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Patologia

Ernia del disco

di Chiara Vannini

L’ernia del disco è una patologia che colpisce la colonna vertebrale e che provoca forti dolori, nonché deficit funzionali e, in alcuni casi, difficoltà nella deambulazione. Può colpire le persone di tutte le età, ma la fascia più interessata è quella tra i 35 e i 55 anni.

Cos’è l’ernia del disco

L'ernia del disco può colpire le persone di tutte le età, ma la fascia più interessata è quella tra i 35 e i 55 anni

Per ernia si intende la fuoriuscita di un viscere o di una parte di esso dalla cavità dove è normalmente contenuto. Nel caso dell’ernia del disco vi è la fuoriuscita del materiale gelatinoso del disco intervertebrale che, distribuendosi, va a determinare una compressione sulle strutture circostanti.

La nostra colonna vertebrale è composta da vertebre - che sono le strutture ossee - e dischi intervertebrali, dei cuscinetti tra una vertebra e l’altra che fungono da ammortizzatori, rendendo la schiena elastica e flessibile.

I dischi intervertebrali sono composti da una parte centrale che è fluida e una parte esterna che è invece dura e contiene del materiale gelatinoso. Quando il materiale gelatinoso fuoriesce, si “scontra” con i nervi e il midollo, causando una compressione che provoca danni alle strutture circostanti.

Con il passare degli anni questa condizione causa una progressiva perdita di elasticità e flessibilità della colonna: i nervi spinali e il midollo, essendo compressi, provocano dolore, mentre i legamenti rischiano di lacerarsi.

Cause di ernia del disco

La causa principale che comporta l’insorgenza di ernia discale è l’usura delle strutture della colonna vertebrale. L’usura può essere correlata all’età, al tipo di lavoro svolto o ad eventuali traumi.

Anche alcune attività sportive, come il sollevamento pesi o le sollecitazioni eccessive sulla colonna vertebrale (ad esempio torsioni o cadute) possono aumentare il rischio di insorgenza di ernia.

Sintomi di ernia del disco

L’ernia, a seconda della sede di insorgenza, può comportare una diversa sintomatologia, a seconda infatti delle strutture innervate a livello di quella vertebra e di quel disco.

I sintomi più diffusi sono:

  • Dolore, con o senza impotenza funzionale, irradiato agli arti inferiori o superiori a seconda della sede dell’ernia
  • Formicolii agli arti
  • Astenia, mancanza di forze e di capacità di afferrare gli oggetti

L’ernia discale a livello cervicale si manifesta con un dolore al rachide cervicale e quindi al collo, che può irradiarsi fino alle spalle, alle braccia e alle mani. Di norma la persona lamenta un dolore difficilmente localizzabile, oppure formicolii o astenia agli arti superiori. L’ernia discale localizzata invece a livello lombare, irradiata agli arti inferiori e ai glutei, si manifesta con quella che viene definita comunemente sciatica.

Diagnosi di ernia del disco

Una prima diagnosi viene eseguita attraverso l’esame obiettivo effettuato dallo specialista ortopedico, in cui viene valutata tutta la colonna vertebrale. Si valutano i movimenti della persona e i deficit funzionali; si valuta inoltre la presenza di dolore o di formicolii agli arti e l’eventuale irradiazione del dolore.

In un secondo momento si procede ad effettuare indagini diagnostiche, ed in particolare:

Prevenzione

Benché la prevenzione talvolta non sia sufficiente per prevenire l’ernia del disco, alcuni accorgimenti possono tuttavia aiutare o ridurre la gravità e i sintomi legati a questa patologia. Fra gli accorgimenti da mettere in atto c’è sicuramente uno stile di vita sano che comprende attività fisica regolare, una dieta sana e regolare, un peso corporeo nella norma.

È importante evitare sforzi eccessivi, il sollevamento continuo o frequente di pesi, e traumi a carico del rachide. È inoltre importante assumere e mantenere una postura adeguata.

Trattamento dell’ernia discale

La terapia iniziale prevede l’utilizzo di farmaci per alleviare la sintomatologia dolorosa. In un secondo momento, qualora i farmaci non siano sufficienti e il dolore diventi ingestibile o troppo intenso, viene proposta la terapia chirurgica.

I farmaci di prima scelta sono:

  • Antidolorifici ed in particolare FANS. In caso di dolore molto intenso possono essere prescritti anche farmaci oppioidi
  • Miorilassanti
  • Cortisonici, per la loro azione antinfiammatoria

Oltre alla terapia farmacologica possono essere utili anche la fisioterapia e altri trattamenti, come:

  • La terapia con ultrasuoni, che sfruttano il calore per ridurre il dolore
  • L’elettrostimolazione
  • L’ozonoterapia, che prevede trattamenti con una miscela di ossigeno e ozono ad azione antinfiammatoria
  • Le cure termali, fra cui fanghi e bagni terapeutici, dove viene sfruttata l’azione analgesica del calore

Il trattamento di ultima scelta è l’intervento chirurgico. L’intervento è indicato quando l’ernia discale, da una prima fase in cui è solo protrusa, viene espulsa, a causa della rottura dell’anello e della fuoriuscita della parte gelatinosa.

Quando la condizione si aggrava, la persona di norma manifesta parestesie diffuse, deficit di forza e deficit neurologici. L’opzione chirurgica, tuttavia, deve essere attentamente valutata, poiché l’intervento chirurgico in alcuni casi non risulta essere risolutivo. Per questo motivo lo specialista deve valutare attentamente le condizioni della persona e valutare la possibilità di effettuare altri trattamenti terapeutici.

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