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Emergenza-Urgenza

Pordenone: centrale 118, tecnici al posto degli infermieri

di Massimo Canorro

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Tecnici non sanitari per tamponare le carenze di organico presso la centrale operativa che coordina la macchina dei soccorsi. Si tratta di un’ipotesi ventilata da una funzionaria dell’Azienda regionale di coordinamento per la salute di Pordenone, nel corso di una riunione del personale della Struttura operativa regionale emergenza sanitaria. Paventata anche la possibilità di sospensione delle ferie degli infermieri e dei turni diurni nella postazione di ambulanza presso il policlinico San Giorgio per coprire le ore in centrale. Il Nursind tuona: Vorremmo capire chi decide il futuro di Sores. Ci sentiamo presi in giro.

Tecnici al posto degli infermieri in Sores, è bufera

Tecnici non sanitari per tamponare le carenze di organico presso la centrale operativa che coordina i soccorsi di Pordenone.

Il segretario del Nursind Udine, Afrim Caslli, ha chiesto e ottenuto un nuovo vertice urgente con l’ex direttore generale dell’Asfo (oggi a capo dell’Arcs, Joseph Polimeni) già fissato per la prossima settimana. Per cercare di capire di più.

Lo scorso 29 settembre, nel corso della riunione del personale della Sores di Palmanova, una funzionaria in rappresentanza della stessa Azienda, ha affermato che per poter assicurare la copertura dei turni di centrale nei prossimi mesi non vedeva altra soluzione che sospendere le ferie dei colleghi o anche i già miseri turni diurni, ricostruisce il segretario del sindacato.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un’altra. La funzionaria, secondo il Nursind Udine, avrebbe dichiarato che per il futuro è stata vagliata l’ipotesi di inserimento di figure tecniche – non sanitari – all’interno della Struttura operativa regionale emergenza sanitaria per fronteggiare la carenza di organico infermieristico. Terminato l’incontro è esplosa la bomba: tutti i nostri iscritti si sono giustamente rivolti a noi per avere chiarimenti.

Caslli non usa mezzi termini e parla di un’affermazione pericolosissima. Ritenendo altresì che ipotizzare l’ingresso di figure tecniche in Sores significa non aver compreso qual è il valore aggiunto delle competenze infermieristiche nel filtro telefonico e nella gestione dei mezzi di soccorso. E ancora, equivale a non voler prender atto delle problematiche strutturali che hanno indotto molti colleghi, negli ultimi mesi, ad abbandonare la Sores.

Da qui la richiesta di chiarimenti. Certo, l’Azienda regionale di coordinamento per la salute di Pordenone ha dato segnali d’apertura, ma Caslli aspetta fatti concreti e ha già comunicato ai vertici di Arcs che il Nursind Udine riattiverà lo stato di agitazione se dovessero entrare i tecnici al posto degli infermieri. Alla voce di Caslli si unisce quella di Stefano Bressan (Uil Fpl Friuli Venezia-Giulia) che rammenta come presso la Sores i professionisti sanitari siano rimasti in 34 oramai ridotto allo stremo. Mentre gli infermieri si licenziano, le mobilità in ingresso, già scarse, vengono bloccate dalle aziende di appartenenza.

Una situazione, questa, che perdura da quattro anni, da quando gli infermieri delle vecchie centrali triestine e pordenonesi hanno richiesto il rientro nelle Aziende d’origine. Come Caslli, anche Bressan respinge con forza qualsivoglia soluzione tampone dei tecnici a posto degli infermieri: Il corretto svolgimento delle attività di soccorso in Friuli è assicurato dall’infermiere esperto che filtra le chiamate.

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