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Vaccini

Gravidanza, le vaccinazioni raccomandate

di Sara Visconti

I vaccini in gravidanza sono sempre stati un tabù per operatori sanitari e popolazione ed è convinzione comune - non basata su reali evidenze scientifiche - che non sia possibile somministrarli in gravidanza perché dannosi. In realtà ad oggi la letteratura scientifica non riporta dati certi relativi a danni embrio-fetali da vaccini. Tutti gli operatori sanitari devono essere ampiamente coinvolti nelle nuove direttive riguardanti i vaccini in gravidanza, uscire dal tabù che questi hanno sempre rappresentato, così da poter offrire informazioni corrette e necessarie a tutta la popolazione.

Gravidanza e vaccini: quali si possono fare e quali si devono fare

I vaccini sono la più efficace scoperta medica del XX secolo e oggi proteggono da almeno 26 malattie causa di morte o alterazione del progetto di vita.

Contrariamente alla convinzione comune, la letteratura scientifica non riporta dati certi relativamente al verificarsi di danni embrio-fetali dovuti alla somministrazione di vaccini in gravidanza.

I vaccini in gravidanza, infatti, possono essere catalogati in due sezioni: quelli che si possono fare - seguendo precise indicazioni mediche - e quelli che si devono fare (raccomandati).

Vaccini che si possono fare
in situazioni particolari
e non sono dannosi
Vaccini raccomandati
e non sono dannosi
- pneumococco polisaccaridico
- pneumococco coniugato
- meningococco
- Haemophilus influenzae
- HPV
- colera
- HAV
- HBV
- encefalite giapponese
- Bacillus Calmétte Guerin
- morbillo
- parotite
- pneumococco coniugato
- rosolia
- febbre tifoide
- polio inattivato
- polio attenuato
- vaiolo
- influenza stagionale
- influenza pandemica
- pertosse acellulare
- tetano

Donne in età fertile e vaccini

Tra i vaccini che si possono fare ne rientrano anche alcuni della tipologia vivi attenuati, sconsigliati in linea di massima dalla comunità scientifica durante la gravidanza, ma che se ritenuti indispensabili in determinate condizioni, ne può essere presa in considerazione la somministrazione poiché numerosi studi attestano che si sono rivelati innocui per madre e bambino e quindi la vaccinazione non è una controindicazione a proseguire la gravidanza.

I vaccini che si devono fare sono fortemente raccomandati dalla comunità scientifica.

Gravidanza: perché è importante vaccinarsi prima, durante e dopo

Ci sono infezioni che, se contratte in gravidanza, possono recare conseguenze, sia per la donna che per il nascituro; non essere protetta contro la rosolia, il morbillo, la parotite (orecchioni), la varicella, la pertosse, il tetano e l’influenza può essere pericoloso durante la gravidanza e per il nascituro.

Il virus della rosolia, infatti, può causare aborti o malformazioni gravi del neonato (malformazione cardiaca, cecità, sordità, ritardo mentale), talvolta anche mortali. Il rischio è particolarmente elevato durante il primo trimestre della gravidanza.

Il morbillo presenta invece un rischio d’aborto spontaneo e di parto di un bambino nato morto o prematuro. Il morbillo non causa malformazioni fetali, ma può mettere in pericolo la vita della futura madre se provoca una polmonite o un’encefalite.

La parotite può aumentare il rischio d’aborto spontaneo, mentre la varicella provoca nell’adulto - e particolarmente nella donna incinta - complicanze molto più frequenti che nel bambino quali polmonite, superinfezioni batteriche, meningite o encefalite. Inoltre, durante la prima metà della gravidanza, potrebbe causare delle malformazioni congenite con gravi lesioni della pelle, delle ossa, degli occhi e del cervello.

Pertanto devono essere messe in atto politiche di offerta attiva di tali vaccinazioni, anche attraverso una capillare sensibilizzazione di medici di medicina generale, ginecologi, ostetriche e infermieri.

Nel caso una donna non risulti immune contro la rosolia o la varicella (o entrambe) durante la gravidanza, è importante che sia immunizzata prima della dimissione dal reparto maternità, nell’immediato post-partum.

Gravidanza e vaccino contro l’influenza

Nei confronti dell’influenza è importante che la donna sia immunizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza; infatti l’influenza stagionale può comportare delle complicazioni respiratorie gravi, che possono condurre al ricovero in ospedale, soprattutto durante il secondo e terzo trimestre della gravidanza e il primo mese dopo il parto; oltre ad aumentare il rischio di ospedalizzazione, aumentano rischio di prematurità, basso peso alla nascita e aborto.

Si consiglia la somministrazione anche nella donna in età fertile, poiché è stato riportato in letteratura che se una donna era vaccinata prima della gravidanza, la sua probabilità di vaccinarsi anche durante la gestazione era di 4 volte superiore rispetto alle donne non vaccinate in precedenza.

Per la vaccinazione anti-influenzale non sono state rilevate conseguenze come aborto, nascita pretermine, malformazioni, neonato piccolo per età gestazionale. Di grande rilievo è anche la vaccinazione durante la gravidanza contro tetano, difterite e pertosse.

La pertosse contratta dal neonato nei primi mesi può essere molto grave o persino mortale, la fonte di infezione può essere spesso la madre e la protezione conferita passivamente da madri infettate da bacillo della pertosse o vaccinate molti anni prima è labile e incostante.

Per tali motivi vaccinare la madre nelle ultime settimane (tra le 27w e 36w) di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi in grado di immunizzare il neonato fino allo sviluppo di una protezione attiva da vaccinazione del bambino.

Il vaccino si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto. Review sistematica di 21 lavori sulla sicurezza della vaccinazione per tetano, difterite e pertosse in gravidanza conclude che non vi è nessun effetto collaterale su madre, gravidanza e bambino dovuto alla vaccinazione.

Anche la vaccinazione contro il tetano è cruciale per eliminare il tetanus neonatorum, che uccide un neonato ogni 9 minuti nei paesi in via di sviluppo e che è facilmente prevenibile con la somministrazione di un vaccino in gravidanza.

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