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Roma, ambulanze nel caos: 3 ore per un soccorso

di Massimo Canorro

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Nella capitale le ambulanze sono nel caos. L’ultima denuncia giunge da un infermiere che ha soccorso una signora che ha avuto un malore alla stazione Termini. Secondo la sua ricostruzione, la prima chiamata sarebbe stata fatta alle 12, mentre l’ambulanza è giunta a Roma Termini alle 14:46, dopo circa tre ore.

Ambulanze nel caos a Roma: la denuncia di un infermiere

Se venite a Roma e vi sentite male, non potete fare altro che pregare. Così in un video, che sta facendo il giro dei social, un infermiere che ha soccorso una donna colta da malore in stazione Termini. Quasi tre ore per un soccorso con l’ambulanza: questa la denuncia di Davide Laurenti, professionista sanitario, che ha lamentato pubblicamente i ritardi dell’azienda regionale che dovrebbe assicurare l’immediato intervento a livello territoriale.

Questa signora di 70 anni ha avuto un malore qua alla stazione Termini, abbiamo chiamato il 118 sollecitando quattro volte, ho parlato personalmente con la collega della sala operativa e lei mi ha detto che le ambulanze sono tutte bloccate nei Pronto soccorso. Questa è Roma e questa è la sanità italiana nel 2022. Così Laurenti (a Fanpage.it) dopo aver assistito la signora, sentitasi male e rimasta sdraiata sul pavimento della terrazza subito sopra i binari della stazione.

Prosegue il racconto. Passavo lì per caso, la signora era sdraiata a terra e non era il classico malore passeggero. A seguito della chiamata fatta alle 12, l’ambulanza è giunta a Termini solo alle 14:46. Ho lavorato due anni all’Ares a Roma, so che i blocchi delle ambulanze nei Pronto soccorso sono una cosa abbastanza frequente, ma pensavo fosse migliorata la situazione. In dieci anni, invece, è peggiorata.

Quindi l’infermiere continua: Ho parlato con alcuni colleghi e mi hanno detto che addirittura stavano facendo alle 13 i soccorsi delle chiamate effettuate alle 8 di mattina. A Roma, in sintesi, non c’era alcuna ambulanza disponibile. Quasi tre ore di attesa, con questa mole di turisti e di persone, è una cosa imbarazzante. Ho chiamato anche i Nas, che mi hanno detto di mandare una mail, ho chiamato il personale di stazione e più volte il 118, ma niente.

Ma quanto denuncia Laurenti non rappresenta un caso isolato. Il picco di Omicron 5, infatti, ha mandato in crisi la rete di emergenza creando, inevitabilmente, una reazione a catena: assenza di posti letto all’interno dei reparti, ospedali presi d’assalto, blocco delle ambulanze dinanzi alle strutture. E lacarenza di sanitari nel Lazio non aiuta.

Spiega il segretario regionale di Confail Sanità Lazio, Vinicio Amici: Col commissariamento della sanità della regione sono stati chiusi ospedali e Pronto soccorso e oggi la situazione, nei momenti di crisi, diventa drammatica. Il caldo ha fatto salire le richieste di emergenza da parte degli anziani e a questo va aggiunto il picco di Omicron che causa problemi respiratori e tante persone, alcune delle quali hanno veri attacchi di panico e così chiamano il 118.

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