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Patologia

Infezione da Pseudomonas aeruginosa

di Francesca Gianfrancesco

La Pseudomonas aeruginosa è un batterio Gram-negativo, un patogeno opportunista presente nell’ambiente e nelle acque e occasionalmente sulla cute sana nelle regioni ascellari e anogenitale. La P. aeruginosa è un tipico agente nosocomiale causa di infezioni soprattutto in pazienti immunocompromessi, con pelle o mucose danneggiate, pazienti di terapia intensiva o neonatali, quando vengono meno le scrupolose pratiche di controllo delle infezioni.

Cos’è Pseudomonas aeruginosa e come si trasmette l’infezione

La Pseudomonas aeruginosa è naturalmente resistente ad una vasta gamma di antibiotici rientrando nei cosiddetti MDRO (multi-drug resistance) e costituendo un vero problema clinico. Risulta essere l’agente patogeno più isolato in pazienti ricoverati da più di una settimana.

L'infezione da Pseudomonas aeruginosa avviene in tre fasi:

  1. Attacco del patogeno e colonizzazione
  2. Infezione locale
  3. Passaggio nel sangue e malattia sistemica

Sintomi e malattie associate all’infezione da Pseudomonas aeruginosa

Le infezioni da Pseudomonas possono presentarsi in diverse sedi anatomiche in base alla porta di ingresso e alla vulnerabilità del paziente:

  • Polmoni
  • Cute e tessuti sottocutanei
  • Ossa, occhi e orecchie
  • Tratto urinario
  • Valvole cardiache

Quelle più frequenti, soprattutto nosocomiali, sono le infezioni respiratorie sia associate alla ventilazione (VAP) che non. Le polmoniti da Pseudomonas fanno generalmente la propria comparsa dopo 4-5 giorni dal ricovero per cui l’isolamento del patogeno avviene ad insorgenza intermedia o tardiva.

Statisticamente l’aumento delle infezioni polmonari da Pseudomonas avviene in misura maggiore in funzione di almeno due fattori di rischio, cioè la maggiore durata della ventilazione e la precedente esposizione alla terapia antibiotica.

A livello comunitario le infezioni polmonari da pseudomonas Pseudomonas rivestono un ruolo importante nell’eziologia delle riacutizzazioni di BPCO.

Nei pazienti con infezione da HIV, Pseudomonas di solito determina polmonite o sinusite. La bronchite da Pseudomonas è frequente anche nella fase tardiva del decorso della fibrosi cistica.

Le infezioni da P. aeruginosa possono colpire anche cute e tessuti molli. Negli ustionati, ad esempio, la zona al di sotto dell’escara può essere infiltrata dal microrganismo e fungere da focolaio per una successiva batteriemia, che provoca complicanze estremamente dannose.

Altro punto di ingresso della P. aeruginosa sono le lesioni/punture profonde (ad esempio al piede) da cui possono originare fistole drenanti, cellulite e osteomielite.

L’ectima gangrenoso, caratterizzato da aree eritematose, con ulcera centrale, di colore violaceo-nerastro di circa 1 cm di diametro, si manifesta il più delle volte in aree umide come l'area ascellare, inguinale e anogenitale, in pazienti neutropenici. Anche la follicolite acquisita nelle vasche idromassaggio, ad esempio, è causata da P.aeruginosa e provoca un’eruzione pruriginosa e pustolosa intorno ai follicoli piliferi.

La forma più frequente di infezione auricolare da Pseudomonas è l’otite esterna acuta. Nei pazienti diabetici può svilupparsi una forma più grave, detta otite esterna maligna. Essa si manifesta con un dolore acuto all'orecchio, spesso con paralisi unilaterale del nervo cranico e necessita di una terapia parenterale.

L'interessamento oculare da Pseudomonas si manifesta in genere con un'ulcera corneale, il più delle volte dopo trauma, ma in alcuni casi è coinvolta la contaminazione delle lenti a contatto o del liquido di conservazione delle stesse.

La Pseudomonas aeruginosa è causa frequente di infezione delle vie urinarie, soprattutto in pazienti ospedalizzati, cateterizzati soprattutto se hanno subito manipolazioni urologiche, affetti da uropatie ostruttive e quando hanno già ricevuto antibioticoterapia ad ampio spettro.

Anche se raramente è possibile isolare P. aeruginosa in forme di endocarditi, generalmente su protesi valvolari in pazienti che hanno subito un intervento a cuore aperto o anche su valvole naturali in soggetti che abusano di sostanze endovena.

Come si manifesta l’infezione da Pseudomonas aeruginosa

In base alle zone anatomiche coinvolte l’infezione da Pseudomonas aeruginosa può includere segni e sintomi, come:

  • Febbre
  • Dispnea, cianosi
  • Disidratazione
  • Lesioni emorragiche e necrotiche
  • Ascessi, noduli sottocutanei
  • Cellulite, fascite
  • Edema delle palpebre
  • Secrezioni oculari purulente
  • Eritema congiuntivale
  • Soffio cardiaco

Diagnosi e trattamento dell’infezione da Pseudomonas

La diagnosi di infezione da Pseudomonas si basa sulla coltura del microrganismo prelevando un campione dalla sede coinvolta. Viene eseguito anche il test di sensibilità. La scelta della terapia deve essere guidata dall’antibiogramma, anche potenziando gli effetti con combinazioni di antibiotici (ad esempio un beta-lattamico e un aminoglicoside) scelti accuratamente tenendo conto del fenomeno dell’antibioticoresistenza.

Antibiotici potenzialmente efficaci per le infezioni polmonari da P.aeruginosa sono i beta-lattamici (come le cefalosporine ceftazidime e cefepime), i carbapenemi e i beta-lattamici associati a inibitori delle beta-lattamasi come piperacillina-tazobactam. Altre classi di antibiotici potenzialmente attivi sono gli aminoglicosidi, alcuni fluorochinoloni e la colistina.

Le infezioni dei tessuti molli possono richiedere anche uno sbrigliamento chirurgico in caso di tessuti necrotici o il drenaggio di eventuali ascessi, in associazione agli antibiotici. In casi gravissimi potrebbe essere necessaria l’amputazione. La follicolite da bagno caldo si risolve spontaneamente e non necessita di terapia antibiotica.

Le infezioni superficiali agli occhi possono essere trattate con terapia topica (gocce, pomate, unguenti). Le piccole ulcere corneali vengono trattate con ciprofloxacina 0,3% o levofloxacina 0,5%. Per le ulcere più significative viene utilizzato un antibiotico topico arricchito come gocce di tobramicina 15 mg/ml.

È sconsigliato il bendaggio oculare, poiché produce un ambiente caldo e scuro che favorisce la crescita batterica. L'otite esterna viene trattata con irrigazioni di acido acetico 1-2% o con farmaci topici, come polimixina B o colistina. L'infezione più grave viene trattata con fluorochinoloni.

I pazienti con infezioni delle vie urinarie sintomatiche possono spesso essere trattati con levofloxacina o ciprofloxacina. L'endocardite può essere curata con antibiotici, ma se l'infezione interessa la valvola mitrale, le valvole aortiche o le protesi valvolari, si deve spesso procedere alla sostituzione della valvola infetta.

L’infezione sistemica da Pseudomonas aeruginosa necessita di una terapia parenterale. Per i pazienti neutropenici è raccomandata la terapia con singolo antibiotico.

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