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Infermiere sulla scena del crimine: attenti agli errori!

di Carla Gatto

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Uno dei compiti dell’infermiere è garantire che il personale che si trovi ad operare di fronte ad un crimine, sappia come comportarsi per facilitare il lavoro degli inquirenti, senza distruggere le prove con lo scopo di favorire la promozione tempestiva delle indagini necessarie.

NAPOLI. La scena del crimine è lo spazio fisico territoriale, nel quale si è svolto il crimine, contiene, nasconde, propone tracce ed informazioni che devono essere percepite, recepite, lette, organizzate è qualcosa di prezioso in quanto diventa fondamentale per giungere alla verità.

Per crimine si intende la diretta connessione alla vittima, al bene aggredito; per essere considerato tale ha bisogno della vittima, dell’aggressore e del luogo dell’aggressione.

Sulla scena del crimine gli elementi si mischiano, tale da diventare teatro di più sfide importanti per i ricercatori delle tracce del delitto.

Negli ultimi anni la cronaca giudiziaria ha portato alla ribalta il lavoro compiuto dalla polizia scientifica o dai carabinieri dei Ris.

I processi si basano, oltre sulle testimonianze, su evidenze scientifiche che fino a pochi anni fa sarebbero stati trascurati, la posizione del corpo della vittima in relazione all’evento, le gocce di sangue.

Di estrema importanza è l’attività dell’infermiere ed operatori sanitari, che spesso sono i primi a giungere sulla scena.

Uno dei compiti dell’infermiere è garantire che il personale che si trovi ad operare di fronte ad un crimine, sappia come comportarsi per facilitare il lavoro degli inquirenti, senza distruggere le prove con lo scopo di favorire la promozione tempestiva delle indagini necessarie. In questi casi l’infermiere deve assumersi l’iniziativa della segnalazione quando si realizzano alcune determinate circostanze.

E allora come devono comportarsi i sanitari chiamati ad intervenire sulla scena del crimine?

Di tale attività si è sempre fatto carico il medico in quanto possessore di competenza più specifica.

Gli infermieri del 118 non possono gestire una scena del crimine e non hanno l’obbligo giuridico di conservare la scena del reato, ma rimane sperabile che esso faccia il possibile per evitare di contaminarle.

Esistono delle linee guida per gli infermieri del 118 che intervengono sulla scena del crimine le quali richiedono di confermare il decesso, se è possibile senza spostare il cadavere. Quando la vittima è già cadavere e il medico dell’emergenza territoriale deve constatare l’avvenuto decesso, potrebbe risultare più facile non alterare la scena, poiché è necessario solo il riscontro dell’assenza dei parametri vitali documentata da asistolia con tracciato ECG.

Gli infermieri devono indossare cuffie, scarpe, maschere, conservare gli indumenti rimossi in buste di carta (e non di plastica per evitare la comparsa di muffe) in modo da evitare il trasferimento di tracce biologiche da un corpo all’altro; non devono spostare armi ed oggetti di qualsiasi tipo né spostare bossoli.

PoliziaScientifica

Polizia Scientiifica al lavoro sulla scena del crimine.

Diversamente in tutti gli altri casi, in cui occorre spostare il paziente, ad esempio procedere alla ventilazione, il personale del 118 dovrebbe proteggere le mani della vittima con dei semplici sacchetti di carta o di plastica per evitare il problema della traspirazione, considerato che proteggere le mani della vittima è di fondamentale importanza, essendo le mani dell’uomo le prime armi naturali usate sia per l’attacco che per la difesa; non fare avvicinare nessuno fino all’arrivo della Polizia, compilare la scheda con relativa relazione e poi mettere il tutto a disposizione della Polizia Giudiziaria, evacuare i luoghi delimitando la zona con nastro bicolore per isolare l’area disponibile.

E’ comprensibile che nei servizi di emergenza non è facile mettere in atto queste indicazioni, non per pigrizia, ma per questioni di tempo: salvare una vita è una lotta contro il tempo.

E’ importante evitare di alterare lo scenario e allertare le autorità giudiziarie e di polizia che procederanno alla rilevazione dei dati opportuni.

L’approccio alla scena, deve essere condotto rispettando le regole di sicurezza per se stessi e per gli altri membri dell’equipe.

Vi sono 3 possibili situazioni:

1 - Evento sulla scena del crimine ancora in atto: l’accesso alla scena del crimine per il personale sanitario sarà ritardato per dare precedenza alle operazioni alle forze dell’ordine;

2 - Evento sulla scena del crimine terminato: il personale sanitario interviene subito per soccorrere superstiti, senza alterare lo stato iniziale dell’ambiente.

3 - Evento su una scena chenon viene riconosciuta come scena del crimine: è necessario ricercare quei segnali che possono far sospettare ad un evento criminoso (esempio presenza di armi da fuoco o taglio, posizione della vittima non compatibile con la causa di morte o lesione).


Occorre precisare che nessuno degli operatori sanitari è chiamato ad intervenire in condizioni di rischio per la propria incolumità, l’art. 54 codice penale recita “non è punibile chi ha commesso il fatto per essere stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”.

L’infermiere del 118 deve agire con sicurezza, cercare di inquinare il meno possibile la scena, osservare e descrivere quanto avvenuto e fatto sulla scena.

Quando una persona, nell’ambito di un crimine entra in contatto con un oggetto o un’altra persona, avviene sempre uno scambio di prove fisiche, questo vale per chiunque venga a contatto, vale per l’aggressore che per la vittima (Principo di scambio di Locard).

RisCarabinieri

I RIS dei Carabinieri al lavoro sulla scena del crimine.

Gli elementi probatori che la Polizia Scientifica e i Ris ricercano in caso di presunto accertato crimine sono la forma attraverso cui il crimine stesso si racconta. Tali elementi probatori sono ricercati sui vestiti, nell’ambiente sugli oggetti che la vittima ha direttamente a contatto.

Gli infermieri devono saper distinguere le tracce evidenti, in quanto tali elementi possono essere visibili o non immediatamente identificabili ad occhio nudo, tracce biologiche, materia cerebrale, residui dell’aggressore come sangue, capelli, ecc.

Ogni elemento anche insignificante, può essere essenziale per ricreare le modalità dell’accaduto, recuperare le prove indiziate.

Compito degli infermieri è stare attenti a capire lo spazio attraverso il quale il crimine si è compiuto, le eventuali vie di fuga in quanto collaborano attivamente con le forze dell’ordine e la magistratura per la corretta conservazione di queste ed evitare che vadano disperse o distrutte.

L’assistenza infermieristica in collaborazione con altri professionisti può essere di aiuto per stabilire fatti penalmente perseguibili e catturare i colpevoli e far si che sempre meno criminali restano impuniti.

Possiamo affermare che in Italia, le nuove norme vigenti che hanno modificato il “concetto d’infermiere”, potranno permettere in futuro interessanti evoluzioni.

Va detto, inoltre, che “ogni scena del crimine è un’aula di scuola dove il soggetto ignoto insegna agli investigatori qualcosa di sé” ancor di più consente, all’investigatore di sapere "come è accaduto”, al fine di comprendere “chi è stato” e “perché”.

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