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Studio osservazionale tra case report e serie di casi

di Silvia Stabellini

Caratteristica principale di questa tipologia di studio è di non comportare rischi aggiuntivi per i soggetti (al contrario degli studi sperimentali). Di fatto si osservano le variabili che caratterizzano determinate popolazioni o gruppi di individui, senza alcuna interferenza da parte di chi osserva, quindi senza alcuna modifica esterna.

Studi osservazionali descrittivi

Sono solitamente usati per delineare in modo generale il fenomeno osservato, senza una vera e propria analisi delle variabili analizzate, che verrà effettuata in un secondo momento con altre tipologie di studio ad hoc.

Definiti anche come studi ecologici, evidenziano la frequenza e la distribuzione di eventi sanitari nelle popolazioni o in gruppi di individui, forniscono informazioni sui fattori di rischio e sulle possibili correlazioni con la malattia (ricerca epidemiologica).

Si tratta di fare una fotografia del fenomeno, senza elaborarla in un secondo momento. Sono studi utili per caratterizzare un problema e i suoi fattori di rischio, per valutare la prevalenza e l’incidenza delle patologie e, solitamente, forniscono spunto e fanno da background a studi più rigorosi.

L’obiettivo di questi studi - a differenza degli studi osservazionali analitici, nei quali i dati raccolti vengono rigorosamente analizzati con l’impiego di analisi statistiche - è fare un’analisi dei dati relativi alle malattie e ai fattori di rischio, mostrare la distribuzione delle malattie in rapporto a tempo, spazio e caratteristiche individuali, calcolare i tassi di mortalità e ipotizzare correlazioni tra malattia e fattori di rischio. La fonte dei dati per questa tipologia di studio sono le statistiche correnti, i registri delle patologie, le schede di morte e di dimissione, la notifica delle malattie infettive. Sono studi dai costi molto bassi, facilmente attuabili, con dati accessibili e classificati con modalità standardizzate.

In genere si utilizzano i metodi della statistica descrittiva per riassumere i dati raccolti. Basandosi su queste modalità di raccolta dati, questo tipo di studio incorre in un bias (errore) molto importante che è quello della sottostima del fenomeno per mancanza di segnalazione. Ad esempio se una reazione avversa da farmaco non viene segnalata alle autorità competenti non si può verificare e, di conseguenza, non potrà essere considerata nelle analisi statistiche portando così a una sottostima del fenomeno. Un altro errore che è insito in questi studi è rappresentato dalla dubbia attendibilità di alcune tipologie di dati e l’impossibilità di effettuare una verifica diretta. Bisogna inoltre fare attenzione alla fallacia ecologica di questi trial: le popolazioni confrontate possono differire per alcune caratteristiche, le quali possono agire come fattori confondenti, identificando associazioni non esistenti.

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