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Nuove frontiere per l’infermieristica italiana: See and Treat

di Domenica Servidio

Sempre più spesso nelle prime pagine dei giornali vengono descritte storie di malasanità e se nello specifico parliamo di Pronto soccorso, quanti di voi non hanno mai letto almeno un articolo che parli dello sproporzionato numero di codici colore inappropriato che giungono quotidianamente in Triage­!

See and Treat per la gestione dei codici a bassa priorità

prontosoccorso

Quasi sempre se l’infermiere chiede a questa tipologia di paziente, come mai non si è rivolto al proprio medico o alla guardia medica, la risposta è sempre la stessa: “il mio medico dice sempre di rivolgermi a voi del pronto soccorso“.

La causa che ulteriormente incrementa l’utenza, è correlata alle tante consulenze specialistiche alle quali i pazienti dovrebbero riuscire a sottoporsi solo grazie alla collaborazione dei propri medici di base, ma la realtà è tutt’altra. Spesso sei tu infermiere di Triage a dover spiegare al paziente i vari percorsi che gli permetteranno di usufruire delle tanto attese cure senza dover passare dal Pronto soccorso.

L’estate e l’emergenza caldo rendono tale situazione ancor più difficile da gestire, spesso il personale non viene incrementato in questi mesi “a bollino rosso“, le attese si allungano e sono proprio i pazienti con basso codice di priorità a lamentarsi. C'è chi ha la presunzione di dire che quel codice verde attribuito quattro ore prima per una banale febbre non era forse quello giusto da dare e poi

lei è solo un infermiere... perché dovrei fidarmi della sua valutazione e attendere tutto questo tempo?

Questo è uno dei tanti episodi che chi sta al Triage è costretto a sopportare ogni giorno!

Per quanto espressioni del genere possano offendere la dignità e professionalità infermieristica, non possiamo negare che i tempi medi di attesa quando ci si reca in Pronto soccorso sono spesso lunghi, soprattutto d’estate, per cui sarebbe necessario intraprendere strategie di lavoro atte ad alleggerire il carico di lavoro di tanti operatori sanitari garantendo in primis la qualità clinico-assistenziale dei pazienti.

Basta pensare all’esperienza introdotta in alcuni Pronto soccorso della regione Toscana. All’interno del Pronto soccorso di Pistoia, ad esempio, è stato introdotto l’ambulatorio See and Treat, che significa “Vedi e tratta”.

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See and Treat ambulatorio gestione infermieristica:

  • piccole ferite;
  • abrasioni;
  • contusioni;
  • punture di insetti;
  • ustioni di primo grado;
  • patologie dermatologiche minori;
  • traumi contusivi minori;
  • rino-congiuntiviti;
  • altre problematiche cliniche di lieve entità (codici bianchi e azzurri) al pronto soccorso ora le trattano gli infermieri.

Affinché l’infermiere possa svolgere questa specifica attività, è necessario che abbia maturato un’ampia esperienza al triage e che consegua una certificazione, la quale verrà rilasciata solo dopo aver frequentato un corso di formazione regionale di 180 ore, a cui fa seguito il superamento di un esame finale.

Tra i primi ad aver introdotto tale iniziativa ricordiamo il presidio ospedaliero San Jacopo diretto dal dott. Andrea Cai e il Pronto Soccorso di Pescia, diretto dal dott. Fabio Daviddi. A Pescia infatti, sono stati reclutati dal servizio infermieristico otto infermieri, la cui formazione ha seguìto il percorso sopra citato.

A dir poco soddisfacenti sono i dati raccolti presso il P.S. di Pistoia. Nel corso del 2013, sono stati presi in carico dall’ambulatorio See and Treat 1.267 pazienti, con un incremento quest’anno di dieci pazienti in più al giorno. Gli infermieri svolgono questa attività in completa autonomia, secondo quanto espresso dai protocolli previsti dalla regione Toscana, nei quali sono inserite 49 patologie non urgenti che possono completamente essere trattate da infermieri esperti, i quali si prendono cura dei pazienti nella fase di valutazione e trattamento, indicando inoltre al paziente quali percorsi intraprendere per eventuali controlli da gestire a domicilio.

Mentre in molti paesi europei, ormai da anni, le patologie cosiddette minori nei pronto soccorso vengono trattate esclusivamente dal personale infermieristico, nella nostra realtà regionale lo stiamo facendo progressivamente in tutti gli ospedali – spiega il dottor Piero Paolini, direttore del dipartimento di emergenza – con l’obiettivo di rendere più rapidi i tempi di risposta, anche per i pazienti con patologie importanti: per esempio gli infermieri sfruttano il tempo di attesa alla visita medica prendendo in carico il paziente per svolgere il trattamento del dolore, per anticipare le indagini di laboratorio e gli accertamenti strumentali.

Un importate dato a favore di questo progetto è l’indagine condotta dal MeS (laboratorio Management e Sanità Sant’Anna di Pisa), rispetto alla soddisfazione dell’utenza. I pazienti che hanno usufruito di questa nuova opportunità in pronto soccorso risultano molto positivi: in particolare viene apprezzata la chiarezza delle informazioni fornite al paziente e la cortesia.

L’infermiere quindi, occupandosi delle patologie minori migliora il livello di soddisfazione del paziente, permettendogli di tornare a casa in tempi molto più rapidi.

NurseReporter
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crocio

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accessi see and treat

#1

i dati riguardo gli accessi del See and Treat dove si possono trovare?