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L’infermiere coordinatore di RSA: responsabilità e formazione

di Alice Borgese

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L’Infermiere Coordinatore è una figura di peso nei reparti ospedalieri, nei luoghi di cura privati e pubblici e nelle strutture territoriali. Esso fa da garante e da motivatore, è il leader del gruppo di lavoro che si interfaccia con colleghi Infermieri, Oss, Medici e altre figure tecniche e sanitarie, con i pazienti e con i care-giver. Tale ruolo è fondamentale nelle Residenze Sanitarie per Anziani, dove in gioco vi è la continuità assistenziale nella cronicità e nella comorbilità tipiche dell'anziano.

Coordinatore RSA

Il ruolo del Coordinatore Infermieristico nelle residenze sanitarie per anziani

Da diversi anni a questa parte uno dei punti cardine della programmazione sanitaria, nonché una delle più importanti variabili sulle quali viene misurata parte della qualità del sistema sanitario, è rappresentata dall’area relativa all’assistenza geriatrica.

Infermiere coordinatore, un professionista a 360°

La progressiva crescita della popolazione anziana ha determinato un aumento della necessità di assistenza mirata, costringendo il SSN ad allinearsi alle esigenze degli anziani per i quali le cure domiciliari spesso non risultano più sufficienti. Conseguenze dirette di ciò sono la nascita e la crescita esponenziale di strutture specifiche in grado di garantire cure ed assistenze dedicate a quel preciso bacino d’utenza: le RSA.

La loro storia ha inizio nell’ormai lontano 1988 quando, con la legge finanziaria, veniva avviato il primo piano di investimenti sanitari dedicati alle Residenze Sanitarie Assistenziali con la contestuale realizzazione di 140.000 posti letto. Negli anni il quadro normativo, organizzativo e strutturale ha subito molteplici evoluzioni a causa di fattori socioeconomici, innovativi ed istituzionali e, insieme ad esso, anche la richiesta quantitativa e qualitativa assistenziale sono cambiate notevolmente. All’interno di queste strutture una delle figure determinanti sotto molteplici aspetti è rappresentata dall’infermiere coordinatore.

A differenza di quel che spesso si pensa e a differenza di ciò che accadeva molti anni fa, l’infermiere coordinatore non si occupa più solamente di pianificare i turni del personale, gestire l’approvvigionamento farmaci, prenotare visite ed aggiornare i medici sulle condizioni cliniche dei pazienti, ma contribuisce ed interviene anche attraverso capacità e prestazioni concettuali, socio-relazionali, organizzative, di leadership e manageriali.

Un cocktail indubbiamente impegnativo per il professionista, al quale si aggiunge il continuo cambiamento in cui il sistema sanitario è coinvolto, sia per motivi di carattere innovativo-tecnologico, sia per motivi di carattere economico, i quali spesso costringono a duri compromessi organizzativi, gestionali ed aziendali che si traducono in termini di contenimento di costi.

Rispetto a cinquant’anni fa il ruolo del coordinatore infermieristico ha subito una trasformazione radicale sotto ogni aspetto, a partire dal nome stesso della figura; conosciuto in passato come “caposala”, svolgeva compiti nettamente differenti da quelli richiesti oggi, sotto diretta dipendenza del primario di reparto.

La prima nomina di infermiere coordinatore avviene nel 1984 con il D.P.R. 821 fino ad arrivare, dopo una serie di evoluzioni normative, alla Legge 43/2006 con cui si istituisce la figura di coordinamento delle professioni sanitarie in possesso di Master di I Livello: un fondamentale scalino formativo propedeutico al raggiungimento delle competenze necessarie all’espletamento delle innumerevoli funzioni che competono al Coordinatore.

Senza dubbio si parla di una figura trasversale e carica di responsabilità, in grado di svolgere funzioni che ruotano su settori differenti, articolati, ma collegati tra loro e, soprattutto, complessi da pianificare direttamente sulla base dell’esigenza organizzativa ed aziendale di un preciso momento.

Chi è l’Infermiere Coordinatore?

Il coordinatore è colui che possiede la capacità di prefissarsi obiettivi dettati dalle necessità di cambiamento, raggiungerli, coinvolgere il gruppo di lavoro, saper riconoscere e sfruttare le abilità dei suoi dipendenti e saper trovare la giusta soluzione ai problemi applicando l’intervento migliore, appagando le necessità dei propri operatori e garantendo loro il benessere che gli spetta di diritto.

Le aree peculiari su cui verte l’attività di coordinamento all’interno delle RSA sono:

  • la gestione del personale;
  • la programmazione;
  • la sicurezza;
  • la valutazione;
  • la formazione;
  • la pianificazione, la gestione e il controllo della documentazione

alle quali si aggiungono le attitudini proprie del professionista ad esplicare attività:

  • manageriali;
  • di leadership;
  • clinico-assistenziali.

Attività, queste ultime, finalizzate sempre e comunque al raggiungimento del risultato finale:

  • la presa in carico della persona da assistere;
  • l’erogazione di un'assistenza infermieristica di qualità.

La formazione teorica non è sufficiente a garantire al professionista l’ottenimento delle competenze sopracitate; l’impatto con la realtà è molto più complesso di quanto si immagini ed altresì complessa risulta l’applicazione della teoria alla realtà.

Le competenze manageriali del coordinatore si traducono nella sua capacità di rispettare tempistiche e procedure, di mantenere l’ordine, individuare le criticità e i punti di debolezza, di stabilire obiettivi e sfruttare nel miglior modo le risorse a disposizione per raggiungerli, rispettando le pressanti necessità di spending review.

Le fondamenta dell’attività manageriale del coordinatore sono radicate nel gruppo di lavoro, senza la cui collaborazione tutte le competenze citate verrebbero meno. Ne conviene dunque che l’attitudine alla leadership corrisponda ad un requisito fondamentale per la figura del coordinatore.

Un buon leader deve essere in grado di orientare il proprio gruppo di lavoro verso indirizzi ben precisi e finalizzati al raggiungimento di obiettivi prefissati; tra questi è compresa l’erogazione di elevati standard assistenziali, ma non è la sola.

Egli deve essere in grado anche di comprendere le necessità della propria équipe, di mediare i conflitti tra i lavoratori e garantire un clima di lavoro sereno, mettere in luce i vantaggi che ogni singolo membro del gruppo può trarre nel contribuire al buon andamento del lavoro.

Lavoratori soddisfatti ed un clima di lavoro sereno determinano sempre e sicuramente un rendimento positivo nelle attività; al contrario, lavoratori scontenti, insoddisfatti e non collaborativi fra loro determineranno sempre problemi, rallentamenti ed ostacoli nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Deve essere in grado di formare il proprio gruppo di lavoro, di tenerlo aggiornato stimolando i professionisti a mettersi in gioco e a sentirsi parte integrante del processo di erogazione delle cure.

È fondamentale stimolare la curiosità degli operatori: nella nostra professione la curiosità e la voglia di sapere sono alla base della crescita personale e professionale.

Un altro aspetto di notevole rilevanza correlato alla figura del coordinatore infermieristico delle Residenza Sanitarie Assistenziali è senz'ombra di dubbio la capacità di creare “ponti di collegamento” con l’esterno.

Come ben noto, le RSA appartengono a quella fascia assistenziale sparsa sul territorio che necessita, per ovvi motivi, di interagire con i centri ospedalieri.

Risulta quindi fondamentale la collaborazione con le unità operative ospedaliere di interesse come, ad esempio:

  • laboratori di diagnostica;
  • unità di geriatria;
  • centri di vulnologia,

ed ogni altro tipo di area con cui il paziente può aver bisogno di interagire.

Tutto questo, nuovamente, al fine di migliorare gli standard qualitativi di assistenza, ma anche in un’ottica di riduzione dell’utilizzo improprio dei sistemi di emergenza (sovraffollamento delle Unità di Pronto Soccorso e/o ricoveri impropri).

Limitare i ricoveri e gli invii alle Unità di Pronto Soccorso determina l'esigenza di sopperire alle necessità cliniche acute dei pazienti direttamente in struttura, il che si traduce nella crescita e nella stimolazione del personale, il quale si trova ad espletare trattamenti più avanzati rispetto alla classica “routine” della RSA (entro i limiti del possibile).

Contemporaneamente alle molteplici responsabilità ed ai molteplici ruoli rivestiti dall’infermiere coordinatore di RSA si aggiunge la componente della formazione continua, alla base del nostro lavoro.

Abbiamo visto come il coordinatore di RSA sia parte integrante di un continuo processo evolutivo determinato da fattori intrinseci ed estrinseci al sistema sanitario; a questo si accompagna la necessità di tenersi sempre al passo con le modifiche normative, clinico-scientifiche, tecnologiche e manageriali.

In un’epoca in cui il coordinatore infermieristico deve essere fonte non più solo di competenze clinico-assistenziali dedicate alla diagnosi dei bisogni dell’utenza, ma anche di complesse competenze coordinative, gestionali e manageriali, l’unica strada da percorrere per affrontare i cambiamenti continui che colpiscono il sistema organizzativo aziendale sanitario è senza dubbio quella di optare per un appropriato percorso formativo.

Si parla dunque di una formazione che si distacca dal contesto clinico e si orienta sempre più verso:

  • la risoluzione dei problemi;
  • la determinazione di obiettivi con loro revisione ed eventuale riformulazione;
  • la gestione di gruppi di persone;
  • l’utilizzo di nuovi modelli organizzativi.

Non vi è crescita di autonomia senza aumento di responsabilità

Alla crescita di autonomia che ha investito la figura del Coordinatore Infermieristico corrisponde altrettanta crescita sul versante del carico di responsabilità, le quali però spesso non ricevono il giusto riconoscimento, né sociale né contrattuale. Basti pensare al fatto che quello del Coordinatore è un lavoro "continuo e continuato", essendo sua la responsabilità di garantire la copertura del personale infermieristico sulle 24 ore e richiedendogli impegno anche a distanza, cosa che spesso stride con retribuzioni incongrue e reputazioni inesatte.

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