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Infermieri autisti di automedica, Opi e NurSind insorgono

di Massimo Canorro

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Nel Pronto soccorso dell’ospedale di Bassano del Grappa ha preso il via una sperimentazione definita bizzarra dal NurSind e dall’Opi Vicenza. La direzione generale, infatti, starebbe pensando di ricorrere agli infermieri anche per la guida dell’automedica. Ed è già pronto lo stato di agitazione del personale.

Vicenza, infermieri autisti di automedica: Opi e NurSind non ci stanno

L'automedica del SUEM di Vicenza

Infermieri alla guida dell’automedica, possibile? Al Pronto soccorso dell’ospedale di Bassano del Grappa (Vicenza) potrebbe esserlo.

Quantomeno, è una sperimentazione – avviata lo scorso 1 novembre – che sta suscitando curiosità tra i non addetti ai lavori e facendo squillare un campanello d’allarme nel sindacato di categoria e nell’Ordine professionale.

La direzione generale dell’ospedale, infatti, a prescindere da quanto previsto dal profilo professionale dell’infermiere – professionista sanitario che, con il suo campo proprio di attività, assiste, cura e si prende cura dell’assistito in modo globale, instaurando con lui una relazione di fiducia. Laureato, è iscritto all’ordine professionale, svolge funzioni di prevenzione, assistenza, educazione alla salute, educazione terapeutica, gestione, formazione e ricerca – ha ritenuto di adibirlo anche a differente mansione rispetto a quanto tratteggiato dal Servizio sanitario regionale: autista di automedica.

E se poco più di due anni fa il profilo professionale dell’infermiere (Dm 739/94) ha festeggiato i suoi primi 25 anni, oggi tra gli addetti ai lavori c’è poco da celebrare. È sufficiente ascoltare le parole, pronunciate all’unisono, dal segretario provinciale del NurSind di Vicenza, Andrea Gregori e dal presidente dell’Opi Vicenza, Federico Pegoraro: La direzione generale dell’Azienda Ulss 7 Pedemontana ritiene, con alcune semplici direttive, di stravolgere il senso e la finalità della figura professionale dell’infermiere. La sperimentazione adottata, infatti, prevede che ci sia alla guida dell’automedica un professionista sanitario, scevro da qualsiasi titolarità ed esperienza basilare per condurre un mezzo di soccorso avanzato.

Lo stesso sindacato aveva appoggiato il ricorso di un infermiere del servizio 118 di Massa Carrara, dipendente dell’Asl, in servizio alla guida dell’automedica che, dopo aver fatto un incidente, era stato condannato per direttissima a 4 mesi di reclusione, 1 anno di sospensione della patente e 6mila euro di pena economica. Ma nella seconda metà di settembre, per lui, è arrivata l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

Per il NurSind e l’Opi, dunque, si sovverte l’ordine stabilito. Spiegano ancora Gregori e Pegoraro: La conduzione di questi veicoli è riservata al profilo dell’autista soccorritore, tanto che nei bandi regionali, per tale profilo sono elencate caratteristiche ben precise che il candidato deve possedere. Non ultimo, un’esperienza di almeno cinque anni nella guida dei mezzi di soccorso presso pubbliche amministrazioni o aziende private e non come volontario.

A stupire è che in un periodo in cui c’è una forte carenza di personale infermieristico (il Veneto non è esente da questa problematica) da adibire alle funzioni per le quali è stato formato - prima di tutto l’assistenza - la dirigenza dell’Ulss 7 valuti la possibilità di impegnarlo alla guida di un automedica. Potenzialmente dimenticando che l’infermiere in teoria adibito alla guida dell’automezzo presta servizio attivo al pronto soccorso con un turno di 12 ore, assicurando le prestazioni ambulatoriali, mentre l’autista soccorritore è chiamato a garantire una guida certa e lucida, cosa che un professionista sanitario in servizio attivo non può di certo assicurare svolgendo al contempo attività che richiedono alta attenzione e prestazione.

Nell’ottica sindacale – è già stato già proclamato lo stato di agitazione del personale del pronto soccorso, con richiesta di conciliazione presso la Prefettura di Vicenza – Gregori precisa: A precindere delle dichiarazioni formali giunte alle organizzazioni sindacali, non risulta che l’Ulss 7 Pedemontana abbia posto in essere specifici corsi di guida operativa. La decisione assunta mirerebbe soltanto ad un risparmio di spesa.

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Commenti (2)

Erik 72

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1 commenti

Si infermiere alla conduzione dell'automedica

#2

Sinceramente, non vedo dove sia il problema nel caso un'infermiere debba condurre un mezzo in emergenza.
Ovviamente previa certificazione dei requisiti, trattandosi di un'incarico che prevede il possesso della patente B e nei casi specifici di ogni amministrazione 118 regionale un'apposito corso di guida in emergenza.
Diversamente e senza tirare in ballo giudizi personali elencatemi dettagliatamente articoli di legge . disposizioni del C.S. ,o norme del CCNL che ne vietano la funzione?
Saluti grazie.

Pievese

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1 commenti

Siamo i primi a non voler essere professionisti

#1

A proposito degli infermieri/autisti, trovo l'articolo superato : è consuetudine infatti da moltissimi anni che gli infermieri guidato auto mediche o ambulanze.
Non solo: ne sono anche orgogliosi in quanto si sentono potenti e piloti di Formula uno. Ne ho la certezza e la prova provata qui a Pieve del Grappa dove da sempre c'è un presidio del 118.
È all'ordine del giorno incontrare questi piloti fieri che con la motivazione dell'emergenza ( che spesso non c'è) si permettono la loro mezz'ora di gloria in barba ad ogni regola sia della strada mettendo a forte rischio anche altri.
Questi non sono professionisti, sono esaltati che non meritano loro di essere neppure difesi. Anche in Ulss io sarei cauta a puntare il dito sulle Aziende : chi mi dice che queste persone hanno accettato e non sono state costrette.
......... altro che professionisti, siamo purtroppo ancora dei lavoranti purtroppo è molto lontano dal poter essere riconosciuti per quello che in realtà siamo.