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salute mentale

Depressione

di Monica Vaccaretti

Intensa sensazione di tristezza che si accompagna a riduzione dell'interesse o del piacere per le attività precedentemente svolte, la depressione è, dopo l'ansia, il più comune ed invalidante disturbo psichico. Derivante spesso da una sensazione di perdita o da una perdita effettiva, ne soffre circa il 10-15% della popolazione generale, con una frequenza maggiore nelle donne. Poiché i dati epidemiologici sono in costante crescita, l'Oms prevede che la depressione sarà la seconda causa di invalidità per malattia, dopo le patologie cardiovascolari, entro pochi anni.

Che cos’è la depressione

depressione

I disturbi depressivi più frequenti sono il disturbo depressivo maggiore, il disturbo depressivo persistente e il disturbo disforico premestruale.

La depressione è definita un disturbo del tono dell'umore, funzione psichica importante per l'adattamento al nostro mondo interno ed esterno grazie alla sua flessibilità. In caso di depressione, tale flessibilità viene perduta e l'umore è costantemente rivolto verso il basso, indipendentemente dalle situazioni. L'umore è costantemente pessimo e si accompagna a pensieri negativi e pessimistici circa sé stessi, gli altri e il proprio futuro.

La depressione può comparire a qualsiasi età senza distinzioni tra razza, cultura e stato sociale. L'età media di esordio è intorno ai 25 anni. La condizione clinica non dipende dalla fragilità caratteriale né si tratta di un disturbo della personalità.

È piuttosto uno stato d'animo persistente che diventa patologico quando - accompagnandosi a modificazioni fisiche, fisiologiche e cognitive - incide in modo significativo sulla capacità di funzionamento dell'individuo.

Tale condizione si verifica quando una persona reagisce in maniera eccessiva e più a lungo del normale rispetto ad un evento scatenante, emotivamente angosciante e stressante, spesso legato ad una perdita.

Un episodio di depressione dura solitamente per circa 6 mesi, se non trattato, ma talvolta persiste per 2 o più anni. Gli episodi tendono a ripresentarsi più volte durante la vita. È altamente probabile che il soggetto depresso vada incontro a recidive ricorrenti.

Come si manifesta la depressione

I disturbi depressivi più frequenti sono il disturbo depressivo maggiore, il disturbo depressivo persistente (distimia) e il disturbo disforico premestruale. Il soggetto con depressione maggiore è sintomatico quasi tutti i giorni per almeno due settimane.

Chi soffre di una depressione persistente è depresso quasi tutti i giorni da almeno due anni con sintomi a volte meno gravi di quelli della depressione maggiore. I sintomi tipici del disturbo disforico compaiono prima del ciclo mestruale e scompaiono al suo termine, causando comunque notevole malessere e/o pesante compromissione funzionale soprattutto al lavoro e nei rapporti sociali nel 2-6% delle donne.

Cause di depressione

L'eziologia non è chiara. La sua insorgenza può essere favorita da alcuni fattori predisponenti o precipitanti: biologici, psicologici e sociali, genetici e fisiologici. Possono incidere l'ereditarietà, effetti collaterali di alcuni farmaci, squilibri ormonali ed organici, eventi traumatici (lutti, gravi conflitti interpersonali e familiari, cambiamenti di vita, malattie fisiche).

Circa la metà delle persone che soffrono di depressione presenta una predisposizione familiare a causa di fattori genetici che interferiscono con il normale funzionamento di alcuni neurotrasmettitori (serotonina, dopamina, norepinefrina) i quali alterano la trasmissione degli impulsi nervosi incidendo sull'iniziativa del soggetto, sul sonno, sul rimuginio e nelle interazioni con gli altri.

Le variazioni dei livelli ormonali femminili possono indurre significative alterazioni dell'umore poco prima delle mestruazioni, nel corso della gravidanza e soprattutto dopo il parto (depressione post-partum).

La depressione può manifestarsi anche in seguito ad alterazioni della funzionalità tiroidea per patologie della ghiandola oppure indirettamente per gli effetti di una malattia dolorosa o invalidante che impatta negativamente sulla qualità di vita della persona colpita.

Nota come disturbo affettivo stagionale, in alcuni soggetti particolarmente suscettibili può comparire in forme gravi con i cambiamenti climatici ed ambientali. Beta-bloccanti e corticosteroidi possono favorire lo stato depressivo, spesso temporaneo, specialmente qualora se ne sospenda l'assunzione.

Predispongono alla depressione anche alcune malattie mentali, come i disturbi d'ansia, il disturbo da uso di alcol e altre sostanze, la schizofrenia. Anche eventi che generano sofferenza emotiva possono favorire la depressione in soggetti predisposti.

Può essere curata con approccio psicoterapeutico e/o farmacologico

Poiché la depressione può insorgere anche per motivi di natura psicosociale, la terapia cognitivo comportamentale è risultata molto efficace per la cura, poiché è centrata sul presente e sui sintomi.

Consiste nel cercare di modificare i pensieri negativi che possono sostenerla, aiutando la persona a sviluppare una modalità di pensiero più equilibrata e razionale. Si cerca inoltre di aiutare la persona depressa a costruire migliori abilità per affrontare le difficoltà quotidiane invitando poi a riprendere gradualmente quelle attività che sono state abbandonate, magari cominciando da quelle più piacevoli, e a sviluppare comportamenti più funzionali.

La terapia con antidepressivi è unicamente sintomatica e, agendo sui sintomi, è necessaria quando la loro gravità inibisce la vita sociale, professionale e relazionale. Ampiamente usati, presentano tuttavia risultati spesso modesti e/o temporanei.

Vengono prescritte varie classi di farmaci che si sono dimostrati efficaci nel trattamento: triciclici e tetraciclici, agonisti multisistemici Noradrenalina-Serotonina, inibitori del reuptake della serotonina – SSRI.

Nelle forme di depressione resistente possono essere utilizzati associazioni con stabilizzanti dell'umore. Se il quadro depressivo si presenta con sintomi psicotici è giustificata l'associazione degli antidepressivi con gli antipsicotici. In ogni caso risulta fondamentale intervenire con una valida psicoterapia per aiutare la persona depressa ad acquisire strategie funzionali alla soluzione degli episodi depressivi acuti e alla prevenzione delle ricadute.

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