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Piemonte: dalla Regione nuove misure per le Rsa

di Massimo Canorro

Alle associazioni delle Rsa del territorio la Regione ha anticipato le strategie e gli atti amministrativi che intende adottare entro la fine del 2021. Soluzioni che condurranno ad una maggiore presenza di infermieri e Oss, pur consci che la carenza di queste figure è strutturale, le parole del governatore Alberto Cirio.

Maggiore presenza di infermieri e Oss per le Rsa piemontesi

Nuove misure per le Rsa piemontesi. La Regione, infatti, ha anticipato alle associazioni delle residenze sanitarie assistenziali sia le strategie sia gli atti amministrativi che vuole adottare entro la conclusione dell’anno. L’obiettivo da perseguire: bypassare le criticità che, allo stato attuale, interessano le strutture residenziali e semi-residenziali sanitarie e socio-sanitarie. Tra le problematiche emerse negli ultimi mesi c’è quella della fuga degli infermieri dalle Rsa. E ancora, non è da sottovalutare la questione della mancanza dei professionisti sanitari in sostituzione del personale non vaccinato. Come ha illustrato il vicepresidente di Uneba, Fabio Toso, durante una videointervista a Nurse24.it: Il problema è strutturale, pluriennale di carenza di infermieri nel Sistema sanitario nazionale. È una mancanza complessiva di figure per tutti i servizi.

Tornando alla Regione Piemonte, le principali misure che intende intraprendere prima della fine del 2021 riguardano tanto l’adozione di nuove linee guida che consentiranno agli Oss di coadiuvare gli infermieri nella somministrazione dei farmaci che gli ospiti devono assumere quanto la messa in pratica di un nuovo sistema di convenzioni, che potrà permettere agli infermieri dipendenti delle aziende sanitarie di effettuare – sempre su base volontaria – turni aggiuntivi al di fuori dell’orario di lavoro anche nelle Rsa non in libera professione. E ancora, la proroga della delibera regionale n. 6 del 2020 in merito al mantenimento nelle strutture degli infermieri assunti dalle Asl.

Spiega il presidente della Regione, Alberto Cirio (e con lui gli assessori alla Sanità Luigi Genesio Icardi e alle Politiche sociali, Chiara Caucino): Si tratta di soluzioni che sono l’esito del proficuo confronto già avviato per attenuare l’impatto della pandemia e che condurranno, in particolare, ad una maggiore presenza di personale infermieristico e Oss, ben sapendo che la carenza di queste figure è strutturale. Occorre precisare che nei primi mesi del 2022 la Giunta regionale – alla quale si è rivolto anche il NurSind, per chiarimenti – approverà altri provvedimenti, come il potenziamento quantitativo della formazione degli Oss e dei corsi a compartecipazione ai quali si potrà accedere secondo precisi requisiti, nonché l’istituzione di corsi per operatori socio sanitari specializzati di supporto all’assistenza infermieristica e il miglioramento delle attuali forme di assistenza domiciliare.

Quindi la Regione Piemonte ha reso noto che sarà anche avviato un monitoraggio mensile delle convenzioni, così da assicurare l’omogeneità e l’uso delle risorse previste per ogni singola Asl e sarà rivista l’attuale delibera n. 45 del 2012 sull’assistenza socio-sanitaria alle persone anziane non autosufficienti per approdare, tra l’altro, ad una riduzione delle fasce di assistenza infermieristica. Tra le misure recentemente approvate è stato rammentato, infine, il differimento della contrattualizzazione degli infermieri operanti nelle strutture.

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