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Pubblico Impiego

Asst Garda, sindacati sospendono lo stato di agitazione

di Massimo Canorro

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Una tregua in proiezione della ripresa delle trattative dopo l’incontro, presso la Prefettura di Brescia, tra le organizzazioni sindacali e la direzione generale. Resta sul piatto il fabbisogno di personale sanitario, infermieri su tutti. Per garantire la qualità e la quantità delle prestazioni socio-sanitarie e diagnostico assistenziali urgono condizioni organizzative adeguate, rimarcano i sindacati, che chiedono un nuovo incontro con i vertici di Asst Garda entro fine giugno.

Faccia a faccia tra Azienda e rappresentanti dei professionisti sanitari

Ospedale di Desenzano sul Garda

Con una nota congiunta, Cgil, Cisl e Uil, Nursind, Nursing Up avevano comunicato di aver ottenuto un incontro in Prefettura a Brescia, nella mattinata di ieri, per il tentativo di conciliazione con la direzione generale dell’Asst Garda, a seguito della proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori ed addetti dell’azienda sanitaria locale gardesana.

Un vertice convocato dal prefetto Maria Rosaria Laganà al quale si sono seduti – insieme alle sigle sopracitate – il direttore generale dell’Asst Mario Alparone e la direzione strategica al completo, insieme alla Rsu di Asst Garda.

A rendere imprescindibile il confronto è la situazione di standby denunciata dalle cinque sigle sindacali, in rapporto alle criticità emerse su assunzioni, organici, riposi e ferie arretrate, condizioni generali di lavoro all’interno degli ospedali di Desenzano, Manerbio e Gavardo e presso gli altri presidi del bresciano.

A distanza di poche ore, i sindacati informano di aver incontrato la direzione generale dell’Asst Garda per un tentativo di conciliazione dopo la proclamazione dello stato di agitazione. Dettagliando, poi che il prefetto ha ritenuto di proporre la sospensione dello stato di agitazione, senza chiusura della procedura, per permettere la ripresa in tempi brevissimi delle trattative sindacali.

Tra le urgenze da risolvere c’è la carenza di personale sanitario, che impatta sulle condizioni di lavoro, sulla qualità del servizio erogato e compromette la salute degli operatori, costretti a salti di riposo, ferie arretrate e turni interminabili.

I sindacati spiegano che mancherebbero all’appello oltre 200 sanitari, tra i quali circa 150 infermieri (di cui 50 a Desenzano). Illustrano poi: I dati forniti dalla direzione relativi alle ferie e ore straordinarie arretrate negli anni rappresentano un numero esageratamente alto: 236.000 ore accumulate dai dipendenti e 25.907 giornate di ferie arretrate ancora da godere, debito che ricade quasi tutto sulle spalle del personale turnista. Per i rappresentanti dei lavoratori così non si può più andare avanti, e puntano l’indice contro l’azienda, rea di aver fatto divenite l’eccezione la regola.

In tutto questo i sanitari si stanno tirando indietro? Nel modo più assoluto – replicano Cgil, Cisl e Uil, Nursind, Nursing Up – ma è una prassi che, appunto, non può diventare consuetudine poiché non è sostenibile così a lungo. Nel corso dell’incontro il direttore generale ha evidenziato gli sforzi fatti in questi mesi, per rispondere alle esigenze dell’azienda – dal recupero del turnover arretrato del personale alle assunzioni di nuovo personale – e per aver individuato un metodo di calcolo dei fabbisogni di personale sui minuti assistenziali che ancorché non condiviso dalle organizzazioni sindacali, si pone come strumento da cui partire per un confronto.

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