Nurse24.it

farmaci

Aspirina - acido acetilsalicilico

di Chiara Vannini

La molecola dell’Aspirina® è acido acetilsalicilico e fa parte della famiglia dei FANS dei salicitati. Aspirina ® è il farmaco analgesico, antipiretico e antinfiammatorio maggiormente utilizzato del quale spesso vi è un abuso e la sua tossicità viene sottostimata.

Acido acetilsalicilico, la molecola dell’Aspirina® e non solo

In commercio si trova oltre che con la denominazione Aspirina®, di cui la casa farmaceutica Bayer® detiene i diritti, con i nomi di: Ascriptin®, Flectadol®, Cardirene®, Vivin C ®, Aspirinetta®, Cardioaspirina®, solo per citare i più diffusi.

L’acido acetilsalicilico è disponibile in diversi dosaggi e in diverse forme farmaceutiche.

Ad esempio la Cardiaspirina® è 100 mg, l’Aspirina® può essere da 400 mg o 500 mg, in compresse o in compresse effervescenti.

Il Flectadol® è comunemente in fiale da 1 gr, per uso endovenoso. È inoltre presente in supposte e in cerotti transdermici.

Proprietà farmacologiche dell'Aspirina ®
Analgesico Antipiretico Effetto cardioprotettivo
Indicata per un dolore di bassa intensità e che non sia viscerale.
Particolarmente indicata in caso di emicrania, mialgia e artralgia
Abbassa rapidamente la temperatura corporea elevata Basse dosi di aspirina (< o pari a 100 mg/die) sono utilizzate frequentemente per i loro effetti cardioprotettivi.
Inoltre, il suo effetto di antiaggregante piastrinico, è utilizzato per la prevenzione e la profilassi della trombosi coronarica e dell’ictus cerebrale.
Per contro, alte dosi di salicilati possono indurre edema polmonare non cardiogeno, soprattutto nei pazienti anziani che assumono regolarmente salicilati per periodi prolungati

Farmacocinetica dei salicilati e dell’Aspirina®

Dal punto di vista della farmacocinetica:

  • Assorbimento: I salicilati assunti per via orale vengono assorbiti rapidamente, nello stomaco e nell’intestino tenue. Se assunti per via orale, raggiungono una buona concentrazione plasmatica già dopo 30 minuti e il picco dopo 1 ora dall’assunzione. La velocità di assorbimento è correlata alla velocità di disgregazione delle compresse, al pH mucosa gastrica e al tempo di svuotamento gastrico (la presenza di cibo rallenta l’assorbimento gastrico)
  • Distribuzione: Dopo l’assorbimento, i salicilati si distribuiscono in molti tessuti dell'organismo e fluidi transcellulari, principalmente mediante processi passivi che dipendono dal pH. Circa l'80-90% del salicilato plasmatico si lega alle proteine, in modo particolare all'albumina
  • Biotrasformazione ed escrezione: La biotrasformazione dei salicilati avviene in molti tessuti, ma in modo particolare nel reticolo endoplasmatico e nei mitocondri epatici. L'emivita plasmatica dell'Aspirina® è di circa 20 minuti e quella dei salicilati va dalle 3 ore alle dosi antipiastriniche (100 mg), fino a 12 ore alle dosi antinfiammatorie (500 mg).
Effetti collaterali dell'Aspirina ®
Stomaco Fegato Sangue
I salicilati possono provocare dolore epigastrico, nausea e vomito.
Se assunti per lunghi periodi senza gastroprotezione, possono causare anche ulcere gastriche ed
un peggioramento della patologia gastrica preesistente, fino ad emorragia gastrointestinale e gastriti erosive
I salicilati possono causare danno epatico, se assunti ad alte dosi per un lungo periodo.
Il danno non è un effetto acuto, l'insorgenza avviene dopo molti mesi di trattamento e si manifesta con un
aumento delle transaminasi agli esami ematici e dolore addominale in ipocondrio destro.
Di solito l’effetto è reversibile alla sospensione dei salicilati
L’Aspirina® prolunga il tempo di sanguinamento e per questo motivo è controindicata
nei pazienti con danno epatico grave, deficit di vitamina K, gravi problemi di coagulazione,
poiché andando ad inibire l'emostasi piastrinica può provocare emorragia
NurseReporter

Commento (0)