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Patologia

Bruxismo: cos'è, cause e rimedi

di Monica Vaccaretti

Si definisce bruxismo la condizione patologica di digrignare i denti sfregando l'arcata superiore su quella inferiore e stringendo con forza la mandibola. Si tratta di una involontaria contrazione dei muscoli della masticazione e della mascella. Si differenzia dal trisma ossia dal solo serramento della bocca. Il disturbo, abbastanza frequente nella popolazione con una prevalenza del 5-20%, si manifesta soprattutto di notte e può essere evidente, a tal punto rumoroso, soltanto a chi riposa accanto.

Cos'è il bruxismo?

Bruxismo: l'inconsapevole abitudine di digrignare i denti

Questa abitudine inconsapevole di digrignare i denti è considerata una parafunzione ossia un'attività differente da quelle svolte normalmente dall'apparato masticatorio (deglutizione, masticazione, linguaggio, respirazione).  Il fenomeno dura per circa 5-10 secondi e può ripetersi varie volte durante il sonno nella fase REM. Si stima che circa il 20% della popolazione soffra di bruxismo diurno (serramento dei denti) e circa il 10% di bruxismo notturno (serramento e digrignamento).

L'eziologia non è ben definita ma noti sono i disturbi che causa che sono i sintomi con cui risulta evidente ad una visita medica specialistica:

  • lesioni ed usura della superficie masticatoria dei denti che tendono a scheggiarsi
  • aumento della sensibilità dei denti al caldo e al freddo per la perdita dello strato di smalto che li protegge
  • dolore alla mascella
  • dolore alle orecchie
  • dolore ai muscoli della testa
  • mal di testa al risveglio.

Nei casi di bruxismo intenso si avverte al risveglio una sensazione di rigidità dolorosa all'articolazione temporo-mandibolare che può causare comparsa di cefalea.

Se il dolore interessa anche l'orecchio può insorgere la sindrome di Costen, una infiammazione delle articolazioni che svolgono la funzione della masticazione. L'indolenzimento infatti interessa tutti i muscoli masticatori. La perdita di smalto conseguente allo sfregamento intenso e ripetuto può favorire la carie e se l'abrasione è importante da esporre la dentina si possono verificare fratture o perdite dentali.

Come si diagnostica il bruxismo?

Si fa diagnosi con una valutazione della salute dei denti da parte del dentista che ne verifica:

  • l'usura
  • le lesioni
  • la sensibilità dei muscoli della mascella.

Per confermare la diagnosi possono essere richiesti esami strumentali come la radiografia ortopanoramica, che evidenzia problemi nell'allineamento delle arcate dentarie, e la polisonnografia, che verifica l'andamento del riposo notturno.  

Come viene trattato il bruxismo?

Non esiste ad oggi un trattamento completamente risolutivo ma è possibile controllare i sintomi e ridurre il rischio di complicanze. Considerando che l'obiettivo del trattamento è proteggere denti, muscoli ed articolazioni e favorire una buona qualità del sonno e quindi di vita e considerando che non esiste una specifica terapia farmacologica efficace contro il bruxismo, il disturbo può essere contrastato con l'uso di un dispositivo noto come bite, un paradenti ossia un distanziatore posto tra le arcate dentarie da indossare durante la notte per evitare lo sfregamento dei denti e proteggerli dall'erosione.

Il bite assorbe o scarica la pressione esercitata dalla mandibola e ha la funzione di barriera fisica tra le arcate dentarie, contrastando così sia il serramento che lo sfregamento. Modellati tramite rilevazione delle impronte delle due arcate e test sull'equilibrio della muscolatura masticatoria e catena cinetica, i bite - che possono essere duri o morbidi a seconda delle necessità e del comfort del paziente – sono utili anche per prevenire un possibile danneggiamento dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM). Farmaci antinfiammatori e miorilassanti potrebbero essere prescritti per alleviare il dolore e l'infiammazione e rilassare la muscolatura del viso.

Tecniche di rilassamento per alleviare lo stress e la psicoterapia possono aiutare a contrastare i problemi emotivi alla base del disturbo. Possono essere indicate anche appropriate cure dentali per correggere la malocclusione, per riallineare le mandibole e per ridurre i punti di contatto anomali tra i denti. 

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