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Arresto cardiaco in spiaggia, infermieri gli salvano la vita

di Mauro Salvato

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Tragedia sfiorata in spiaggia grazie a due infermieri in vacanza, che hanno salvato la vita ad un giovane colto da arresto cardiaco. È successo a Monopoli, dove l’esperienza e la prontezza degli infermieri in forze al San Gerardo di Monza sono state decisive per la ripresa di coscienza del trentaseienne. È stato fondamentale il DAE – hanno detto gli infermieri - perché appena ha completato l’analisi del ritmo abbiamo potuto effettuare lo shock consigliato, più di una volta, che ha ridato speranza di vita al ragazzo.

Monopoli, infermieri in vacanza salvano giovane in arresto cardiaco

Tragedia sfiorata in spiaggia a Monopoli grazie a due infermieri in vacanza

Doveva essere una normale giornata d’estate il 04 agosto 2018 per due amici infermieri, che stavano trascorrendo le proprie ferie a Monopoli dove i protagonisti assoluti avrebbero dovuto essere il sole e il mare e invece si è trasformata in una indimenticabile esperienza ricca di fatica e soprattutto di emozioni.

N.F., giovane infermiera presso la TINCH del San Gerardo di Monza e L.G., giovane infermiere presso la RIA Generale del San Gerardo di Monza stavano trascorrendo una delle loro giornate estive in spiaggia, sotto il caldo pugliese con temperature roventi, al “Lido Pellerossa” località Capitolo di Monopoli.

Verso le ore 16.30, quando il sole si preparava al tramonto, avevano deciso di incamminarsi verso i campi da beach volley che erano poco distanti dai teli che avevano spiegato in spiaggia, per poter intraprendere una partita con alcuni amici.

C’erano tanti ragazzi già in coda per potersi accaparrare un posto in campo e sapevano che per un po' di tempo dovevano ingannare l’attesa; avevano deciso, quindi, di bere una birretta in compagnia aspettando che qualche campo si liberasse. Mentre si stavano avviando al chioschetto notano un ragazzo (L.G. di 36 anni di Castellana Grotte) che improvvisamente si accascia sulla sabbia e, senza esitare, si sono immediatamente catapultati a capire cosa stesse succedendo.

Il ragazzo non rispondeva agli amici che, urlando, lo chiamavano insistentemente, non emetteva alcun suono, era immobile al suolo e nessuno sapeva cosa fare. I due giovani infermieri, in quel momento, per un attimo si sono guardati negli occhi e, senza proferire parola, si sono avvicinati al ragazzo per valutarlo. Dopo la valutazione la situazione era chiara: si trattava di arresto cardiaco.

I due infermieri di area critica hanno così iniziato immediatamente le manovre di rianimazione cardio-polmonare cosicché mentre l’uno massaggiava l’altro si dedicava ad avvisare il 118, a chiedere un DAE e kit di primo soccorso (anche grazie all’aiuto del personale del lido).

La gioia più grande è stata quella di risentire la sua voce dopo qualche giorno e di sapere che stava bene

Non è stato facile posizionare quelle piastre, perché il paziente era bagnato e soprattutto pieno di sabbia ma con difficoltà ci sono riuscita in pochissimo tempo perché la voglia di salvare quel ragazzo ti faceva superare ogni ostacolo che si può trovare in ambiente extra-ospedaliero – ha dichiarato l’infermiera - È stato fondamentale il DAE perché appena ha completato l’analisi del ritmo abbiamo potuto effettuare lo shock consigliato, più di una volta, che ha ridato speranza di vita al ragazzo.

Dopo 20 minuti circa di manovre, tra caldo infernale e sudore che grondava da tutte le parti, incredibilmente, sotto lo stupore di tutti i presenti, il ragazzo ha finalmente riaperto gli occhi ed ha iniziato a parlare (Forse ho fatto un riposino un po' troppo lungo, ha detto); nel frattempo era arrivata l’ambulanza che lo ha poi trasportato in ospedale.

Se in un primo momento mi sentivo responsabile nell’applicare quello che negli anni abbiamo appreso sulla rianimazione cardio-polmonare - ha affermato il giovane infermiere - dopo il risveglio, questa situazione ha lasciato spazio ad un’emozione che faceva tremare le gambe e me ne sono reso conto quando, inaspettatamente, è partito un applauso di centinaia di persone che si trovavano in spiaggia in quel momento.

Una tragedia sfiorata, quindi, grazie ai due infermieri dell’ospedale San Gerardo di Monza che con prontezza e professionalità sono riusciti a ridare vita ad un loro coetaneo.

La gioia più grande è stata quella di risentire la sua voce dopo qualche giorno e di sapere che stava bene, concludono i due eroi che, con voce tremolante, al solo ricordo rivivono quelle memorabili emozioni.

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NurseReporter

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