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Procedura

Interrompere la catena infettiva: isolamento e quarantena

di Chiara Vannini

Per quarantena o più precisamente “contumacia” si intende una misura sanitaria di isolamento che prevede l’obbligo di rimanere in ospedale o nella propria casa per un periodo definito dalle autorità sanitarie. È previsto per malattie altamente pericolose, contagiose e rare nel territorio di riferimento. Per isolamento si intende invece un provvedimento igienico–sanitario in determinati ambiti ospedalieri, rivolto a persone con patologie altamente infettive.

Modalità di trasmissione delle infezioni

A seconda della patologia, in ambito sanitario le precauzioni da mettere in atto possono essere precauzioni standard o precauzioni aggiuntive

Il paziente infetto con una patologia contagiosa o potenzialmente contagiosa, sia che si trovi all’interno della struttura ospedaliera o al domicilio, deve essere isolato e devono essere prese tutte le precauzioni necessarie da parte della persona, degli operatori e della famiglia, per evitarne la diffusione.

Le malattie possono essere trasmesse:

Affinché l’infezione possa manifestarsi è necessario che un microrganismo (commensale diventato patogeno o patogeno) entri in contatto con un ospite suscettibile a poter essere infettato.

I microrganismi sono presenti sia su sorgenti animate, ovvero sulle persone, che su sorgenti inanimate, ovvero superfici, device, strumenti, ecc.

Le infezioni possono essere trasmesse:

  • Per contatto diretto: da persona a persona, di norma attraverso le mani contaminate
  • Per contatto indiretto: da uno strumento o superficie contaminata alla persona, dove lo strumento diventa un vettore che trasporta il microrganismo (ad esempio un endoscopio)
  • Per via ematica
  • Per via aerea: sono goccioline che fuoriescono dalla bocca della persona. Possono rimanere sospese nell’aria anche per lunghi periodi di tempo e le particelle possono essere disseminate dalle correnti d’aria o depositarsi sulle superfici. Il microrganismo è in grado di diffondersi nell’aria anche a lunga distanza dalla fonte di infezione (es. TBC, o varicella)
  • Tramite droplets: sono goccioline che fuoriescono dalla bocca della persona infetta nell’atto del tossire o dello starnutire, oppure durante manovre come la broncoaspirazione. Le particelle vengono disseminate e possono entrare in contatto con la mucosa orale, congiuntivale o nasale. Al contrario della trasmissione per via aerea, la trasmissione avviene solo se vi è un contatto stretto tra sorgente ed individuo ricevente, perché le goccioline rimangono sospese nell’aria, ma non percorrono distanze di norma superiori al metro

Precauzioni per evitare la diffusione e il contagio delle infezioni

In ambito sanitario devono essere messe in atto delle precauzioni per evitare la diffusione e il contagio delle infezioni. A seconda della patologia, le precauzioni da mettere in atto possono essere:

  • Precauzioni standard
  • Precauzioni aggiuntive, basate sulle modalità di trasmissione definite “trasmission based precautions” dal CDC di Atlanta

Precauzioni standard

Le precauzioni standard sono quelle precauzioni che devono essere messe in atto sempre quando si presta assistenza.

Comprendono:

  • Il lavaggio delle mani
  • Guanti monouso non sterili o sterili, a seconda della manovra da effettuare
  • Mascherine: da utilizzare quando c’è il rischio di schizzi di sangue o altri liquidi biologici, quando l’operatore è influenzato/raffreddato oppure quando il paziente è immunodepresso
  • Occhiali protettivi: da utilizzare quando c’è il rischio di schizzi di sangue o altri liquidi biologici
  • Camici: per proteggere la cute quando c’è il rischio di contaminarsi con liquidi biologici

Precauzioni aggiuntive

Le precauzioni aggiuntive sono invece quelle messe in atto quando vi è un’infezione conclamata per la quale sono necessarie precauzioni ulteriori per proteggere pazienti e operatori.

Precauzioni aggiuntive per le infezioni trasmissibili per contatto

  • Tutte le precauzioni standard
  • Isolamento del paziente
  • Un'accurata igiene ambientale
  • Dispositivi dedicati o ambienti dedicati (es. il bagno)
  • Un corretto smaltimento (possibilmente dedicato) della biancheria

Precauzioni aggiuntive per le infezioni trasmissibili per droplets

  • Tutte le precauzioni standard
  • Mascherina chirurgica
  • Un’accurata igiene ambientale
  • Dispositivi dedicati o ambienti dedicati (es. il bagno)

Precauzioni aggiuntive per le infezioni trasmissibili per via aerea

  • Tutte le precauzioni standard
  • Accurata igiene ambientale
  • Indumenti barriera anche per i visitatori
  • Mascherine, e se vi è un’infezione particolarmente virulenta sono necessarie anche mascherine avanzate FFP2 e FFP3 (es. in caso di TBC)

Precauzioni aggiuntive per le infezioni trasmissibili per via ematica

  • Guanti
  • Tutte le precauzioni standard se l’operatore è a rischio di contaminazione da schizzi e fuoriuscita di materiale biologico (mascherine, occhiali, camice)

Isolamento pazienti con patologie contagiose

Per isolamento si intende una misura atta a ridurre la diffusione delle infezioni attraverso l’allontanamento della fonte infetta dai soggetti suscettibili.

L’isolamento in ambito ospedaliero può essere:

  • Isolamento spaziale: consiste nello spostamento del paziente in una stanza singola, con un bagno dedicato
  • Isolamento di coorte: consiste nel collocare, nella stessa stanza, pazienti con la stessa infezione (ad esempio pazienti KPC positivi)

La necessità di isolamento è in realtà correlata al tipo di patogeno che ha causato l’infezione, poiché non tutte hanno la stessa pericolosità o virulenza.

Per fare un esempio, la normale klebsiella pneumoniae non necessita di isolamento del paziente, ma solo precauzioni da contatto da parte degli operatori. La klebsiella pneumoniae produttore di carbapenemasi, essendo un batterio multiresistente, necessita invece di isolamento spaziale.

Quarantena

La quarantena è un isolamento forzato utilizzato per delimitare una patologia particolarmente pericolosa e virulenta e limitarne la diffusione e il contagio.

Il termine nasce nel 14° secolo quando venivano isolati i navigatori che rientravano e che potevano aver contratto la peste. Venne usato anche per la grande epidemia della febbre gialla in Spagna e della sifilide nel nord Europa e prevedeva originariamente un completo isolamento della persona per la durata di 40 giorni.

In realtà oggi la quarantena prevede un isolamento pari al periodo totale di incubazione della malattia. A seconda della malattia, cambia il periodo di incubazione e varia, di conseguenza, la durata del periodo di isolamento.

Il ministero della Salute nella circolare del 133/1998 “Misure di profilassi per esigenze di sanità pubblica: provvedimenti da adottare nei confronti di soggetti affetti da alcune malattie infettive e nei confronti di loro conviventi o contatti” spiega che l’obiettivo dei provvedimenti attuati mira ad interrompere la catena di trasmissione della malattia.

Per quarantena o più precisamente “contumacia” si intende una misura sanitaria di isolamento che prevede l’obbligo di rimanere in ospedale o nella propria casa per un periodo definito dalle autorità sanitarie. È previsto per malattie altamente pericolose, contagiose e rare nel territorio di riferimento.

Per isolamento si intende invece un provvedimento igienico–sanitario in determinati ambiti ospedalieri, rivolto a persone con patologie altamente infettive.

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