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Salute

Emoglobina bassa

di Sara Pieri

Si parla di “emoglobina bassa” (anemia) quando il valore scende, mediamente, al di sotto dei 13,5 grammi/decilitro nel maschio adulto e 12 grammi/decilitro nella femmina adulta (valore che varia in base al laboratorio analisi che esegue l’esame).

Condizioni in cui si parla di emoglobina bassa

L'emoglobina è una proteina solubile che si trova all'interno dei globuli rossi e trasporta ossigeno ai distretti corporei

L’emoglobina è una proteina solubile che troviamo all’interno dei globuli rossi ed è responsabile del trasporto di ossigeno ai distretti corporei. Situazioni in cui si parla di “emoglobina bassa” – anemia- sono condizioni patologiche che possono derivare da diverse cause:

  • Emorragia (interna o esterna): condizione in cui vi è una perdita di sangue tale per cui il valore di emoglobina si abbassa più o meno in modo considerevole. Vi sono condizioni emergenti e acute dove il valore di emoglobina è talmente basso da compromettere la vita del paziente, oppure situazioni croniche che permettono alla persona affetta di fronteggiarle risentendo però, più gradualmente, dei sintomi associati
  • Dieta povera di ferro: una dieta squilibrata, povera di apporto di ferro può portare a situazioni di anemia che devono essere corrette con una alimentazione più adeguata o con l’integrazione extra di ferro
  • Deficit di metabolismo: vi è una percentuale di persone che hanno problematiche di metabolismo del ferro per cui esso non viene assorbito a sufficienza (come nel caso della celiachia)
  • Altre patologie, come: scompenso cardiaco, insufficienza renale, malattie oncologiche, leucemia, malattie infiammatorie croniche intestinali, interventi chirurgici intestinali, frequenti donazioni di sangue, epistassi frequenti, possono portare ad una condizione di anemizzazione

Segni e sintomi associati a bassi valori di emoglobina

I sintomi associati ad una condizione di anemia sono: pallore, tachicardia, tachipnea, ipotensione, inappetenza, astenia anche al minimo sforzo, fiato corto.

Visivamente, il soggetto anemico appare: pallido, sclere e gengive biancastre, affaticato; in caso di emorragia esterna è possibile visionare anche la fonte del sanguinamento, oppure rilevare segni indiretti di sanguinamenti interni come: feci con sangue rosso vivo, melena, ematemesi, epistassi.

Diagnosi di anemia e trattamento

La diagnosi di anemia viene fatta molto rapidamente con un esame del sangue, il cui campione viene analizzato in un laboratorio analisi, oppure utilizzando dei dispositivi di rilevazione della sola emoglobina prelevando un campione capillare.

Il trattamento è volto a reintegrare quanto serve per risollevare i valori di emoglobina, in relazione alla causa scatenante. La trasfusione di sangue è il principale trattamento da sottoporre in caso di anemia importante, come in casi di emorragie massive in atto (traumi/ulcere gastriche importanti, problematiche post intervento chirurgico), oppure in pazienti con anemia cronica che risentono dell’anemia quando il valore è ben inferiore al limite laboratoristico.

In ogni caso, per risolvere la situazione patologica, come in caso di emorragia (interna o esterna) è necessario anche trattare la causa primaria della perdita per far si che il reintegro non venga “perso” nuovamente. In casi di carenze nutrizionali o di patologie croniche, risulta necessario valutare l’assunzione di integratori e/o eseguire trasfusioni di emazie quando necessario.

Complicanze legate all’anemia

L’anemia va trattata tempestivamente, poiché ciò che ne deriva è un carente apporto di ossigeno ai tessuti e organi corporei, con il rischio elevato di compromissione prima di strutture secondarie, fino ad arrivare alle strutture nobili come cervello, cuore e reni.

La compromissione di organi nobili può portare, anche in tempi molto brevi, al decesso del paziente.

Infermiere

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