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Cardarelli, lettera aperta dei sanitari: mortificati e vessati

di Redazione Roma

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A seguito della sospensione dei ricoveri per la saturazione della capacità ricettiva, tra gli infermieri e gli Oss del Pronto soccorso dell’ospedale di Napoli deflagra l’insofferenza per le relazioni con il primario. Da qui la missiva nella quale gli operatori ammettono di sentirsi, ogni giorno, mortificati e vessati.

PS Cardarelli, infermieri e Oss: noi mortificati e vessati

Chiediamo che si intervenga in modo preciso per ripristinare un clima sereno e di collaborazione in un reparto nevralgico dove gli operatori sono in burnout e anche la salute personale viene messa a rischio.

Termina così la lettera che gli infermieri e gli Oss in servizio presso il Pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli hanno inviato alla direzione generale, sanitaria e amministrativa nonché ai sindacati. L’iniziativa è stata presa a seguito della sospensione dei ricoveri (causa saturazione della capacità ricettiva) eccetto che per i codici rossi disposta dal management dell’ospedale.

Riavvolgendo il nastro, siamo a fine giugno quando la situazione del Cardarelli viene definita al collasso. Troppi pazienti Covid. L’ospedale si trovò costretto a bloccare i nuovi accessi nella giornata di venerdì 24 giugno, accettando esclusivamente i malati gravi giunti al triage in codice rosso. L’emergenza poi rientrò nel pomeriggio: dopo le 16, infatti, venne ripristinata in toto l’attività ordinaria.

Ad ogni modo, nella lettera non si fa alcun riferimento all’ultima emergenza vissuta al Cardarelli – l’ennesima, purtroppo, considerando che in maggio una delegazione di infermieri, Oss e medici e Oss del Pronto soccorso dell’ospedale di Napoli aveva incontrato a Roma il ministro della Salute, Roberto Speranza e il sottosegretario Pierpaolo Sileri per illustrargli il grave disagio lavorativo nonché le criticità per assicurare, ogni giorno, l’assistenza ai propri pazienti – piuttosto alla situazione di mortificazione e alle vessazioni sul personale e alle continue malversazioni gratuite che gli operatori patirebbero sul lavoro.

Si fa riferimento, per essere più precisi, ai complicati rapporti professionali che intercorrerebbero da qualche tempo con l’ufficio del primario. Recita la missiva: Gli scriventi infermieri e Oss del Pronto soccorso ancora una volta devono constatare con grande amarezza che sono venute meno le condizioni di fiducia e di rispetto nei confronti del responsabile dell’Uoc. E ancora: È ormai prassi quotidiana la mortificazione e la vessazione del personale in un clima di continue malversazioni gratuite mentre nulla viene messo in campo per migliorare la situazione di enorme stress lavorativo che da mesi grava sugli operatori. Invece non si perde occasione per creare problemi pretestuosi che producono grave disagio e impattano in modo estremamente negativo sulle prestazioni del personale.

Infine, i sanitari del Pronto soccorso del Cardarelli fanno presente che ancor più grave è la continua e quotidiana guerra messa in campo nei confronti della nostra coordinatrice, alla quale già in una precedente occasione avevamo espresso il nostro pieno e incondizionato sostegno e che riaffermiamo con totale convinzione in questa sede. Chiediamo che si intervenga in modo preciso per ripristinare un clima sereno e di collaborazione in un reparto nevralgico dove gli operatori sono in burnout e anche la salute personale viene messa a rischio.

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