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Patologia

Morbo di Crohn, patologia cronica autoimmune dell'intestino

di Alessandro Valentino

Il morbo di Crohn è una patologia infiammatoria cronica di genesi autoimmunitaria che può localizzarsi in qualsiasi tratto dell'apparato gastroenterico provocando un’ampia gamma di sintomi e segni clinici anche se quelli preponderanti, che portano il paziente alla attenzione dei sanitari, sono più spesso dolori addominali, diarrea con possibile componente ematica, febbre, vomito, decremento ponderale; frequenti l’associazione con sintomi extraintestinali e sistemici e lo sviluppo di complicanze, quali ileo meccanico o dinamico.

Cos'è il morbo di crohn?

morbo di crohn

Il morbo di Crohn è una patologia infiammatoria cronica autoimmune dell'intestino

Solitamente il paziente giunge all’attenzione del personale medico o infermieristico lamentando addominalgia associata o meno a febbre e modificazioni dell'alvo.

Come in tutti pazienti potenzialmente critici il primo approccio deve essere la valutazione delle funzioni vitali tramite l'ABCDE, dove A sta per valutazione della via Aerea, B per valutazione della attività respiratoria (Breathing) eseguita tramite l'acronimo OPACS (Osservo, Palpo, Ausculto, Conto gli atti respiratori, Saturimetria), C per valutazione del Circolo, cioè del quadro emodinamico, D per analisi del quadro neurologico (Disability), E per Exposure, quindi la completa valutazione del paziente.

A questa prima valutazione, che ha la finalità di identificare e trattare immediati deficit delle funzioni vitali - criticità assolute - segue la raccolta anamnestica focalizzata sul quadro di presentazione, da eseguirsi secondo gli acronimi SAMPLER ed OPQRST.
Tale metodica di raccolta anamnestica ha lo scopo di raccogliere rapidamente tutti gli elementi necessari per il corretto inquadramento del paziente:

  • S - Sintomo: è il motivo per il quale il paziente ha fatto ricorso ai sanitari.
Tale sintomo viene indagato in maniera approfondita mediante l'OPQRST dove: O è Onset, cioè l'esordio del sintomo; P è Palliation/Provocation, cioè cosa fa peggiorare o migliorare il dolore; Q è la qualità, il tipo di dolore(LINK DOSSIER) (se, ad esempio, urente, sordo, acuto, trafittivo, crampiforme); R è Radation, cioè la o le possibili irradiazioni del dolore; S è Severity, cioè l’intensità del dolore, misurata su una scala da 1 a 10; T è il tempo di insorgenza, cioè da quanto il sintomo perdura.
  • Indagato il Sintomo (S), si continua la nostra anamnesi con A - Allergie;
  • M - Medicine: cioè la terapia abitualmente assunta;
  • P - Past medical history, cioè le patologie pregresse;
  • L - Last meal: l'ultimo pasto assunto;
  • E - Events, cioè cosa è accaduto prima dell’insorgenza del sintomo;
  • R - Risk, fattori di rischio.

A questo punto è necessario eseguire un "esame obiettivo mirato", ovvero focalizzato sul sintomo cardine; in un paziente con possibile morbo di Crohn vorrà dire una attenta e dettagliata valutazione dell'addome e la ricerca di possibili segni sistemici associati.

Infine la valutazione sarà conclusa da un completo esame testa-piedi. A questo punto verrà formulata una serie di possibili diagnosi che, nel caso di dolore addominale potrà comprendere appunto morbo di Crohn, appendicite acuta, diverticolite, altre patologie infiammatorie intestinali (IBD, Inflammatory Bowel Desease) quali la rettocolite ulcerosa (RCU).

La diagnosi di certezza è spesso difficile e necessita del supporto laboratoristico e di esami radiologici ed endoscopici con prelievi bioptici.

Generalità sul morbo di Crohn

Il morbo o malattia di Crohn appartiene alle malattie croniche infiammatorie dell'intestino (MICI), di genesi autoimmunitaria con sviluppo dipendente da predisposizione genetica associata a vari fattori ambientali.

È caratterizzata da ulcerazioni della mucosa che possono localizzarsi in qualsiasi sede dell'apparato gastroenterico, prevalentemente intestino tenue e crasso, dove il processo infiammatorio si presenta tipicamente non continuo, potendosi osservare tratti di mucosa colpita dalla flogosi alternati a tratti apparentemente indenni.

Le lesioni interessano la mucosa intestinale in tutto il suo spessore rendendosi così responsabili di complicanze quali la stenosi del lume e la fistolizzazione, con formazione di ascessi e fistole cutanee o in organi adiacenti quali la vescica.

Possono esistere manifestazioni a carico di organi extra-intestinali, più spesso cute, occhi ed articolazioni, che possono manifestarsi più precocemente dei sintomi gastroenterici.

Diagnosi di morbo di Crohn

Il corteo sintomatologico del Crohn, caratterizzato da dolori addominali, diarrea, febbre, astenia, decremento ponderale, ha più spesso esordio subdolo, ma può comparire acutamente dovendo - in tal caso - essere posto in diagnosi differenziale con altre patologie addominali acute, in primis appendicite.

La diagnosi di certezza sovente è ottenibile solo tramite la combinazione dei segni e sintomi clinici associati a test laboratoristici, esami radiologici, endoscopici e bioptici.

L’accertamento di prima linea nel sospetto diagnostico di morbo di Crohn è attualmente considerato la colonscopia con prelievi bioptici.

Esami di secondo livello, considerati il gold standard per lo studio dell’intestino tenue, sono la TAC e la risonanza magnetica, precisamente enteroTAC e la entreroRMN, che consentono di valutare l’estensione e l’attività flogistica della malattia valutando la presenza di edema, ulcerazioni e lo spessore della mucosa.

In caso di dubbio diagnostico il successivo step è rappresentato dalla endoscopia mediante video capsula dell’intestino tenue, dotata di sensibilità sufficiente ad evidenziare anche lesioni di minime dimensioni.

L’accertamento istologico tramite multipli prelievi bioptici eseguiti su retto, colon e segmento terminale del tenue consente la diagnosi di maggior affidabilità.

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