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Emergenza-Urgenza

Sardegna, i Pronto soccorso a rischio collasso

di Massimo Canorro

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Da Sassari a La Maddalena, da Olbia ad Arzachena a Nuoro, le strutture sanitarie del territorio sono in particolare affanno per la carenza di personale, e con le ferie estive in arrivo la situazione rischia di precipitare. Tanti giovani vanno fuori e non dimentichiamo che nella nostra regione ci sono gli stipendi più bassi d’Italia, denuncia il segretario Fp Cgil di Sassari, Paolo Dettori.

Grave carenza di personale, è allarme Pronto soccorso in Sardegna

Circa un anno fa il Nursing Up lamentava che i reparti dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari erano in sofferenza, in quanto si ricoverava oltre la capacità strutturale. Così il sindacato sollecitava interventi immediati, parlando di barelle stipate e carenza cronica di dotazioni organiche, con le ferie estive a peggiorare il quadro. Oggi la situazione non è così diversa; anzi, sembrano sussistere i disagi per i pazienti che si trovano costretti ad aspettare anche oltre 24 ore al Pronto soccorso della struttura e le lamentele sono oramai all’ordine del giorno.

Spiega la responsabile, Maria Piera Ruggiu: La pressione insostenibile sul Pronto soccorso si traduce in eguale, e spesso inutile, pressione sui reparti ospedalieri. Che scoppiano. Senza una rete di protezione territoriale l’emergenza sarà comunque ingestibile.

Di certo la carenza di infermieri in Sardegna fa la sua parte. Ma non è tutto. Paghiamo anche la disorganizzazione e l’impatto che il Covid ha avuto nelle strutture sanitarie, commenta il segretario della funzione pubblica della Cgil Sassari, Paolo Dettori. Che integra: La sanità è quasi in blackout. Bisogna velocizzare per il prelievo nella graduatoria degli infermieri, a tempo oppure interinali.

E ancora: Certamente manca la programmazione, ma più in generale la sanità sassarese non è attrattiva. Molti giovani vanno fuori, non dimentichiamo che in Sardegna ci sono gli stipendi più bassi d’Italia. E molti altri, invece, sono bloccati dal numero chiuso, opzione che mi vede contrario. Piuttosto urgono buone prestazioni e funzioni aggiuntive.

Parole alle quali fanno da eco quelle della segretaria generale della Fp Cigl Sardegna, Myriam Pastorino: Le poche e scarse risorse regionali non sono distribuite in modo equo. Basti pensare sia a La Maddalena sia a Olbia non c’è alcun piano per reintegrare i servizi. Se non si decide di tagliare il tetto della spesa e assumere il personale, il sistema sanitario continuerà a fare acqua da tutte le parti. Restando ad Olbia, tra l’assenza di guardie mediche turistiche, infermieri e medici esausti, i Pronto soccorso presi d’assalto anche per un nonnulla e pazienti imbufaliti per le lunghe attese, la situazione crea particolare apprensione.

In tal senso il presidente della conferenza sociosanitaria della Gallura, nonché sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, parla di situazione drammatica per i cittadini e per tutto il personale sanitario. E questo mentre ci avviciniamo alla nuova stagione turistica. Temendo, altresì, che possa ripetersi quanto vissuto nel 2021. Non abbiamo ancora certezze sulle guardie turistiche – continua – e abbiamo un Pronto soccorso sguarnito rispetto alle esigenze. Basta con i proclami, gli annunci di una riforma sanitaria che allo stato attuale ha portato solo belle parole e null’altro.

Infine, tappa a Macomer, nella provincia di Nuoro dove al poliambulatorio gli infermieri scarseggiano e alcune settimane fa, come ha riportato la stampa locale, un paziente è dovuto essere trasferito presso il centro dialisi di Nuoro. Sul caso è intervenuto anche il vicesegretario regionale di Aned (l’Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto), Daniele Sperandio: Da tempo ci battiamo perché gli organi preposti intervengano per consentire a infermieri e medici di svolgere al meglio le loro funzioni, e ai pazienti di ottenere l’assistenza che meritano.

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