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Patologia

Fibromialgia, sindrome caratterizzata da dolore cronico diffuso

di Francesca Gianfrancesco

La fibromialgia o sindrome fibromialgica è caratterizzata da dolore cronico diffuso. Di difficile diagnosi, comporta una convivenza forzata con dolore e stanchezza che induce depressione e assenza di progettualità, influendo negativamente sulla qualità della vita delle persone che ne risultano affette.

Che cos'è la fibromialgia? Una diagnosi basata sui sintomi

dolore alla base del collo

La fibromialgia è una sindrome dolorosa associata, tra le altre cose, ad astenia e depressione

La fibromialgia (FM) si manifesta con dolore muscolo scheletrico generalizzato, sebbene possa avere inizio in una sede localizzata, come rachide cervicale e spalle.

Nonostante il dolore sia localizzato in corrispondenza dei tessuti molli (muscoli, legamenti e tendini), la fibromialgia non è un’infiammazione dei tessuti.

In letteratura i primi casi vennero definiti come fibrosite (1968) fino agli anni ’80, in cui fu chiaro che si trattava di una patologia a sé stante, i cui criteri diagnostici sono stati ben descritti dall’American College of Reumatology solo nel 1990.

La fibromialgia è associata ad astenia, problemi cognitivi, disturbi del sonno, ansia e/o depressione. Cefalea ed emicrania sono sintomi comunemente descritti dai pazienti con sindrome fibromialgica.

Dalla letteratura internazionale emerge come sia estremamente difficile formulare una diagnosi di fibromialgia a fronte dell'assenza di segni documentabili come esami di laboratorio o diagnostica strumentale, dal momento che non è caratterizzata da anomalie di laboratorio o strumentali. Ciò ha portato per anni a classificare questi pazienti come “psicosomatici”, ansiosi o addirittura “malati immaginari”.

Gli esami di laboratorio raccomandati si limitano ad una iniziale valutazione tramite emocromo e Pcr, dal momento che la fibromialgia non è una condizione infiammatoria.

Rispetto agli esami strumentali, la letteratura non fornisce alcun suggerimento. In pratica tutte le valutazioni sono necessarie solo per una diagnosi differenziale, per escludere ogni altra ipotesi diagnostica che generalmente comprende artrite reumatoide, lupus sistemico eritematoso, polimialgia reumatica, spondiloartrite, ipo-iper paratiroidismo, neuropatia. La fibromialgia è una reale patologia a sé stante.

Rispetto ai criteri diagnostici Wolfe et al. (2016) evidenzia come ad oggi non ci sia un gold standard, nonostante le proposte dell’American College of Reumatology (ACR) formulate nel 1990, 2010 e 2011.

In definitiva per la formulazione di diagnosi di fibromialgia devono essere soddisfatti contemporaneamente 3 criteri:

  • dolore diffuso in specifiche aree del corpo
  • presenza di sintomi caratteristici
  • durata della sintomatologia almeno di 3 mesi.

Dolore diffuso, i Tender Points

Nel 1990 l’American College of Reumatology ha individuato 18 punti, detti Tender Points che rispondono - con dolore circoscritto - ad una digitopressione pari a circa 4kg.

La valutazione dei Tender Points deve essere sempre abbinata ad un questionario che valuti in maniera più approfondita il dolore.

I punti sono presenti simmetricamente su entrambi i lati del corpo e corrispondono a:

  • base del cranio, accanto alla colonna vertebrale
  • base del collo nella parte posteriore
  • in cima alle spalle, sulla parte posteriore
  • fra la clavicola e la spina dorsale
  • sulla cassa toracica
  • sul bordo esterno dell’avambraccio, circa 2 centimetri sotto il gomito
  • nella parte superiore dell'anca
  • nella parte alta dei glutei
  • sul ginocchio.

I sintomi caratteristici della fibromialgia

Florence Nightingale

Oltre ai sintomi “essenziali” e caratteristici (dolore, affaticamento, disturbi del sonno e disturbi cognitivi) i sintomi che più frequentemente sono riferiti dai pazienti con fibromialgia sono:

  • cefalea o emicrania
  • estrema sensibilità al tatto
  • disturbi della sfera affettiva
  • dolore facciale
  • sensazione di intorpidimento/formicolio
  • difficoltà nella concentrazione
  • ansia, depressione
  • lombalgia
  • rigidità muscolare
  • crampi alle gambe
  • dolore addominale con alternanza stipsi/diarrea.

Eziologia della fibromialgia

L’eziologia della sindrome fibromialgica non è stata ancora pienamente compresa e rispetto alla fisiopatologia esiste ancora qualche incertezza.

L’ipotesi più accreditata sembra riguardare il meccanismo di centralizzazione del dolore.

Sembra dipenda da una ridotta soglia di sopportazione del dolore dovuta ad una alterazione della modalità di percezione a livello del sistema nervoso centrale, degli input somatoestesici (alterazione della soglia nocicettiva).

Un approccio multimodale per i pazienti con fibromialgia

La fibromialgia è caratterizzata dalla presenza di una moltitudine di sintomi. È dunque ampiamente condiviso come l’approccio più appropriato sia quello multidisciplinare, basato sulla presa in carico individuale e un percorso di cura personalizzato, finalizzato principalmente a ridurre o attenuare la gravità dei sintomi caratteristici.

Attualmente gli specialisti sono concordi nel raccomandare che l’iniziale presa in carico del paziente affetto da fibromialgia avvenga nel setting dell’assistenza primaria, da parte del medico di famiglia nell’ambito di un team multiprofessionale, come già avviene per la presa in carico di molte patologie croniche.

Secondo le recentissime raccomandazioni (2017) dell’European League Against Rheumatism bisogna intraprendere un percorso graduale che comprende fasi ben definite, come:

  • educazione del paziente
  • trattamento non farmacologico
  • trattamento farmacologico

La formazione dei professionisti e l’educazione del paziente sono le principali strategie per un’efficace gestione delle persone affette da fibromialgia (Arnold et al 2016)

L’attività educativa può essere svolta da qualsiasi professionista sanitario formato, coinvolto nella gestione della fibromialgia nei diversi setting e luoghi di cura in cui si verifica la presa in carico.

Il medico di medicina generale, lo specialista o l’infermiere dietro adeguata formazione, possono intraprendere un’azione educativa, che se ben strutturata risulta di per sé un trattamento efficace nella FM.

I punti focali su cui incentrare un programma educativo devono avere lo scopo di far realizzare e condividere la reale presenza di una vera patologia, una patologia reale e non immaginaria.

La fibromialgia è un problema di salute grave e la persona affetta deve prenderne consapevolezza.

L’approccio educativo parte dalla descrizione delle caratteristiche della malattia ed abbraccia l’importanza che rivestono il dolore, il sonno e i relativi disturbi, lo stress e i problemi legati all’umore e per finire, ma non meno importante, le possibili strategie di coping da mettere in atto.

I trattamenti non farmacologici comprendono l’attività fisica aerobica regolare anche in acqua, un approccio cognitivo-comportamentale, l’agopuntura, un adeguato programma nutrizionale, la terapia iperbarica (non considerato un trattamento standard).

Il trattamento farmacologico, invece, è raccomandato solo quando i segni/sintomi non sono migliorati dalle strategie non farmacologiche.

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Commenti (2)

Marisa_90

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Fibromialgia

#2

Ho letto con interesse questo articolo, dopo avere come parola chiave “fibromialgia”. Dopo 4/5 anni di ricerca per capire quale fosse il mio problema credo di averlo trovato. Tutto è iniziato con un dolore alla schiena molto vicino alla colonna vertebrale, poi alla spalla, braccio, gomito, torace, scapola, collo, ginocchio, anca, femore...ovunque ... dolori lancinanti poi formicolio e intorpidimento. Ho sempre vissuto con emicranie dolorose, sbalzi d’umore, gastrite, nausea tutto...mi sono resa conto di avere tutti i sintomi e anche se ho fatto e faccio palestra...farmaci di tutti i tipi non aiuta molto niente. Il periodo peggiore è autunno e inverno e in estate l’aria condizionata è mortale per me. Quindi vorrei trovare una soluzione perché a 28 anni credo sia deleteria una cosa del genere.

Gaetano 87

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Fromialgia

#1

Salve ho letto questo post e i sintomi riportati sono quali a quelli manifesti da me, ma ho fatto tutti gli esami ma nn risulta niente. Il dottore nn sa più che esami deve farmi fare. I dolori sono molto fastidiosi e lavorare sta diventando un anche un problema. Cosa mi consigliate di fare.. Aspetto notizie