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Più servizi sul territorio e più digitale: la sanità del futuro

di Massimo Canorro

Il Pnrr inquadra l’incidenza della transizione digitale come una delle leve strategiche per la ripresa dell’Italia a cui contribuiranno, a vario titolo, tutte le missioni, compresa la missione 6 dedicata alla salute. Dunque, il Piano nazionale di ripresa e resilienza detta un segnale di rottura rispetto al passato, tentando di agevolare nel paese un quadro omogeneo tanto di adozione quanto di implementazione del digitale. Un corretto spirito di iniziativa e il coordinamento degli importi allocati sono le strade da percorrere per colmare i vari gap regionali e veicolare un’equa espansione del digitale. Lo stato dell’arte di Abruzzo, Toscana e Sardegna in rapporto al binomio transizione digitale-sanità.

Pnrr, una spinta verso l'implementazione della sanità digitale

I progetti di Abruzzo, Toscana e Sardegna in tema di digitalizzazione in Sanità

Nel fulcro dell’impegno di modernizzazione e digitalizzazione dell’Italia, con la pandemia da Covid-19 che ha dato una forte scossa al digitale, si inserisce appieno la sesta missione del Pnrr che riguarda la salute.

Le riforme e gli investimenti proposti con il Piano all’interno di quest’area assumono, infatti, un duplice intento: potenziare la capacità di prevenzione e cura del sistema sanitario nazionale a beneficio di ogni cittadino (assicurando un accesso equo e capillare alle cure) e promuovere l’uso di tecnologie innovative nella medicina.

Proprio il capitolo del Pnrr sulla Salute è decisivo, in particolare, per il potenziamento e la creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e l’assistenza remota e una maggiore efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari.

A tali misure si affiancano una serie di progetti per il rinnovamento e l’ammodernamento del parco tecnologico e delle attrezzature per la diagnosi e la cura. Su tutti questi fronti si sono già attivate (e continuano a farlo) diverse Regioni d’Italia – dall’Abruzzo alla Toscana alla Sardegna – che condividono un obiettivo: migliorare le prestazioni sanitarie erogate sul territorio.

Abruzzo, sì al piano triennale per la digitalizzazione

Un provvedimento che conferma l’orientamento del governo regionale a indirizzare le attività delle Asl, ma anche della stessa Regione, con atti di programmazione definiti. Così l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, in merito all’approvazione del piano triennale che prevede un investimento totale di circa 50 milioni di euro – finanziati con fondi regionali e con quelli messi a disposizione del Pnrr – per una serie di interventi sulla digitalizzazione della sanità abruzzese. Gli obiettivi specifici sui quali focalizzarsi spaziano dai servizi online al cittadino ai sistemi per la gestione dei percorsi di cura alle cartelle cliniche informatizzate.

Aggiunge Verì: Si tratta di un lavoro che porteremo avanti insieme ai direttori generali delle Asl e al direttore del dipartimento regionale sanità, così da promuovere e agevolare la veloce esecuzione di tutte le possibili soluzioni tecnologiche da apportare al nostro sistema sanitario. Il piano consentirà di potenziare la telemedicina e la teleassistenza, istituire le numerazioni uniche – 116117 (il numero unico europeo per l’accesso alle cure mediche non urgenti nonché ad altri servizi sanitari territoriali a bassa intensità/priorità di cura) e 112 – e favorire l’accesso dei pazienti a prestazioni e informazioni.

Toscana, nuovi servizi sanitari con l’app della Regione

L’app Toscana Salute, che permetteva già di svolgere via smartphone 25 differenti attività legate al sistema sanitario (dalla prenotazione di visite e esami, alla consultazione di referti e certificati ai pagamenti del ticket), viene oggi incrementata con cinque, nuove funzioni: Zerocode (per prenotare le analisi del sangue), hAPPy Mamma (la versione digitale del libretto di gravidanza), Televisita (più visite specialistiche effettuate in collegamento video), Pronto badante (il servizio della Regione Toscana mette a disposizione delle famiglie un badante temporaneo), Protezione internazionale (i titolari, i richiedenti asilo e le persone sotto protezione internazionale possono accedere, attraverso l’app, a tutti i servizi sanitari. Ribattezzato Icare, il progetto offre un servizio in 12 diverse lingue, tra cui l’ucraino).

Spiega Federico Gelli, direttore della Direzione Sanità, Welfare e Coesione sociale: Negli ultimi due anni siamo stati fortemente impegnati nello sviluppo di strumenti digitali a supporto della lotta alla pandemia con scenari che nessuno aveva mai affrontato in precedenza. Ma la sanità digitale, intesa come ricorso alla tecnologia digitale a supporto dell’innovazione del sistema sanitario, è sempre stata prioritaria per la Regione Toscana.

Sardegna, in arrivo 270 milioni per gli ospedali dal Pnrr

Realizzazione degli ospedali e delle Case della Comunità, creazione delle Centrali operative territoriali, strumento basilare per il nuovo modello di presa in carico del paziente, ma anche interventi infrastrutturali e tecnologici per la digitalizzazione e lo sviluppo della telemedicina nonché per l’ammodernamento degli ospedali e dei presidi territoriali dell’isola. È quanto previsto dal programma di investimenti predisposto dalla Regione per la Sanità della Sardegna attraverso le risorse del Pnrr (Missione 6 Salute) e del Pnc (Piano per gli investimenti complementari).

Oltre 270 milioni di euro le risorse disponibili cofinanziate dalla Regione per la realizzazione di circa ottanta strutture sanitarie e un totale di oltre duecento obiettivi da raggiungere entro il 2026. Nello specifico, il piano prevede la realizzazione di cinquanta Case della Comunità sull’intero territorio, tredici Ospedali di Comunità, sedici Centrali operative territoriali e oltre cento interventi per l’ammodernamento tecnologico.

Sono due le linee di programma per l’innovazione. La prima, per oltre 47,4 milioni di euro, riguarda la digitalizzazione e l’innovazione dei nove ospedali classificati come Dea (Dipartimento di emergenza urgenza e accettazione) di primo e secondo livello. Tra le finalità indicate ci sono l’implementazione della cartella clinica elettronica ospedaliera e la realizzazione e integrazione dei sistemi di telemedicina (tele-visita/tele-consulto e monitoraggio da remoto). La seconda linea, per un investimento di oltre 49,5 milioni di euro, coinvolge gli ospedali dell’intero territorio e prevede il rinnovo del parco tecnologico dei grandi macchinari mirando a potenziare le strutture con strumenti diagnostici e di cura di ultima generazione.

Giornalista

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