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Patologia

Fratture da stress

di Chiara Vannini

La frattura da stress è una patologia a carico di uno o più ossa, caratterizzata da una difformità o infrazione dell’osso e secondaria a sollecitazioni ripetute nel tempo e non ad un evento traumatico isolato. È una tipologia di frattura che si osserva principalmente negli atleti, nei podisti e nei militari e proprio per questo motivo veniva inizialmente chiamata frattura da “piede di marcia”, perché più frequente nel personale militare.

Cause e fattori di rischio di frattura da stress

frattura da stress

La causa principale delle fratture da stress sono gli stress meccanici ripetuti, ad alta intensità.

La frattura da stress si verifica quando si sbilancia la capacità dell’osso di riadattarsi alle attività. Di norma, l’osso è in grado di adattarsi alle pressioni a cui è sottoposto e risponde rimodellandosi e rinforzandosi, per poter rispondere adeguatamente allo stress biomeccanico.

Tuttavia, quando non è più in grado di farlo, può dar luogo allo sviluppo di microfratture. Le fratture da stress rappresentano circa il 20% degli infortuni sportivi, con un’incidenza maggiore negli sportivi che percorrono più di quaranta km a settimana.

I fattori di rischio per le fratture da stress sono classificati in intrinseci ed estrinseci.

La causa principale delle fratture da stress sono gli stress meccanici ripetuti, ad alta intensità. In particolare, la principale causa di frattura è il sovrallenamento, soprattutto se associato ad un deficit energetico da apporto calorico troppo basso.

L’apporto calorico ridotto, associato all’eccessiva attività fisica, comporta inoltre squilibri ormonali, soprattutto nel sesso femminile, con un conseguente rischio di osteoporosi e un aumentato rischio di fratture da stress. Un’altra causa risulta essere il deficit di vitamina D.

Segni e sintomi di frattura da stress

La frattura da stress esordisce con una sintomatologia dolorosa, localizzata in una zona del corpo, che insorge dopo l’attività.

Il dolore, inizialmente di breve durata, si intensifica nella durata e nell’intensità col progredire dell’attività, fino ad essere presente anche a riposo.

Diagnosi di frattura da stress

La diagnosi si basa inizialmente sulla descrizione dei sintomi descritti dalla persona. Andranno indagati alcuni aspetti, come ad esempio:

  • Tipologia di allenamento e cambiamenti recenti
  • Alimentazione
  • Valutazione della presenza di fattori di rischio intrinseci ed estrinseci
  • Farmaci assunti
  • Anamnesi medica

All’esame obiettivo la persona lamenta dolorabilità localizzata anche alla digitopressione e talvolta edema locale. L’esame che effettua la diagnosi accurata è la radiografia, anche se la frattura vera e propria è visibile solamente dopo circa 2–3 settimane dall’insorgenza dei sintomi.

Questo accade perché dall’insorgenza dei sintomi, è solamente con l’allenamento continuo nel tempo che è possibile che si evidenzi la linea di frattura. Un’altra indagine utilizzata per fare diagnosi è la TC ed infine si può optare per la RMN.

Trattamento

L’indicazione terapeutica principale prevede la sospensione dell’attività per 2–6 settimane per poi reintegrarla gradualmente. Può essere necessaria l’applicazione di un apparecchio gessato o un eventuale intervento chirurgico a seconda dell’entità della frattura.

Infine, può essere utile integrare la dieta con l’assunzione di calcio e vitamina D.

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