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In ospedale assunti però dall'agenzia interinale

di Redazione

Venticinque infermieri assunti in ospedale con contratto a tempo determinato. Ma pescati non dalla graduatoria, ma chiamati da un’agenzia interinale. Succede a Firenze e a sollevare la questione è l’Ipasvi provinciale.

Mancano gli infermieri, ma l’ospedale assume con l’agenzia interinale

Un'agenzia di lavoro interinale

Un'agenzia di lavoro interinale

Succede che per affrontare il picco influenza all’Usl Centro di Firenze si siano trovati con una improvvisa carenza di infermieri. E allora che fare? L’azienda ha pensato d rivolgersi a una società di lavoro interinale e così ha assunto temporaneamente 25 infermieri. In barba però alla graduatoria del concorso pubblico. A lanciare l’allarme su un fenomeno sempre più diffuso è l’Ipasvi di Firenze, per voce del consigliere Mohamed Abukar Aweis.

Il 2017 è iniziato con 100 nuovi professionisti iscritti al collegio Ipasvi di Firenze - dice il consigliere - si tratta di infermieri neolaureati formati dall’Università di Firenze, che rappresentano un capitale da investire nel servizio sanitario regionale. Ma finché viene privilegiata la formula del lavoro somministrato (ex interinale) e finché la graduatoria resta inutilizzata, benché negli ospedali manchino infermieri, che tipo di assistenza può ricevere il cittadino? E questi giovani neolaureati che fine faranno? A fine dicembre 2016 è uscita ufficialmente la graduatoria del concorso pubblico unificato per infermiere di Estar, con 2094 ammessi, vincitori del concorso, che tuttora sono in attesa di essere chiamati dal servizio sanitario regionale.

Non è ammissibile che un paese civile utilizzi sistematicamente società di lavoro esterne per coprire le carenze - tuona il consigliere Ipasvi - quando esiste una graduatoria già formata che si può tranquillamente utilizzare per chiamare e per assumere i vincitori. Non si capisce dunque perché si abusi dell'inserimento degli infermieri tramite lavoro interinale. Gli infermieri sono professionisti laureati, iscritti all’albo del proprio ente ordinistico che, dopo tanti sacrifici sia da parte della Regione Toscana che dei loro familiari, si trovano costretti a fuggire all’estero quando invece negli ospedali mancano queste preziose risorse umane.

Non si può erogare un’assistenza a singhiozzo - conclude Mohamed Abukar Aweis - pur sapendo che il personale infermieristico non riesce a soddisfare i bisogni dei cittadini. Occorre davvero una stabilizzazione del personale con l’obiettivo di garantire una cura sicura. Il tutto mentre il mondo del lavoro segnala sempre più carenze e situazioni al limite della sopravvivenza, come il lavoro pagato a voucher o a partita iva, magari prendendo quattro euro l’ora ma lavorando come un dipendente vero e proprio.

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