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Patologia

Malattia da graffio di gatto, cos'è la cat scratch disease

di Monica Vaccaretti

La malattia da graffio di gatto (CSD, Cat Scratch Disease, identificata nel 1950), comune soprattutto tra i bambini, è un'infezione batterica trasmessa principalmente all'uomo dal gatto che, nella maggior parte dei casi, presenta ciclicamente una batteriemia asintomatica. Si tratta di una bartonellosi, una zoonosi emergente ed ubiquitaria il cui agente patogeno responsabile è la Bartonella henselae, un batterio che infetta il gatto, sia domestico che randagio, tramite le pulci e che resta presente sotto le unghie e nella saliva.

Come avviene il contagio della malattia da graffio di gatto

malattia graffio di gatto

È possibile contrarre la malattia attraverso una lesione, anche lieve, provocata da morso o graffio di un gatto infetto.

Il contagio avviene tramite lesioni traumatiche, anche lievi, provocate dal morso o dal graffio dell'animale infetto. Il batterio, infatti, contamina gli artigli del gatto mediante il loro contatto con feci di pulci infette presenti sulla cute, nelle quali si mantiene vitale fino a 9 giorni.

La Bartonella henselae può contaminare direttamente la cavità orale dell'animale, sia attraverso sanguinamenti della mucosa sia indirettamente mediante il leccamento della cute contaminata o degli artigli.

Il periodo di incubazione è di 3-21 giorni, mediamente di 12. Nei soggetti immunodepressi, con patologie che indeboliscono il sistema immunitario, l'infezione può diffondersi a tutto l'organismo e, in assenza di trattamento, può avere un decorso grave ed essere fatale.

Come si manifesta la malattia da graffio di gatto

L'infezione nella forma tipica si manifesta clinicamente con una papula locale associata a linfoadenite superficiale regionale. La linfoghiandola tumefatta compare generalmente all'ascella in caso di graffio o morso alle mani.

I linfonodi interessati sono anche quelli laterocervicali, sottomandibolari, inguinali, femorali, preauricolari e sopraclavicolari. Nel 40% dei soggetti colpiti si assiste ad un interessamento contemporaneo di più linfonodi che nel 15-20% vanno incontro a suppurazione e fistolizzazione cutanea esterna.

Diagnosi di malattia da graffio di gatto

La diagnosi è clinica in base ai segni e sintomi e viene confermata dalla biopsia del linfonodo ingrossato, da test sierologici con immunofluorescenza - eseguiti nella fase acuta della malattia e in convalescenza a distanza di 6 settimane - e dal test PCR (Polymerase Chain Reaction).

La positività del titolo anticorpale nel siero o della PCR su campioni di aspirati linfonodali confermano la diagnosi. Vengono pertanto effettuati esami ematochimici, a volte emocolture, talvolta aspirazione del fluido linfonodale.

Poiché tale linfoadenopatia può essere causata da altre infezioni, se la diagnosi clinica non è chiara è opportuno eseguire test per una diagnosi differenziale rispetto ad altri microrganismi micotici e fungini. La biopsia evidenzia le tipiche caratteristiche istopatologiche della lesione con presenza di granulomi suppurativi.

Trattamento della malattia da graffio di gatto

Nelle forme asintomatiche e lievi il trattamento è sintomatico, antinfiammatorio e antidolorifico. Consiste nell'applicazione locale di calore sulla zona infetta e l'assunzione di analgesici.

Il dolore può essere alleviato anche con l'aspirazione con una siringa del linfonodo fluttuante. Sono da evitare i farmaci steroidi (cortisone), perché possono favorire la fistolizzazione. Nei soggetti immunocompetenti non è necessario ricorrere alla terapia antibiotica, che non è in grado, comunque, di modificare l'andamento della malattia.

La somministrazione di antibiotici (azitromicina e doxiciclina) è invece raccomandata nei soggetti immunocompromessi e nelle forme più severe con interessamento sistemico per ridurre le adenopatie e prevenire il rischio di diffusione dell'infezione.

In caso di batteriemia nei pazienti con AIDS sono prescritti per un lungo periodo, variabile da settimane a mesi, fluorochinoloni, rifampicina, gentamicina o doxociclina.

La prevenzione, rivolta soprattutto alle persone con un sistema immunitario fragile, consiste nell'evitare il contatto con gatti anche domestici. Per ridurre l'incidenza della malattia nei bambini si raccomanda il corretto lavaggio delle mani dopo contatto con il gatto.

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