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COVID-19

Opi Firenze-Pistoia chiede di abolire obbligo vaccinale sanitari

di Massimo Canorro

L’Ordine presieduto da David Nucci ha inviato una lettera circostanziata al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al ministro della Salute, Orazio Schillaci e alla presidente della Fnopi, Barbara Mangicavalli, sottoponendo loro una serie di numerose criticità ravvisate sull’applicazione della normativa in tema di obbligo vaccinale del personale sanitario (che pone in capo agli Ordini sia la verifica dell’aderenze alla legge sia le azioni conseguenti).

Vaccino anti-Covid, Opi Firenze-Pistoia: rivedere la norma

L'Opi Firenze-Pistoia richiede l'abolizione dell'obbligo vaccinale per i sanitari viste le numerose criticità ravvisate.

In particolare, l’Ordine delle professioni infermieristiche di Firenze-Pistoia chiede ai destinatari della missiva di rivalutare il mantenimento dell’obbligo vaccinale per i sanitari, stante una condizione – come è quella attuale – post pandemica in cui l’intento da perseguire è il controllo efficace dell’endemia.

In marzo il Ministero della Salute aveva inviato una nota agli Ordini, chiarendo vari aspetti della normativa relativa all’obbligo e alla sospensione (delucidazioni richieste anche dagli stessi operatori sanitari). Una sorta di road map dell’allentamento delle misure restrittive anti-Covid.

E oggi l’Opi Firenze-Pistoia chiede a governo ed istituzioni, appunto, di ripensare il sistema di controllo dell’obbligo vaccinale esonerando l’Ordine da tale compito, riportando la relativa gestione ai Dipartimenti di prevenzione come previsto nell’impianto normativo iniziale o attribuendola ad altro soggetto. Infine, di rivedere la normativa adeguandola alla situazione attuale ben diversa da quella esistente al momento in cui fu introdotta.

Ad oggi, infatti, gli Ordini portano avanti il controllo quotidiano della Piattaforma nazionale-DGC (per l’emissione, il rilascio e la verifica delle certificazioni verdi Covid-19 e delle certificazioni di esenzione dalla vaccinazione anti Covid-19), l’eventuale contestazione all’iscritto riguardo la sua posizione, la gestione delle risposte degli iscritti.

E ancora, la sospensione in caso di inottemperanza all’obbligo e la gestione di un eventuale contenzioso. Un iter – spiegano dall’Opi Firenze-Pistoia – che ha creato e crea all’Ordine una serie di criticità, a partire dal notevole impegno del personale amministrativo, con incremento dei relativi costi, all’aumento del rischio di contenzioso tra l’Ordine e i suoi iscritti a discapito dell’immagine dell’Ordine. Sono inoltre emerse difficoltà nella gestione delle diverse casistiche, con il pericolo di assunzione di responsabilità che vanno al di là del mandato ordinistico. Un processo che ha determinato influenze negative sulla gestione dell’Ordine che hanno portato gli iscritti a boicottare l’ente impedendone il regolare funzionamento.

Alla luce di tutto questo, l’Opi Firenze-Pistoia ritiene necessario ripensare il perdurare dell’obbligo vaccinale per il personale sanitario che risulta così, per certi versi, penalizzato rispetto ad altre professioni. Viene altresì ribadito che l’Ordine non è il soggetto più idoneo a svolgere il ruolo di controllore del rispetto dell’obbligo vaccinale non avendo l’organizzazione, le competenze, le disponibilità per svolgere tale ruolo.

Giornalista

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