Nurse24.it
scrivi una email per avere maggiori informazioni

università

Opi Trento: bene più posti ad Infermieristica, ma non basta

di Massimo Canorro

Una scelta coerente al fabbisogno di personale infermieristico, ma è basilare associarla ad investimenti nell’ambito della formazione e ad una serie di interventi volti a migliorare l’attrattività della professione. Il presidente di Opi Trento, Pedrotti: Il Trentino ha il dovere e il privilegio di avviare soluzioni nuove.

Aumento posti Infermieristica, Opi Trento: scelta coerente ma serve altro

Aumento dei posti al Corso di Laurea in Infermieristica a Trento: previsti 180 studenti per l’anno accademico 2023/2024

Incremento dei posti al corso di laurea in Infermieristica di Trento: l’Ordine esprime soddisfazione e supporto alla decisione presa dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore alla Salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, di anticipare all’interno del piano triennale della formazione degli operatori del sistema sanitario provinciale l’aumento dei posti al corso di laurea in infermieristica a Trento a 180 studenti per l’anno accademico 2023/2024.

Una previsione, questa, del tutto coerente con il patto “L’assistenza infermieristica nel sistema trentino”, sottoscritto fra Ordine e Provincia lo scorso 17 maggio – un’alleanza che, ha affermato Segnana, ci permette di lavorare assieme per il giusto riconoscimento della categoria affrontando le sfide attuali, dalla carenza di professionisti alla ripartenza dal Covid – e sostenuta da più fattori. Non ultimo (tutt’altro) considerando il 45% degli infermieri iscritti, attualmente nella fascia di età 46-60 anni, che nei prossimi anni usciranno gradualmente dalla professione per pensionamento, un aumentato fabbisogno di infermieri negli anni a venire per far fronte ai bisogni assistenziali e sanitari crescenti e sempre più complessi dei cittadini, la realizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dal DM/77.

Da parte sua, l’Opi Trento è fiducioso che alla decisione di incrementare il numero di posti al corso di laurea in Infermieristica, in coerenza con il fabbisogno, si associno anche importanti e concreti investimenti di risorse nella formazione universitaria per l’insegnamento d’aula, di laboratorio-simulazione e clinico, assicurando adeguati standard di tutor e spazi appropriati ad accogliere un maggior numero di studenti. Già, perché mantenere la formazione di elevata qualità del corso di laurea in Infermieristica di Trento, già riconosciuta a livello nazionale, significa investire tanto sui futuri professionisti quanto sulla qualità dell’assistenza ai cittadini.

Ad ogni modo, a preoccupare l’Ordine è la questione – di carattere nazionale – più volte dibattuta: la professione sta perdendo attrattività non soltanto nei confronti dei giovani, ma anche verso i medesimi professionisti. Come evidenziato, a malincuore, da Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi: l’Italia non è un paese per infermieri. Ne è conferma che nel nostro Paese i posti messi a bando ogni anno dalle università per i corsi di laurea in infermieristica non vengono coperti dal numero dei candidati ai test di ammissione; certo, la sede di Trento è ancora attrattiva, “tiene” e supera il numero di domande rispetto ai posti disponibili, ma il trend è in calo.

A più ampio raggio, la sanità pubblica non è attrattiva. In questi mesi, infatti, è aumentato in maniera preoccupante il fenomeno delle dimissioni da parte degli infermieri preferendo il lavoro nel privato o in libera professione e in alcuni casi dell’abbandono dalla professione. C’è la necessità, pertanto, di lavorare affinché la professione infermieristica sia più attrattiva e per renderla tale non è sufficiente solo aumentare il numero dei posti in università.

Il Trentino – afferma il presidente dell’Opi Trento, Daniel Pedrotti – per la sua storia e per la sua autonomia ha il dovere, ma allo stesso tempo il privilegio, di intraprendere soluzioni nuove. Il rinnovato appello alle istituzioni, pertanto, è di lavorare assieme e concretamente su strategie nuove e innovative finalizzate ad aumentare l’attrattività della professione per incrementare sia il numero degli studenti che scelgono di intraprendere il percorso universitario per diventare infermiere sia per trattenere infermieri motivati all’interno del sistema sanitario provinciale.

Giornalista

Commento (0)