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Patologia

Respiro patologico e le sue caratteristiche

di Ivan Loddo

In medicina per respiro patologico è intesa una tipologia di respirazione alterata determinata da una condizione patologica che modifica il fisiologico susseguirsi degli atti respiratori e la loro frequenza. Tra le alterazioni patologiche del respiro sono inclusi il respiro di Cheyne-Stokes, il respiro di Biot, il respiro di Kussmaul e il respiro di Fallstaff.

Respirazione fisiologica

signora con cannule nasali per ossigeno

La respirazione è un processo fisiologico di importanza vitale per gli esseri umani, che comprende una serie di attività utili ad assicurare un adeguato apporto di ossigeno ai tessuti e lo smaltimento dell'anidride carbonica prodotta dal metabolismo cellulare.


Con la respirazione avviene sostanzialmente uno scambio di gas tra l'organismo e l'ambiente esterno.

La respirazione è il risultato di due diversi processi: la respirazione esterna (o polmonare) e la respirazione interna (o cellulare).

Respirazione polmonare Respirazione cellulare
Scambio gassoso tra aria e sangue Scambio gassoso tra sangue e cellule
  • Consiste in uno scambio, praticamente simultaneo, tra ossigeno atmosferico e anidride carbonica proveniente dalle cellule.
  • Si realizza a livello alveolare dove l'ossigeno diffonde per passare poi nei vasi capillari circostanti dove si lega al sangue che lo convoglierà a tutte le cellule del corpo 
  • L'ossigeno, trasportato alle cellule dal sangue, viene utilizzato per l'ossidazione dei metaboliti cellulari con la conseguente produzione di anidride carbonica e formazione di composti ad alta energia
  • L'anidride carbonica prodotta nelle cellule passa, per diffusione, attraverso la membrana cellulare nei capillari sanguigni che la condurranno agli alveoli polmonari, attraverso i quali, verrà eliminata nell'ambiente esterno

I movimenti che permettono all'organismo l'ingresso e l'uscita di aria, sono detti, rispettivamente, inspirazione ed espirazione.

Questi atti avvengono grazie alla contrazione e al rilassamento di alcuni muscoli come il diaframma che, abbassandosi, consente ai polmoni di espandersi e, alzandosi, consente loro di svuotarsi.

Un atto respiratorio è fondamentalmente costituito dalla fase inspiratoria (durata: 1,3-1,5 sec), dalla fase espiratoria (durata: 2,5 – 3 sec) e da una pausa della durata di circa 0,5 secondi fra le due fasi. 


Fisiologicamente, in un adulto sano a riposo, la frequenza respiratoria media (numero di atti respiratori in un minuto) si registra in un range tra i 16 e i 20.

Al di sotto dei 12 atti al minuto si parla di bradipnea, mentre si parlerebbe di tachipnea nel caso in cui gli atti per minuto sorpassassero i 20. 


È bene comunque precisare come la frequenza respiratoria sia legata all'età e alla frequenza cardiaca.

Età F.R. (atti al minuto)
Neonati 30-60
Bambini 21-30
Adolescenti 18-24
Adulti 12-20

Oltre che per la periodicità, il respiro può subire delle alterazioni più o meno gravi in relazione all'ampiezza e al ritmo. Tali modificazioni sono il segnale di condizioni patologiche che possono interessare uno o più distretti corporei e il cui studio è fondamentale ai fini diagnostici e terapeutici.

NurseReporter
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Commenti (1)

Gioct88@gmail.com

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1 commenti

Buon post

#1

Articolo completo che da un buon quadro senza dilungarsi
Grazie