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Campania

Avellino: infermiera sviene per il troppo lavoro

di Massimo Canorro

Turni massacranti e personale sanitario in sofferenza per i carichi di lavoro divenuti insostenibili. Al Pronto soccorso dell’ospedale Moscati un’infermiera è svenuta mentre era in servizio. Troppo lo stress accumulato. Uil Fpl, Nursind e Fials hanno chiesto un incontro urgente al direttore dell’Azienda ospedaliera. Criticità registrate anche all’ospedale Cardarelli di Napoli e al Ruggi di Salerno.

Infermiera colta da un mancamento per lo stress correlato al lavoro

Pronto soccorso al collasso in Italia. E la Campania è tra le regioni più vessate da questa criticità, che rischia di portare alla chiusura delle strutture. Ad inizio settimana, infermieri e Oss dell’ospedale Cardarelli di Napoli – che si trovano costretti ad assistere paziente già dimessi, stesi sulle barelle aspettando il ricovero nei reparti – hanno proclamato lo stato di agitazione e dichiarato l’assemblea permanente. Ed è di poche ore fa la notizia che al Pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Avellino la situazione – con infermieri a rischio di ansia e depressione, personale sottodimensionato e carenza di posti letto rispetto a una richiesta di assistenza in aumento – è precipitata. A causa dei turni massacranti, infatti, un’infermiera è svenuta durante il servizio nel centro di Contrada Amoretta.

Insorgono i sindacati. Uil Fpl, Nursind e Fials hanno scritto una lettera al direttore dell’azienda ospedaliera “San Giuseppe Moscati”, Renato Pizzuti, affinché siano ricevuti a breve al fine di arginare una situazione divenuta oramai insostenibile.

La richiesta formulata, in particolare, è di: aumentare i posti letto dell’unità operativa di medicina d’urgenza; incrementare i posti letto dedicati al Pronto soccorso nel dipartimento oncoematologico; definire un preordinato di posti letto, di area medica e chirurgica, ogni giorno fruibile dal Pronto soccorso.

E ancora: di creare una stanza/area di ricovero esterna (admission room) dedicata ai pazienti stabili in attesa di ricovero quale soluzione provvisoria a cui ricorrere nel caso di particolare sovraffollamento; di attivare delle discharge room, in maniera tale da facilitare lo scorrere del flusso dei pazienti in uscita dall’ospedale e, in parallelo, di ridurre l’attesa di chi, entrato dal Pronto soccorso, viene poi destinato ai vari reparti.

Numeri alla mano, però, i sindacati chiedono di adeguare la dotazione organica del personale infermieristico e sociosanitario. Per quanto riguarda i primi, con l’invio di 3 unità (full time) per permettere l’inserimento della settima unità per i turni di notte.

Da Napoli ad Avellino, passando per Salerno, dove nelle ultime ore si sono di nuovo viste ambulanze in fila fuori al Pronto soccorso dell’ospedale Ruggi. Le ragioni sono, purtroppo, le solite: mancanza di posti letto e di personale dedicato.

Anche in questo caso, niente più dei numeri esprime meglio la condizione: a fronte dei circa 29 box presenti in reparto (ad eccezione delle aree di isolamento), si registra di frequente una presenza di pazienti in carico ai medici e agli infermieri triagisti nel numero di circa 40 (con punte oltre i 50). Da qui l’urgenza di un intervento ad ampio respiro, per i pazienti e per il personale, così da non impattare negativamente sulla qualità delle cure e sull’assistenza erogata.

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