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Patologia

Polmonite, cos'è e come si tratta

di Ivan Loddo

La polmonite è una patologia infiammatoria che colpisce i polmoni e il sistema respiratorio; generalmente è determinata da infezioni batteriche (20-60% dei casi) e virali, mentre più rari sono i quadri di polmoniti fungine o causate da parassiti. In Italia di polmonite muoiono ogni anno circa 10 mila persone, fra i quali soprattutto anziani e pazienti affetti da malattie croniche, mentre negli Stati Uniti si registrano 1 milione di ricoveri annuali, per una spesa che oscilla fra i 6 e i 7 mila dollari per paziente.

Cos'è la polmonite e come si manifesta

Bambino a letto con polmonite

Il quadro tipico della polmonite - patologia infiammatoria che attacca polmoni e sistema respiratorio - può presentarsi anche in caso dell'inalazione di sostanze tossiche o in seguito all'aspirazione nell'albero respiratorio di residui alimentari e succhi gastrici.

Quest'ultima condizione clinica è meglio conosciuta come polmonite ab-ingestis e si verifica nei pazienti con spiccate difficoltà di deglutizione dovute a patologie neurologiche quali, ad esempio morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, ictus cerebrale, ma anche nei pazienti sottoposti ad anestesia generale.

Quando i microrganismi patogeni, principalmente per via aerea piuttosto che per via ematogena, riescono a superare i meccanismi difensivi dell'organismo a livello respiratorio e a penetrare fino a raggiungere gli alveoli polmonari, vengono attaccati a questo punto dai globuli bianchi andando a scatenare il processo infiammatorio che determinerà la formazione di una determinata quantità di essudato, il quale andrà a disturbare gli scambi gassosi a livello alveolare e svolgerà la funzione di terreno di coltura per i microrganismi.

Polmonite e fattori di rischio

Alla polmonite sono legati una serie di fattori di rischio, tra cui:

Immunodeficienza Ospedalizzazione
Infezioni delle prime vie aeree Coma
BPCO Ventilazione meccanica
Età > 60 anni Terapia corticosteroidea
Alcolismo Terapia con antiacidi
Fumo di sigaretta Neoplasie
IRC Interventi chirurgici
Diabete Epatopatia cronica

Diagnosi di polmonite

La diagnosi pneumologica comprende la valutazione di segni e sintomi, l'esecuzione di un esame obiettivo approfondito ed esami strumentali e di laboratorio.

Polmonite, classificazioni e caratteristiche

Le infezioni del parenchima polmonare possono essere classificate a seconda di diversi criteri:

Epidemiologico Eziologico Istopatologico
Polmoniti comunitarie
(contratte al di fuori dell'ambiente ospedaliero)
Polmoniti batteriche

Forme alveolari, in caso di presenza di essudato infiammatorio, che si suddividono in:

- forme a focolaio: interessano un solo lobo o il lobo intero

- broncopolmoniti: si riconosce un interessamento di tutto l'albero bronchiale e del parenchima polmonare

Polmoniti nosocomiali
(contratte in seguito ad un ricovero ospedaliero dopo 48 ore)
Polmoniti virali Forme interstiziali: mostrano infiltrati infiammatori nei setti intralveolari

Polmoniti atipiche

(causate da funghi o miceti)

Forme necrotizzanti: caratterizzate da importanti processi di necrosi che evolvono spesso con l'ascesso

Le polmoniti batteriche sono le forme più diffuse fra le polmoniti comunitarie. Lo Streptococco Pneumoniae è il batterio maggiormente isolato in questi casi, seguito da Haemophilus influenzae e Chlamydophila pneumoniae. 


Mentre nelle forme batteriche prevale l'inalazione come vettore per il trasporto dei microrganismi ai polmoni, nelle polmoniti virali anche la via ematica rappresenta uno dei percorsi prediletti dai virus.

Quest'ultima forma è caratterizzata da un decorso che il più delle volte si risolve spontaneamente o che può talvolta rimanere misconosciuta, salvo i casi più gravi in cui i sintomi si manifestano in maniera conclamata e necessitano di un intervento immediato.

Fra i virus più comuni, nei casi di polmonite virale, si ricordano: il virus influenzale, gli Adenovirus, il Cytomegalovirus, l'Herpex simplex.

Come si cura la polmonite

Nei casi di polmonite il trattamento medico è differente in relazione ai microrganismi colpevoli dell'infezione, allo stato di salute del paziente e alla severità dei sintomi manifestati. Le cure sono per la maggioranza a carattere domiciliare, salvo i casi in cui il ricovero si fa inevitabile o la patologia colpisca un individuo già ospedalizzato.

Il riposo è indispensabile in tutti i pazienti affetti dalla patologia e la ripresa delle attività non deve mai essere forzata anche al fine di prevenire le recidive e favorire il recupero generale.

Nei casi di polmonite batterica la terapia farmacologica si basa prevalentemente sulla somministrazione di antibiotici, ad azione mirata o ad ampio spettro.

Quelli più utilizzati nelle forme comunitarie e nei bambini sono le penicilline (es. Amoxicillina) con cicli che vanno generalmente dai 7 ai 10 giorni, per quanto anche macrolidi e doxiciclina sono alternative spesso adoperate. 


Nei casi di polmonite nosocomiale è invece molto frequente l’infusione endovenosa di cefalosporine di terza generazione, a somministrazioni singole o combinate.

Al fine di ridurre il dolore toracico acuto, il malessere generale e le crisi di tosse possono essere somministrati antinfiammatori (FANS) e antitussivi.

Come già accennato, le forme di polmonite virale hanno per la maggior parte un quadro clinico piuttosto sfumato, con una serie di segni e sintomi talvolta silenti. La somministrazione di farmaci antivirali è limitata ai casi più gravi e in pazienti ospedalizzati, negli altri casi, invece, i sanitari si limitano ad una terapia di supporto con liquidi, antinfiammatori o paracetamolo.

Nel trattamento della polmonite riveste un ruolo importante l'assunzione di una dieta equilibrata con frutta, verdura, pesce e alimenti ricchi di vitamina C e D.

NurseReporter

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