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Testimonianze

Supereroi allo specchio. L'infermiere illusionista si racconta

di Sara Di Santo

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Ad Italia’s Got Talent mi sono presentato principalmente come Infermiere, per sensibilizzare il pubblico su una pratica riabilitativa come la mirror therapy che in pochi ancora conoscono. Emanuele Marchione, l’infermiere giocoliere che ha incantato tutti ad Italia’s Got Talent, si racconta dopo l’esperienza in TV.

Attraverso lo specchio e quel che l’infermiere vi trovò

Non riesce a tenere ferme le mani mentre parla con noi Emanuele, infermiere per professione ed abile giocoliere per passione. Sembrano avere vita propria, sembrano non poter fare a meno di raccontare storie.

Lo scorso 15 aprile Emanuele Marchione, giovane infermiere libero professionista romano, ha fatto il suo esordio in tv ad Italia’s Got Talent portando sul palcoscenico un numero di arte manipolatoria che ha incantato giudici e pubblico.

Emanuele è un giocoliere, un musicista, un fotografo, un calciatore, un amante della tecnologia, dell’arte e dei vecchi videogames, ma è e si sente soprattutto un infermiere. E ci tiene a ribadire di essersi presentato al talent show proprio in queste vesti.

Io mi sono presentato come infermiere ad Italia’s Got Talent, perché quello che a me interessava era sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo la mirror therapy, che è ancora poco conosciuta e poco soggetta ad applicazione, nonostante sia stata introdotta nel 1994, spiega.

La mirror therapy è una pratica di riabilitazione neurofisiologica utile nell'aiutare pazienti colpiti da ictus cerebrale a recuperare da parte della disabilità residua. Il trattamento riabilitativo con mirror therapy, che rappresenta un terreno fertile per la collaborazione tra fisioterapista ed infermiere, consiste fondamentalmente nel far osservare al paziente i movimenti dell'arto sano ad uno specchio posizionato lungo l'asse sagittale del corpo suscitando in lui la sensazione di vedere una motilità normale anche nell'arto colpito da paresi.

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Ciò che ha avuto più valore di questa esperienza televisiva – racconta Emanuele – è che una volta spenti i riflettori, una volta tornato a casa, un sacco di gente mi ha contattato per ricevere informazioni riguardo questa pratica riabilitativa.

Avvicinatosi alle discipline circensi nel 2003, Moon (questo il nome d'arte di Emanuele) si è specializzato nel bounce juggling (palle rimbalzine) esibendosi in moltissimi paesi – tra le ultime esperienze, quella del Giappone e della Spagna - nel corso di questi anni.

Durante una delle sue esibizioni si è “trasformato” in supereroe agli occhi di un bambino di 12 anni, che, colpito da ictus, ha trovato importanti stimoli nella parte ludica ed in quella riabilitativa della mirror therapy. “Adesso il bambino sta bene ed è più agile di me, per fortuna”, ci confida.

Ho capito di aver fatto un goal importante quando tanti pazienti o parenti di pazienti colpiti da ictus mi hanno contattato per saperne di più sulla mirror therapy. Il messaggio che volevo trasmettere era passato

Tra un’esibizione, un allenamento ed uno spettacolo, Emanuele indossa la divisa e corre ad assistere i suoi pazienti. Se quella dell’infermiere, oggi, non è una vita facile, quella del libero professionista forse lo è ancora meno.

La partita Iva è un casino… comporta più problematiche che vantaggi, sia da un punto di vista “contrattuale” sia da un punto di vista strettamente professionale: i turni di lavoro molte volte sono lunghissimi e/o con orari improbabili, non ci sono ferie, non c’è malattia, non c’è infortunio, non ci sono permessi. Ti devi saper gestire e adattare alle situazioni.

Una vita sempre di corsa e sempre all’incastro quella di Emanuele, così come quella di praticamente ogni altro infermiere. Forse solo con un pizzico di magia in più.

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