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Patologia

Morbillo, cos'è e come si riconosce

di Soraya Carnemolla

Il morbillo è una malattia infettiva esantematica causata da un virus del genere Morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae). È altamente contagiosa, colpisce spesso i bambini tra 1 e 4 anni per questo motivo viene definita “infantile” come la varicella, la rosolia, la pertosse e la parotite. Il morbillo è un’infezione che si manifesta solo nell’uomo e nei Paesi a clima temperato, colpisce verso la fine dell’inverno e a primavera.

Cos'è il morbillo e quali sono le sue caratteristiche

virus del morbillo

Il virus del morbillo visto al microscopio

Il morbillo è diffuso in tutto il mondo. È una delle più frequenti febbri eruttive, sebbene sia molto meno comune da quando è in uso la vaccinazione.

In Italia nell’ultimo anno si sono registrati 1.387 casi di morbillo. Dei 6.186 casi registrati in tutta la regione europea, quelli italiani rappresentano oltre il 22% del totale; dato che ci pone al secondo posto dietro alla Romania e ben superiore a quello degli altri paesi.

Il morbillo provoca un’eruzione cutanea, che il più delle volte si risolve spontaneamente. Le complicanze si verificano in circa il 30% dei casi, nei bambini inferiori a 5 anni di vita, e possono includere diarrea, otite, polmonite ed encefalite.

La malattia è responsabile di un numero di morti che va dai 30 ai 100 individui ogni 100.000 persone infette solitamente per sovrainfezioni batteriche.

I malati vengono isolati nel periodo di contagio e una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita.

In Italia la malattia deve essere obbligatoriamente notificata alle autorità sanitarie. Inoltre, in seguito all'epidemia scoppiata tra il 2002 e il 2003, è stato istituito il sistema di sorveglianza speciale del morbillo. In base a questo protocollo, il medico deve segnalare ogni caso sospetto all'Asl più vicina, la quale, ricevuta la segnalazione, ha il compito di svolgere tutte le indagini di laboratorio più appropriate e comunicarne gli esiti al Ministero della salute e al Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute.

Morbillo, come avviene il contagio

La trasmissione del morbillo avviene per contatto diretto (via aerea), con il virus trasportato dalle goccioline di Flugge attraverso i colpi di tosse e gli starnuti delle persone infette, o - molto più raramente - per contatto indiretto attraverso le goccioline contenenti il virus che possono depositarsi sugli oggetti e renderli un mezzo di contagio.

Il malato è contagioso da 1-3 giorni prima dell'inizio dei sintomi, fino a 7 giorni dopo la comparsa dell'esantema.

Segni e sintomi del morbillo

Dopo 10-12 giorni dall'esposizione ad una persona infetta (periodo di incubazione), iniziano i primi sintomi caratterizzati da:

  • manifestazioni tipiche del raffreddore: naso che cola, occhi che lacrimano, palpebre gonfie, starnuti ecc.
  • occhi arrossati e sensibilità alla luce (fotofobia)
  • febbre alta, anche a 40°C
  • stanchezza, irritabilità e senso di mancanza di forze
  • dolori muscolari e articolari, malessere
  • tosse secca.

Due o tre giorni dopo l'inizio dei sintomi, piccole macchie grigio-biancastre possono formarsi all'interno della bocca, note come macchie di Köplik.

Riconoscere queste macchie prima che una persona raggiunga l'infettività massima può aiutare a ridurre la diffusione della malattia.

Florence Nightingale

Successivamente appare il tipico esantema del morbillo, che è caratterizzato da una eruzione cutanea di elementi maculo-papulari di color rosso; inizia sul retro delle orecchie e vicino all'attaccatura dei capelli, per poi diffondersi alla testa e al collo fino a coprire la maggior parte del corpo (una evoluzione dell’esantema cosiddetto cranio-caudale, dalla testa poi successiva diffusione a tronco ed arti), causando spesso prurito.

Questo esantema dura fino a sette giorni. Solitamente con la remissione del rash si ha una desquamazione simile alla forfora.

Complicazioni del morbillo

La prognosi è in genere benigna e le complicanze sono relativamente rare; si riscontrano più spesso nei bambini con meno di 12 mesi di vita, bambini malnutriti e bambini con un sistema immunitario molto debole o negli adulti immunocompromessi.

Le complicanze più comuni sono la diarrea e il vomito, seguite da infezioni batteriche sovrapposte, quali:

  • Otite
  • Congiuntivite
  • Laringite
  • Bronchite e/o polmonite.

Diagnosi di morbillo

La diagnosi del morbillo si fa solitamente con l’esame obiettivo, analizzando la sintomatologia (febbre da almeno tre giorni accompagnata da tosse, raffreddore o congiuntivite) con la successiva comparsa del tipico esantema ad evoluzione cranio-caudale.

Rilevando in anamnesi il contatto con soggetti con morbillo e non ultima la presenza nel cavo orale dell’enantema caratteristico (macchie di Köplik).

In alcuni casi, se permanessero dei dubbi, un esame del sangue può confermare la presenza di anticorpi IgM per il morbillo.

La terapia per il trattamento del morbillo

Per la cura del morbillo non esiste alcun trattamento farmacologico specifico.

È indispensabile il riposo in un ambiente confortevole poco illuminato (per limitare a livello oculare la sensibilità alla luce), terapia di supporto per alleviare i sintomi che sono particolarmente fastidiosi; una buona idratazione, antipiretici per la febbre e analgesici per i dolori generalizzati.

Gli antibiotici saranno utilizzati per il trattamento delle infezioni batteriche secondarie (polmoniti, otiti, ecc). L'ospedalizzazione è indicata per il trattamento delle complicanze gravi del morbillo.

Morbillo e prevenzione: Il vaccino

Per limitare la trasmissione della malattia, bisogna restare a casa isolati fino al termine dell’esantema, che corrisponde in genere all’esaurimento della carica infettiva.

Un modo efficace per prevenire il morbillo è la vaccinazione.

Contro il morbillo esiste da più di cinquant’anni un vaccino preparato con un ceppo vivo attenuato che induce immunità attiva. Ne fu creata una prima versione nel 1963 e una migliorata nel 1968.

Nel 1971 è stata formulata una combinazione che riunisce in un unico prodotto l’immunizzazione contro morbillo, parotite e rosolia: è il cosiddetto vaccino trivalente MPR. In Italia è disponibile dal 1976.

Attraverso il decreto legge approvato il 28/07/2017 la vaccinazione contro il morbillo è divenuta obbligatoria. Sono soggetti all’obbligo tutti i bambini nati dopo il 2001.

Questa può essere effettuata con un'unica iniezione insieme ad altri 3 ceppi (detta quadrivalente MPRV, che comprende i vaccini: anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella).

Il vaccino quadrivalente, contro morbillo, rosolia, parotite e varicella

Va eseguita durante l'infanzia, con due iniezioni: una a 12-13 mesi circa e un'altra a 5-6 anni. Negli adulti non vaccinati e i bambini al di sotto di un anno di vita, il vaccino non è previsto.

I neonati al di sotto dei 6 mesi di vita nati da madre vaccinata o immune godono di un'immunità di origine materna che li protegge temporaneamente; pertanto, non hanno bisogno di vaccinarsi.

Quelli della stessa età che non hanno una madre vaccinata o immune, sono sprovvisti di protezione e più predisposti a contrarre la malattia. Per questi bambini, qualora ci fosse il rischio di un contagio, potrebbe essere presa in considerazione l'ipotesi di eseguire un trattamento con immunoglobuline protettive; stessa raccomandazione è data per le donne in gravidanza.

Le immunoglobuline possono impedire o attenuare la malattia in soggetti sensibili se somministrate entro 6 giorni dall'esposizione. Per gli adulti non immuni, si consiglia il vaccino, in caso di viaggio in zone geografiche in cui il virus e altamente diffuso.

Sono esonerati dall’obbligo di vaccinazione tutti gli individui immunizzati per effetto della malattia naturale, quindi i bambini che hanno già contratto il morbillo non dovranno vaccinarsi contro tale malattia.

Le vaccinazioni obbligatorie sono un requisito per l'ammissione all'asilo nido e alle scuole dell'infanzia.

Prima dell’introduzione su larga scala del vaccino, le morti per morbillo erano oltre 2 milioni e mezzo l’anno. Tra il 2000 e il 2015, in tutto il mondo, i decessi causati dal virus sono diminuiti dell’80%.

La maggioranza delle morti per morbillo si verifica nei bambini, in paesi africani e asiatici, dove i bambini sono malnutriti o le strutture sanitarie carenti, non in grado di trattare la disidratazione provocata dalla diarrea o la polmonite. Ma di morbillo si muore ancora anche nei paesi industrializzati: tra il 2005 e il 2013 ci sono state 24 morti in Bulgaria, 17 in Romania, 10 in Francia, 4 in Italia, 3 in Germania e in Gran Bretagna.

Questo è determinato dal rifiuto immotivato della vaccinazione, in quanto le reazioni avverse alla vaccinazione sono rare. In alcuni casi ci può essere una reazione locale con rossore, dolore, prurito o gonfiore nella zona dell’iniezione, febbre e raramente una lieve eruzione cutanea morbilliforme. Lo shock anafilattico può verificarsi come per altri vaccini all’incirca in un caso ogni milione di vaccinati.

Per quanto riguarda l’encefalite, la complicazione più temibile dopo la vaccinazione per il morbillo, in letteratura si trovano informazioni controverse, che non la escludono in maniera assoluta dopo il vaccino, creando confusione e allarme.

Ci sono comunque dati a conferma che l’encefalite da morbillo è un rischio reale e molto concreto (un caso su mille), mentre quella da vaccino è un rischio solo ipotetico, mai accertato e che riguarderebbe nella peggiore delle ipotesi meno di un caso su un milione. 

Per ciò che riguarda il vaccino quadrivalente e rischio autismo non è mai stato trovato alcun legame.

Tutto questo allarmismo fa sì che in Italia, come in altri paesi europei, la soglia delle vaccinazioni sia inferiore a quella del 95% ritenuta necessaria per interrompere la circolazione del virus.

Penso che non possiamo rimanere indifferenti davanti ai dati pubblicati dall’Oms circa l’incidenza del morbillo nel mondo nel 2017, che mostrano che il nostro Paese è quinto per numero di casi clinicamente confermati: secondo i conteggi 4575 casi segnalati dall’inizio dell’anno di cui 4 morti. Peggio di noi solo India, Nigeria, Pakistan e Cina, e consideriamo che l’Italia ha una popolazione molto minore rispetto a questi Paesi.

L’età mediana alla diagnosi nel nostro paese è di 27 anni, ma l’incidenza maggiore si è verificata nei bambini sotto l’anno di età, e solo nel 2017 si contano 300 casi di morbillo fra operatori sanitari. Si tratta di dati che dimostrano che in Italia siamo di fronte a un problema, anche solo rispetto al resto dei Paesi europei.

Si ammalano dunque meno di noi, e la ragione è semplicissima: perché si vaccinano di più. Non è un caso dunque che l’Europa sia allarmata dalla situazione italiana, che pur non essendo in un’epidemia, è comunque in un contesto in cui il morbillo è definito endemico, cioè costantemente presente.

L’Italia appartiene al gruppo di Paesi in cui il morbillo continua a colpire con momenti particolarmente virulenti, com’è stato il 2017. Dal 1 gennaio al 28 febbraio 2018, 16 Regioni hanno segnalato al ”Sistema nazionale di sorveglianza” 411 casi di morbillo, inclusi 2 decessi. Oltre l’80% dei casi è stato segnalato da 4 Regioni (Sicilia, Lazio, Calabria e Toscana).

La Sicilia ha riportato l’incidenza più elevata. L’età mediana è stata 25 anni. Il 91% circa dei casi era non vaccinato, e il 4,5% aveva ricevuto solo una dose. Il 43% ha sviluppato almeno una complicanza, mentre oltre il 60% dei casi è stato ricoverato.

Sono decedute per morbillo due persone, non vaccinate, rispettivamente di 38 e 41 anni, entrambe per insufficienza respiratoria.

Avere numeri così elevati come quelli italiani, è sicuramente frutto di una paura irragionevole che si alimenta di dati falsi, soprattutto in rete.

Il vaccino per il morbillo è sicuro ed efficace. E mentre noi ancora ci ammaliamo e moriamo di morbillo, 33 Paesi su 53 della regione europea hanno finalmente debellato la malattia.

E l’hanno fatto vaccinandosi.

NurseReporter

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