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Rimini, parte formazione per avvio ambulatorio infermieristico

di Redazione

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L’inizio del progetto sperimentale dell'ambulatorio a gestione infermieristica, all'interno del Pronto soccorso di Rimini, è prevista entro aprile 2023 ed entro la penultima settimana di gennaio partirà il corso di formazione dedicato agli infermieri esperti di Pronto soccorso/Triage. A farlo sapere è Ausl Romagna, che dopo le polemiche delle ultime ore intende precisare: il progetto è ispirato al “See and Treat”, modello di risposta assistenziale a urgenze minori e predefinite applicato in diverse realtà del panorama nazionale ed internazionale e rappresenta la naturale evoluzione dell’autonomia professionale infermieristica nella gestione delle attività assistenziali, già operativa, ad esempio per il triage.

Codici minori agli infermieri in Ps, a Rimini parte la formazione

Pronto Soccorso di Rimini, parte la formazione per l’avvio dell’ambulatorio a gestione infermieristica dei codici minori

Il progetto, pressoché esecutivo, dell’Ausl Romagna che affiderà la gestione, la presa in carico e la dimissione dei codici di bassa gravità agli infermieri non va giù al sindacato dei medici Federazione Cimo-Fesmed Emilia-Romagna che, definendolo uno schiaffo a medici, infermieri e pazienti, ha fatto sapere di aver intenzione di contrastarlo in ogni sede opportuna, perché - ha affermato il presidente regionale del sindacato dei medici Cimo-Fesmed, Salvatore Lumia - la professione medica e la professione infermieristica non possono essere sovrapposte, confuse o sostituite.

Una bocciatura, quella del sindacato dei medici, che ha sorpreso gli Ordini delle professioni infermieristiche della Regione Emilia-Romagna, che si sono detti meravigliati dall'allarme lanciato a mezzo stampa dai medici della Federazione Cimo-Fesmed Emilia-Romagna, che rischia di ingenerare preoccupazione tra la cittadinanza. Questo perché, secondo il Coordinamento Opi Emilia-Romagna, il progetto in questione è totalmente in linea con quanto già avviene in tutti i Paesi dotati di un sistema sanitario avanzato, che contempli un modello di intervento tarato sull'intensità di cure e su setting assistenziali personalizzati.

A fare chiarezza sul progetto e sullo stato di avanzamento dei lavori è l'Ausl Romagna, che in una nota tiene a precisare: Il progetto dell'ambulatorio a gestione infermieristica ispirato al “See and Treat” è un modello di risposta assistenziale a urgenze minori e predefinite, che si basa sull’adozione di specifici protocolli medico-infermieristici per il trattamento di problemi clinici preventivamente individuati.

Si tratta di un percorso esclusivamente applicabile alla gestione della casistica a bassa intensità di cura e bassa complessità diagnostica - continua il comunicato -. Per fare qualche esempio a mero titolo esemplificativo: Eritema solare, Arrossamento cutaneo, Cambio di medicazione/bendaggi, Punture di insetto, Iperemia congiuntivale senza altri sintomi, Rimozione anello, Rimozione di sutura ecc.). Si tratta di una casistica che, in uno scenario futuro, non dovrà giungere in Pronto soccorso, ma potrà essere più appropriatamente trattata negli ambulatori infermieristici territoriali (es. Case della Comunità).

Questo modello assistenziale - continua Ausl Romagna - non può perciò essere applicato alla gestione delle sintomatologie che necessitano approfondimenti specialistici (es. dolori addominali, sintomi neurologici, problematiche cardiovascolari o respiratorie...).

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Commenti (1)

MaxGen76

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20 commenti

BASTA bocciature da parte di sindacati medici!!!

#1

Scusate, ma per quale motivo nessun sindacato dei medici ha chiosato quando in emergenza COVID-19, medici ancora non formati, (ma ben più pagati “a gettone”, rispetto ai loro futuri colleghi già operanti nel campo da anni!), dovevano farsi aiutare dagli infermieri di triage per i codici di “bassa gravità” (See and Treat”) e lasciare quelli più gravi a medici esperti? Forse quello era deontologicamente giusto? Ricordo che già dal D.M. 739/1994 si inquadra l'infermiere non più come "professione ausiliaria", ma come professione propria e peculiare con specifica identità, definendone il potenziale professionale, il livello di autonomia e di responsabilità. Grazie a questa legge l'infermiere diventa "un operatore sanitario", perdendo di fatto, una volta per tutte, il ruolo di AUSILIARITÀ da altre professioni, consentendogli di entrare nella reale responsabilità del professionista nei confronti dei suoi utenti/pazienti. Pertanto dal 1994 in poi, l'infermiere risponderà, quale professionista, direttamente delle sue azioni, sopportando l'onere delle conseguenze di natura civile, penale e disciplinare. Complimenti e grazie all’OPI Emilia-Romagna e alla Ausl per questa occasione e decisione presa! A mio avviso per non rendere vano tutto ciò ci sarebbe da fare un’altro ultimo grande sforzo, ovvero:
•USCIRE FUORI DAL COMPARTO, ED
AVERNE UNO TUTTO NOSTRO (vedi
i medici);
•GIUSTO INQUADRAMENTO
(QUADRI, non operai/impiegati! Di
conseguenza una giusta
retribuzione!);
•RIMOZIONE DEL VINCOLO DI
ESCLUSIVITÀ!