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Infermieri con stipendi bassi e contratti scaduti

di Massimo Canorro

L’impossibilità di fare scatti di anzianità è accompagnata da organici sempre più in sofferenza. E aumentare i posti universitari per infermieristica potrebbe essere un valido aiuto. Tutti punti affrontati da Erika Salvioli della Fp Cgil di Ferrara: La crescita professionale non è valorizzata e il malcontento aumenta.

Denuncia Fp Cgil: non riusciamo a fare gli scatti di anzianità

Salvioli, Fp Cgil Ferrara: organici in sofferenza e niente passaggi di fascia per gli infermieri

Ritrovarsi, a fine mese, con gli stessi soldi in busta paga di quando si era cominciato a lavorare – magari quindici/venti anni addietro – senza l’opportunità, oggi, di avanzare per progressioni orizzontali né per fasce. Con le difficoltà quotidiane che tendono a non ridursi, se alla base non ci sono riconoscimenti di sorta.

È un quadro a tinte fosche quello che dipinge Erika Salvioli, segretaria con delega Sanità pubblica e privata della Fp Cgil di Ferrara, che neppure un mese fa lamentava l’eccessivo protrarsi dell’iter del concorso infermieri per contratti a tempo indeterminato indetto dall’Asl e dall’ospedale Sant’Anna.

Oggi le considerazioni della sindacalista giungono a seguito di un recente studio elaborato dall’Istat e dalla Ragioneria dello Stato relativamente alle retribuzioni della Pa. Il ritratto che emerge condanna gli operatori sanitari a una realtà sempre più articolata, come ha denunciato il presidente nazionale del Nursing Up, Antonio De Palma: A livello europeo l’Italia continua a vantare il non invidiabile primato di uno degli stipendi più bassi in assoluto per la categoria. E Salvioli non può esimersi dal rimarcare le sue parole.

Così l’esponente di Fp Cgil: Lo stipendio medio di un infermiere senza i turni è di circa 1300 euro netti al mese, ai quali vanno aggiunti 200 euro lordi che costituiscono la produttività frutto della contrattazione locale fatta nelle due aziende sanitarie. Il riferimento è all’Aou e all’Ausl di Ferrara. Quindi aggiunge:«Un infermiere a tempo indeterminato turnista, in media prende circa 1600 euro netti, comprensivi delle indennità di turno e della produttività.

Ma l’ostacolo più insormontabile resta quello contrattuale. Come anticipava la stessa Salvioli dopo quindici/venti anni di lavoro ti ritrovi con il medesimo stipendio, al netto del rinnovo contrattuale, che comunque viene rinnovato sempre con fatica e dopo la scadenza. Non esimendosi dal puntualizzare che il rinnovo del 2018 arrivato dopo anni e anni di blocco è ora nuovamente scaduto. Passano gli anni ma sembra non si impari nulla. Così come le progressioni orizzontali – altro tema anticipato dalla sindacalista – per le quali non ci sono mai sufficienti risorse sui fondi contrattuali. Urge un intervento strutturale per aumentarli. Ed ecco l’annosa questione di competenze e responsabilità professionali non valorizzate come (invece) meritano.

Gli infermieri – incalza Salvioli – hanno nel tempo incrementato le competenze e le responsabilità, ma tale crescita professionale non è stata valorizzata economicamente, e questo sta creando parecchio malcontento. Entro settembre verrà espletato il concorso per infermieri bandito da entrambe le aziende sanitarie – rammenta la sindacalista – e ci auguriamo che possa servire a diminuire i contratti precari e stabilizzare i tanti infermieri che provengono da tutto il paese. Un tracciato da percorrere è anche quello di aumentare i posti universitari per infermieristica, perché i numeri ad oggi sono insufficienti: non ci sono operatori sanitari a sufficienza, le aziende sono sempre in affanno, per non parlare delle Rsa senza infermieri, e quei pochi che sono rimasti vengono sottoposti a turni incredibili.

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