, in modo che il sistema rimanga chiuso e si eviti la contaminazione batterica.

Occorre controllare che le medicazioni siano pulite e asciutte; effettuare le medicazioni in maniera sterile, seguendo l’istruzione operativa o le indicazioni del medico.

L’infermiere deve segnalare in cartella clinica le perdite orarie/giornaliere ed avvertire tempestivamente il medico qualora ci sia una perdita anomala o eccessiva.

Non dimentichiamoci mai di guardare il paziente: più di ogni indagine diagnostica o parametro vitale, egli è lo specchio di ciò che accade nel suo organismo.

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