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Rimini, i Pronto soccorso sono in difficoltà

di Massimo Canorro

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Aggressioni verbali e fisiche ai sanitari, mancanza di barelle, pazienti stremati perché devono aspettare ore prima di essere visitati al triage. Nei Pronto soccorso di Rimini e Riccione la situazione è al collasso. Il presidente dell’Opi Rimini, Nicola Colamaria: Frangenti che mai avremmo immaginato di vivere. Intanto dall’Ausl Romagna arriva un segnale di apertura per attivare l’ambulatorio infermieristico di Pronto soccorso destinato ai codici minori per Rimini e a seguire Riccione, come azione funzionale per la gestione dei codici a bassa gravità.

Per i sanitari condizioni di lavoro sempre più drammatiche

I rinforzi, per i sanitari impegnati ogni giorno a fronteggiare le varie criticità, dovrebbero arrivare più avanti. Ad estate finita, dunque. Ma il domani è adesso, e mentre per colmare la mancanza di medici devono essere i dottori di altri reparti degli ospedali a prodigarsi in turni extra, agli infermieri non va di certo meglio. A questo proposito il presidente dell’Opi Rimini, Nicola Colamaria – che a metà giugno aveva lanciato l’allarme – ammonisce: Noi infermieri lavoriamo in condizioni sempre più drammatiche. Qualche giorno fa un paziente è dovuto restare a lungo sull’ambulanza, in quanto non si trovava una sola barella disponibile. Sono situazioni che non avremmo mai immaginato di vivere qui nel riminese.

Lo stato delle cose, inutile girarci attorno, è tutto fuorché confortante: la sanità del territorio registra non solo la carenza cronica di medici ma, in particolare, di infermieri, senza dimenticare che l’accesso dei pazienti – cresciuti del 30% rispetto al 2021 – stanno mettendo in profonda crisi i Pronto soccorso di Rimini e Riccione. Spiega ancora Colamaria che i pazienti con patologie non urgenti, devono aspettare 12 ore o anche più per essere visitati in triage. Numerosi se ne vanno prima della visita, stanchi delle ore d’attesa. Una collega del Pronto soccorso di Riccione, qualche giorno fa mi ha detto: “Come posso finire il turno e andare a dormire tranquilla, avendo lasciato al triage 42 persone in attesa della visita medica”?. Insomma, in condizioni del genere – seppur non ci sia giustificazione alcuna quando si parla di violenza contro i sanitariè inevitabile che aumentino le aggressioni fisiche e verbali. Siamo stremati e non si vede una luce in fondo al tunnel.

Ma non è tutto. Spiega ancora il presidente dell’Ordine degli infermieri di Rimini che a destare molta preoccupazione è proprio il fatto che sempre più pazienti lascino il Pronto soccorso prima di essere visitati, stufi delle lunghe attese. Il tasso di abbandono è aumentato in maniera esponenziale con tutti i rischi del caso. Trascorso ferragosto l’Ausl Romagna terrà un vertice sulla situazione del Pronto soccorso e noi – garantisce Colamaria – ci faremo sentire. Oggi, però, la stessa Azienda tiene a tranquillizzare l’utenza in merito alla sua operatività. Confermando, attraverso una nota, che le lunghe attese riguardano i codici bianchi e, in parte, i codici verdi, che trovano comunque risposta presso il servizio. Mentre decisamente più tempestiva è garantita la presa in carico dei pazienti con problematiche di salute urgenti.

E ancora, in merito agli utenti che rinunciano alla visita, l’Azienda precisa che un tasso degli abbandoni di questo mese (10%) rispecchia il valore di agosto dello scorso anno, mentre abbiamo assistito ad un incremento (12-13%) nei mesi di giugno e luglio, quando gli accessi hanno raggiunto un picco medio di circa 320 al giorno. A calmierare la quota di abbandoni contribuiscono i percorsi specialistici di fast track attivati progressivamente.

Infine, l’Ausl Romagna dà un rilevante segnale di apertura per attivare l’ambulatorio infermieristico di Pronto soccorso per i codici minori per Rimini e a seguire Riccione, quale azione funzionale alla celere gestione dei codici a bassa gravità. Non esimendosi dal puntualizzare che tale realizzazione richiede doverosi confronti istituzionali, nonché una formazione certificata degli operatori coinvolti, su cui sta lavorando con la formulazione progettuale il tavolo multidisciplinare. Peraltro l’attuazione non immediata, come ben noto anche all’Opi, è determinata dalla natura innovativa dell’esperienza, che non risulta essere ancora stata attuata in alcuna azienda della Regione.

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