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Testimonianze

Quando l'infermiere diventa imprenditore di se stesso

di Marco Previdi

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È stata inaugurata sabato 4 febbraio 2017 la sede amministrativa della cooperativa Infermieri Ferrara. Una società nata il primo luglio 2013 fondata e guidata da Infermieri che stanno costruendo una rete di professionisti sul territorio locale. Non solo Infermieri, però: anche Ostetriche, Fisioterapisti, Psicologi e OSS, che collaborano per rendere il servizio offerto il più completo possibile.

La forza della rete fra professionisti

I tre consiglieri della cooperativa Infermieri Ferrara (da sinistra: Simone Ronchej, Giulia Perelli, Paolo Lodi)

Abbiamo intervistato il presidente Simone Ronchej per conoscere un po’ più a fondo questa realtà.

Simone, com’è nata l’idea di creare questa società e perché la scelta della cooperativa?

L’idea iniziale nasce da Paolo Lodi, attuale vicepresidente della cooperativa. Inizialmente erano in cinque, ma poi tre ragazzi hanno abbandonato l’dea. Io ero interessato e intenzionato ad intraprendere questa strada e così, in tre, abbiamo iniziato questo percorso. Ad oggi siamo 7 soci: 4 infermieri, una OSS, una fisioterapista e un'ostetrica.

La scelta della cooperativa nasce dal fatto che fa parte della natura intrinseca dell’Infermiere stare in cooperazione, lavorare insieme e creare una rete con le altre professioni sanitarie. Grazie a lega coop di Ferrara e al suo prezioso supporto, ci siamo resi conto che era la forma societaria più idonea. Il primo luglio 2013 abbiamo iniziato la nostra attività. Tre infermieri, pochi pazienti, ma tanta voglia di fare ed esprimere la nostra professionalità.

Cosa puoi dirci della parte economica e di quella remunerativa rispetto alle spese da sostenere in una società?

Abbiamo iniziato con un investimento di 2.000 euro a socio, che sono onestamente pochi e cercando di minimizzare i costi non necessari, quindi tutta la parte amministrativa “fatta in casa” e macchine di proprietà.

Unico investimento sulle divise ed il materiale e i primi sei mesi a stipendio zero. Con il tempo e la perseveranza siamo cresciuti a livello economico: il primo anno siamo arrivati a 400-600 euro lordi, ma la voglia di crederci ci ha portato ad oggi ad una remunerazione superiore rispetto ad un Infermiere dipendente pubblico. Avendo però ben chiaro che potrebbe cambiare il mercato e quindi il rischio imprenditoriale è sempre presente.

Com’è l’autonomia professionale nella vostra cooperativa?

Ci sono differenze a seconda delle situazioni. In alcune strutture sanitarie dobbiamo adattarci all’organizzazione presente. In altre l’intera gestione infermieristica è lasciata a nostra discrezione e quindi possiamo orientarci e svilupparci in modo autonomo. In altre strutture forniamo solo sostituzioni e quindi l’autonomia è limitata. Sul domiciliare abbiamo un’autonomia totale, si diventa il centro informativo e assistenziale per la famiglia e il paziente.

Ti senti soddisfatto sul lato professionale?

Sì, con la cooperativa ho scoperto concretamente quanto in realtà l’essere infermiere non sia solo parte prestazionale, ma piuttosto gestione a tutto tondo del paziente.

Quali sono i vostri orari di lavoro?

Attualmente la cooperativa fornisce un’assistenza infermieristica, ostetrica, fisioterapica e psicologica sette giorni su sette, dalle sette del mattino fino alle nove di sera. Le operatrici socio sanitarie svolgono anche attività notturna programmata. In realtà nessuno sa quante ora fa realmente il professionista. Abbiamo creato un sistema a punteggio, particolare ma banalissimo dove non viene premiata l’ora di lavoro, ma il numero di servizi svolti.

Puoi dare un consiglio ai giovani neo laureati Infermieri che vogliono intraprendere questa strada?

Prima cosa: non si deve vedere il creare una società come qualcosa di temporaneo in attesa di essere chiamati dal servizio pubblico. Nella nostra società abbiamo inserito una regola interna che pone il divieto di fare concorsi, naturalmente legittimo per i collaboratori esterni. Se sei socio devi dedicare la tua professionalità alla società e investire in essa; il pensare che sia solo qualcosa di temporaneo rappresenta una perdita di tempo, svilimento della professione, uccidendo il mercato per chi crede sia una cosa seria. Occorre quindi trovare persone che la pensino alla stessa maniera, che abbiano spirito di sacrificio e umiltà, avendo ben chiaro che la parte remunerativa sarà inizialmente bassa, ma non povera di soddisfazioni per il futuro.

Quali sono i vostri obiettivi e i vostri sogni futuri?

Già avere inaugurato questa sede rappresenta un sogno realizzato. A distanza di quattro anni ci troviamo con una location assieme a tanti altri professionisti che lavarono con noi. L’obiettivo mio è quello di continuare a crescere in modo etico. Non voglio diventare una cooperativa enorme, gigante ed invadente, che svilisce la professione dell’Infermiere. L’idea è di crescere come attività e di numero, in modo sostenibile, mantenendo la qualità del professionista che deve sentirsi parte di una famiglia, senza mai avvertire demansionamento.

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