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Patologia

Esofagite

di Ilaria Campagna

Caratterizzata da infiammazione dell'esofago, l'esofagite può essere causata da reflusso gastroesofageo, farmaci o sostanze corrosive, processi infettivi o allergie. I sintomi comprendono raucedine, mal di gola, dolore o difficoltà a deglutire e dolore retrosternale. La diagnosi di esofagite si fa mediante la raccolta della storia clinica e dell'esecuzione di esami strumentali come la radiografia al bario, l'esofagogastroduodenoscopia e la manometria esofagea. La terapia varia in base alla causa e in generale comprende farmaci antiacidi, inibitori della pompa protonica e uno stile di vita sano basato su una corretta alimentazione. In casi gravi può essere necessario un intervento chirurgico. La prognosi, se l'esofagite viene curata, è buona; in caso contrario c'è il rischio di sviluppare un adenocarcinoma esofageo.

Tipi di esofagite

L'esofagite può essere causata da reflusso gastroesofageo, farmaci o sostanze corrosive, processi infettivi o allergie

L'esofagite è una condizione caratterizzata da infiammazione acuta o cronica dell’esofago a causa della risalita eccessiva dei succhi acidi provenienti dallo stomaco. Cause minori dell’esofagite sono le malattie infettive, le allergie, l’ingestione di farmaci o sostanze corrosive oppure altre malattie come il cancro.

Nello specifico, esistono diversi tipi di esofagite a seconda dell’eziologia:

Esofagite da reflusso

Di norma lo sfintere esofageo impedisce la risalita in esofago del contenuto dello stomaco. Se questo passaggio però non è chiuso e/o si apre in momenti inopportuni, i succhi gastrici possono risalire in esofago causando irritazione e infiammazione della mucosa esofagea.

L’obesità, la gravidanza, l’ernia iatale, indossare indumenti molto stretti, mangiare subito prima di coricarsi, così come il consumo eccessivo di alcol e il fumo possono contribuire all’insorgenza dell’esofagite da reflusso.

Esofagite eosinofila

L’esofagite eosinofila è causata da un’infiammazione cronica della mucosa dell’esofago che colpisce, nella maggior parte dei casi, i soggetti (per lo più maschi) con malattie autoimmuni o su base allergica. In questa forma sono infatti presenti nella mucosa esofagea alte concentrazioni di leucociti eosinofili, globuli bianchi deputati al controllo delle reazioni infiammatorie e allergiche.

In genere l’esofagite eosinofila è dovuta ad allergie di origine alimentare come quella alla soia, al latte, alle uova, alle arachidi, al frumento, alla segale, al pesce, etc; questo tipo di esofagite può comparire anche in presenza di allergie delle vie aeree come quella ai pollini. Chi soffre di esofagite eosinofila è spesso colpito anche da altre forme di malattie allergiche come asma, rinite allergica, eczema e allergie alimentari.

Esofagite da farmaci

Può essere causata dall’assunzione di farmaci come i FANS (aspirina, ibuprofene o naprossene), alcuni antibiotici (clindamicina o tetraciclina), i bifosfati (alendronato, ibandronato o risedronato) e il cloruro di potassio.

L’infiammazione si instaura quando uno o più residui del farmaco restano a lungo a contatto con la mucosa dell’esofgao, perché si è assunto il farmaco senza bere, senza quantità sufficienti di acqua, in presenza di disturbi della motilità esofagea o subito prima di coricarsi.

Esofagite infettiva

Questo tipo di esofagite può essere causata da virus (herpesvirus, virus della varicella e citomegalovirus), batteri e funghi (candida albicans).

Colpisce i soggetti con sistema immunitario compromesso come quelli con HIV, i malati di cancro di lungo corso in chemioterapia o radioterapia, i soggetti debilitati dall’uso prolungato di antibiotici o farmaci immunosoppressori e i soggetti con diabete.

Esofagite da radiazioni

È una complicanza della radioterapia a livello toracico a causa di tumori dei polmoni o del seno.

Esofagite da ingestione di sostanze caustiche

Ad esempio alcuni detergenti per la casa e batterie.

Esofagite associata ad altre malattie

Ad esempio, sclerodermia.

Sintomi di esofagite

I sintomi variano in base al tipo di esofagite e comprendono:

  • Difficoltà e dolore alla deglutizione
  • Dolore toracico retrosternale
  • Nausea
  • Vomito
  • Mal di stomaco o bruciore di stomaco
  • Inappetenza
  • Rigurgito salivare
  • Rigurgito di cibo o di liquido amaro o acido in bocca
  • Sensazione di pienezza e gonfiore
  • Perdita di peso
  • Tosse
  • Sanguinamento
  • Raucedine
  • Mal di gola
  • Asma
  • Piaghe all’interno della bocca

Diagnosi di esofagite

La diagnosi di esofagite si pone sulla base della raccolta della storia clinica e attraverso l’ausilio di vari esami strumentali:

  • Radiografia al bario: si somministra per bocca una soluzione contenente questo mezzo di contrasto che si distribuisce lungo le pareti dell'esofago e facilita così lo studio delle immagini radiografiche; inoltre, questo esame permette di individuare eventuali restringimenti (stenosi esofagee), alterazioni strutturali dell'esofago, ernia iatale, tumori e altre anomalie
  • Esofagogastroduodenoscopia: è utilizzata per esplorare lo stato della mucosa esofagea alla ricerca di eventuali indizi di esofagite. In alcuni casi possono essere prelevati piccoli campioni di tessuto (biopsia) al fine di determinare l’eventuale presenza di lesioni cancerose o precancerose, oppure di processi infettivi in atto
  • Test per valutare la sensibilità a determinati allergeni
  • Dieta di esclusione rispetto ad alcuni cibi che normalmente si assumono
  • Manometria esofagea: è utilizzata per misurare il tono dello sfintere esofageo inferiore e cioè la pressione che esso è in grado di esercitare
  • pHmetria esofagea delle 24 ore e Impedenzometria: permette di valutare le caratteristiche del reflusso e in particolare il suo stato fisico (reflusso liquido o gassoso), misurare il pH del liquido che refluisce e quindi la presenza di acido, il numero di episodi di reflusso che si verificano nell’arco della giornata e il loro rapporto con attività fisiologiche come il pasto o il coricarsi

Trattamento dell’esofagite e prevenzione

Il trattamento dell’esofagite è molto importante poiché questa condizione, se non curata, può portare all'alterazione della struttura e della funzionalità dell’esofago.

I tipi di farmaci da utilizzare dipendono dalla forma di esofagite e dall'eziologia e comprendono:

Trattamento dell’esofagite da reflusso

È indicata la somministrazione di inibitori di pompa protonica e di antiacidi. Molto importante anche la prevenzione mediante il mantenimento di un peso adeguato grazie ad attività fisica e dieta se necessario (ad. es. in caso di obesità.

È indicato non indossare abiti che stringono all’altezza del punto vita, non coricarsi subito dopo i pasti (aspettare due o tre ore) ed eventualmente dormire in posizione semiseduta per ridurre il rischio di reflusso notturno. Fondamentale uno stile di vita sano, quindi smettere di fumare e rispettare una dieta adeguata con pasti piccoli e frequenti, avendo cura di mangiare lentamente ed evitare alcuni cibi (grassi, acidi e piccanti) e bevande come alcool, menta, pomodoro, caffè e tè, cioccolato, spezie, arance, aglio e cipolla.

Trattamento di esofagite infettiva o da altre malattie

L’obiettivo è la rimozione dell'agente infettivo mediante l’uso degli antibiotici o il controllo della malattia alla base dell'esofagite.

Trattamento dell’esofagite eosinofila

Sono indicati i farmaci steroidei come il cortisone per ridurre l’infiammazione e una dieta di eliminazione verso un alimento specifico o un gruppo di alimenti; questa deve poi essere seguita dalla loro progressiva reintroduzione per individuare la causa della reazione allergica.

Trattamento dell’esofagite da farmaci

Il farmaco responsabile dell’esofagite deve essere temporaneamente sospeso. In generale è bene assumere i farmaci stando in posizione seduta e con una quantità corretta di acqua, oppure in forma liquida. Nel frattempo, si può effettuare una cura con inibitori della pompa protonica. Evitare farmaci come i FANS e l’aspirina a meno che non li abbia prescritti il medico.

Nei casi gravi si può ricorrere alla chirurgia ed effettuare un intervento chiamato fundoplicatio secondo Nissen, in cui la porzione prossimale dello stomaco viene avvolta attorno all’ultima parte dell’esofago per creare una barriera anti-reflusso.

Complicanze legate all’esofagite

In assenza di un trattamento adeguato, la cronicizzazione dell’infiammazione può determinare alterazioni strutturali dell’esofago come restringimenti (stenosi esofagee) e crescita di anelli tissutali anomali nei rivestimenti interni. Si possono quindi verificare difficoltà a deglutire e problemi respiratori.

La maggiore complicanza dell’esofagite è l’"Esofago di Barrett", una condizione in cui l'epitelio esofageo subisce una modifica strutturale al fine di aumentare la propria resistenza agli acidi; in particolare il normale epitelio squamoso pluristratificato viene sostituito con un epitelio ghiandolare colonnare che ricorda quello dell’intestino.

In presenza di questa alterazione il rischio di sviluppare un adenocarcinoma esofageo è maggiore rispetto alla popolazione generale e varia dallo 0,5 al 10% all'anno per persona. Un’esofagite da reflusso non adeguatamente trattata può degenerare in ulcera dell'esofago con emorragia più o meno grave che, se trascurata, può portare ad anemia.

Prognosi

La maggior parte delle persone migliora con o senza trattamento entro tre-cinque giorni; più giorni nel caso di soggetti con un sistema immunitario compromesso. Nel caso in cui l’esofagite non venga curata, possono verificarsi dei cambiamenti nella struttura dell’esofago che interferiscono con le sue funzioni abituali. In generale la prognosi dipende dalle cause dell'esofagite e dallo stato di salute generale della persona.

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