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Infermiere

Rubava dall'armadietto del collega, arrestato per furto

di Redazione

Un infermiere messinese di 53 anni è finito ai domiciliari perché ritenuto di più furti (per un totale complessivo di 530 euro) ai danni di un collega commessi all'interno dell'ospedale di Sant'Agata di Militello (ME). I reati contestati sono quelli di furto aggravato, con violenza sulle cose presenti in edifici pubblici ed esposte per necessità alla pubblica fede e di aver abusato di relazioni d’ufficio.

Infermiere arrestato per furto di denaro, incastrato dalla microcamera

Forzava l'armadietto chiuso a chiave del collega; è stato immortalato dalla microcamera

Prima 60 euro, poi 70 euro, poi 290 euro nel giro di 4 giorni fino ad arrivare ad un furto complessivo di 530 euro in 13 episodi. Sull’armadietto chiuso a chiave, evidenti segni di effrazione.

Per questo nella mattinata di venerdì 22 gennaio è stata eseguita dal commissariato di Sant’Agata di Militello la misura cautelare personale degli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Patti, dott. Ugo Domenico Molina, su richiesta del Procuratore della Repubblica di Patti, Angelo Cavallo, e del Sostituto Procuratore, Alessandro Lia, nei confronti di un infermiere messinese di 53 anni, resosi responsabile di più furti aggravati ai danni di un collega.

L’indagine era partita dalla denuncia sporta nel gennaio 2020 da parte della parte offesa, che nei mesi precedenti aveva riscontrato che dal proprio portafoglio, nonostante fosse sempre riposto nell'armadietto personale chiuso a chiave, mancavano piccole somme di denaro.

A seguito dei furti ripetuti, di concerto con il Commissariato, era stata installata una microcamera all'interno dell'armadietto, grazie alla quale è stato possibile dare un volto all'autore dei misfatti.

Nei video, spiegano dalla Polizia, sono stati ripresi diversi momenti in cui l’arrestato, dopo aver aperto l’armadietto, prelevava dai pantaloni del collega, appesi, il portafoglio ed estraeva delle banconote delle quali si appropriava. L’indagato, in tutti gli episodi, aveva cura di riporre tutto come era prima e in 3 casi, dal momento che il collega aveva lasciato poco denaro, dopo averlo contato, lo riponeva nuovamente nel portafogli senza portare via nulla.

Ci è voluto un po' per individuare con certezza l’indagato - il più delle volte indossava camice, mascherina, copricapo e guanti - ma alcuni furti commessi a volto scoperto hanno permesso di acquisire elementi inconfutabili sulla sua responsabilità.

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