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COVID-19

Speranza: sanitari no vax rispettino la normativa

di Massimo Canorro

Il ministro della Salute puntualizza che vaccinarsi è l’unica arma disponibile per chiudere questa stagione così difficile. Eppure, i sanitari contrari al vaccino continuano a proliferare (dalla Liguria alle Marche alla Sardegna), non ritirando le raccomandate di richiamo delle Asl e presentando ricorsi ai Tar.

Obbligo vaccinale, ancora tanti in Italia i sanitari che si oppongono

Speranza su obbligo vaccinale per i sanitari: dobbiamo lavorare perché quella norma venga pienamente rispettata

Per quanto concerne l’obbligo vaccinale nei confronti dei sanitari, occorre lavorare affinché questa norma venga pienamente rispettata. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in rimando all’obbligo vaccinale imposto dall’art. 4 del decreto-legge n. 44/2021, convertito in legge n. 76/2021, per tutti coloro che svolgono la loro attività in strutture sanitarie pubbliche oppure private, nelle farmacie oppure parafarmacie e negli studi professionali.

Parole, le sue, anche a più ampio raggio: La vaccinazione rappresenta la vera arma che abbiamo per chiudere questa stagione così complicata. È necessario insistere e lavorare perché è fondamentale.

Dichiarazioni concrete attraverso cui Speranza auspica che ci sia un deciso cambio di passo dei sanitari no vax, che in tutta Italia stanno complicando (e non di poco) la situazione, rifiutando la vaccinazione anti-Covid 19, evitando di ritirare le raccomandate di richiamo inviate dalle Asl e presentando ricorsi, mediante i loro legali, ai Tar.

Come nel caso della Liguria, dove ventitré operatori sanitari hanno rifiutato il vaccino e ben 900 colleghi non hanno ritirato le raccomandate di richiamo spedite dalla Asl3 (tra i quali potrebbero esserci altri operatori no vax). Numeri – in costante aggiornamento – che da una parte circoscrivono l’aspetto conflittuale e dall’altra l’andamento dell’istruttoria, avviata dalla Asl genovese, per verificare il rispetto dell’obbligo di vaccinazione anti-Covid (stabilito dal sopracitato Dl n. 44, in vigore dallo scorso 1° aprile), da parte di infermieri, medici, dentisti e di tutti.

È opportuno sottolineare che fino a questo momento non è stato avviato alcun provvedimento disciplinare, ma sono 6.561 le raccomandate inviate dalla Asl3 per invitare a vaccinarsi altrettanti operatori; dato clamoroso, però, è che 900 destinatari non hanno ancora provveduto a ritirarle. Spiega Tiberia Boccardo, direttrice del dipartimento prevenzione dell’Asl3: Fino a questo momento sono 2.337 le pratiche che abbiamo esaminato e chiuso, poiché gli interessati si sono vaccinati oppure sono stati esentati dall’obbligo di farlo.

Altri 602 sanitari, invece, sono stati esentati dal medico di medicina generale ma per questi le pratiche non sono tutt’ora chiuse, ci saranno ulteriori verifiche, precisa ancora. E se sono 1.431 gli operatori che stanno regolarizzando la loro posizione, le pratiche ancora aperte – ovvero in attesa della documentazione integrativa – sono 377. Ma non attenderemo ancora per molto tempo, chiosa Boccardo. Nel frattempo, 500 operatori sanitari hanno sottoscritto il ricorso al Tar contro l’obbligo vaccinale.

Dalla Liguria alle Marche, dove sono 1.200 le raccomandate inviate dall’Asur nell’Area Vasta 3 di Macerata; le risposte già arrivate sono oltre 600 (dunque, più della metà), 450 delle quali già chiuse. Stiamo avendo un buon riscontro. In più casi, quelli che hanno già illustrato la loro posizione si sono già vaccinati, altri hanno fatto la prenotazione, altri ancora hanno fornito valide giustificazioni, ammette Franca Laici, direttrice dell’unità operativa complessa di prevenzione delle malattie infettive dell’Area Vasta 3 di Macerata. Esprimendo cauto ottimismo: Mi sento di dire che la stragrande maggioranza dei destinatari della raccomandata saranno “recuperati” in modo positivo.

Ultima chiamata utile per i sanitari no vax in Sardegna, dove l’Ats non intende concedere altro tempo a coloro che faremo il vaccino più in là, quando ne sapremo di più. In questo senso il commissario dell’Ats, Massimo Temussi, è perentorio: Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per mettere in sicurezza il settore sanitario, partendo da chi deve fare il vaccino. Dunque, anche da chi non lo fa. Come nel caso dell’Arnas Brotzu di Cagliari, dove i sanitari no vax sono un centinaio. Siamo disposti a vaccinare chi ancora non l’ha fatto, prima di adottare i provvedimenti previsti dalle norme. Accettare è un dovere, puntualizza il commissario Paolo Cannas. Spostandosi all’Aou di Sassari, qui sono una quarantina gli operatori contrati a vaccinarsi. E il commissario straordinario Antonio Lorenzo Spano non ha dubbi: Chi esercita una professione sanitaria non può girarsi dall’altra parte.

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