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Io, infermiera libero professionista mobbizzata ce l'ho fatta

di Redazione

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Tra mobbing, negligenze, stipendio da fame e spese a suo carico, Donatella, infermiera libero professionista, alla fine ce l’ha fatta. Ha trovato lavoro in un ospedale accreditato con il sistema sanitario nazionale, proprio quando la sua cooperativa ha deciso di lasciarla a casa.

Tra mobbing e contratti mai rinnovati, la dura vita della libero professionista

ragazza

La storia di Donatella, infermiera libero professionista

Sono un’infermiera in libera professione da tre anni. negli ultimi 14 mesi, per tre volte sono stata mobbizzata e ho assistito a continue situazioni di malasanità, che con tutte le mie forze ho denunciato. La negligenza era all’ordine del giorno, i pazienti dimenticati e mal curati. E ogni volta in cui ho difeso il mio professionismo, dando esempio di eccellenza nelle scelte autonome e ogni volta in cui ho procurato a questi vecchi e antiquati professionisti linee guida avanzate, procedure, file di studio, ho offeso la loro intelligenza.

Così la mia cooperativa ha deciso di lasciarmi a casa, sollevandomi dall’incarico senza preavviso e senza giusta motivazione, ma solo perché sono una persona scomoda. Scomoda perché non sto zitta di fronte alla negligenza.

Ecco, ad essere infermieri in questi contesti si viene sempre sbattuti fuori. Eppure ho sempre difeso la professione da ingiustizie, mediocrità e negligenza. Purtroppo la realtà della libera professione è ben diversa da quella del lavoro dipendente. Qui fanno presto a mandarti via.

A cosa serve avere studiato e continuare a studiare, se appena denunci perdi il posto? 

Eppure ho sempre fatto il mio lavoro, pagando anche di tasca mia le spese. Perché auto, benzina, tempo per correre dal medico per le ricette e in farmacia per ritirare i farmaci, quello no, quello non te lo ripaga nessuno.

La bella notizia è che dopo tutto questo e dopo l’ennesimo contratto non rinnovato, o meglio incarico da cui mi hanno sollevata senza nessun peso sulla coscienza, oggi mi è arrivata la bella notizia. Oggi mi hanno assunta in un ospedale privato accreditato con il sistema sanitario nazionale. È quanto di meglio poteva succedermi.

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