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elezioni Ipasvi

Parma, spunta propaganda via mail per elezioni del Collegio

di Redazione

Si infiamma il clima elettorale anche nella provincia di Parma per le elezioni del Collegio IPASVI del 26, 27 e 28 novembre prossimi. Le caselle di posta elettronica degli iscritti, infatti, si sono viste recapitare una mail che ha poco di politically correct: una vera e propria propaganda elettorale via mailing list che sta facendo surriscaldare gli animi.

Parma, spunta la propaganda via mail per elezioni del Collegio Ipasvi

A contendersi la guida del Collegio per i prossimi tre anni sono spuntate due liste nelle ultime settimane: “Un passo avanti per cambiare” e “Gli infermieri fanno la differenza”.

Dalle diverse informazioni ricevute sembra che sia iniziato nella giornata del 23 novembre un consistente invio di mail agli iscritti al Collegio IPASVI di Parma con una vera e propria campagna elettorale a favore della lista “Gli infermieri fanno la differenza”.

Una modalità alquanto insolita ed inconsueta che sta scaldando gli animi di alcuni candidati che si chiedono spiegazioni a vicenda e le chiedono anche sui social direttamente ai rappresentanti della lista oggetto della mailing list e ai tre Commissari, che ricordiamo essere stati nominati a seguito del mancato raggiungimento del quorum per la rielezione dei dimissionari a seguito del presunto coinvolgimento del precedente Presidente Manici nell’inchiesta “Pasimafi”.

Una richiesta di spiegazioni legittima, che speriamo porti i suoi frutti al più presto al fine di placare i sospetti di una fuga di dati e per non alimentare ancor di più un clima che si preannuncia rovente.

Sembra però quasi un po’ scontata questa nuova moda che nel momento in cui si devono ristabilire le guide delle componenti direttive dei Collegi IPASVI, spuntino insolite modalità di confronto e di gestione dei momenti elettorali che continuano a versare dubbi ed ombre sulla professione stessa: Bologna con lo schieramento sindacale, Bari, Palermo, Catanzaro, Milano-Lodi-Monza e Brianza e ora anche Parma.

Vale sempre quindi il vecchio proverbio che “in amore e in guerra tutto è permesso”, anche se in questo caso di guerra e di amore non si vede nulla, mentre ci si dovrebbe aspettare che il cambiamento, quello vero, inizi a partire da un confronto leale.

In questo modo invece si sta minando un terreno di confronto con un legittimo sospetto di una posizione di dominanza attraverso i dati degli iscritti.

Se questo metodo fa la differenza, allora siamo ancora lontani dalla crescita della professione.

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