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Piano Assistenziale

Embolia polmonare e assistenza infermieristica al paziente

di Mauro Salvato

L'embolia polmonare, che consiste nell'ostruzione acuta, parziale o completa, di uno o più rami dell’arteria polmonare, è provocata generalmente da materiale embolico di origine extra-polmonare e rappresenta una delle più importanti cause di morte nei paesi occidentali. L'assistenza infermieristica a paziente con embolia polmonare deve tenere conto, tra le altre cose, delle alterazioni della funzionalità respiratoria, delle conseguenze che tale patologia ha sul cuore e del monitoraggio e gestione del dolore.

Embolia polmonare e diagnosi infermieristiche: Piano assistenziale standard

Un paino assistenziale standard per paziente con embolia polmonare

Con embolia polmonare si intende un’ostruzione acuta, parziale o completa, di uno o più rami dell’arteria polmonare, provocata generalmente da materiale embolico di origine extra-polmonare.

Nella stragrande maggioranza dei casi l’embolo è di natura trombotica dato da trombosi venosa periferica (95% dei casi) e solo nel 5% dei casi l’embolo non è trombotico, ma può essere gassoso (aria, bolle di azoto), liquido (liquido amniotico), grassoso (emboli di tessuto adiposo), solido (corpi estranei).

L'infermiere, che conosce la differenza tra embolia polmonare massiva (caratterizzata da instabilità emodinamica e segni di shock) ed embolia polmonare non massiva (caratterizzata da un’emodinamica decisamente più stabile), nella stesura del piano assistenziale terrà conto dei rischi potenziali per attività respiratoria e attività cardiocircolatoria, oltre che della gestione dello stato di ansia in cui spesso incorre un paziente con tale patologia.

Alterazione della funzione respiratoria dovuta ad embolia polmonare

Obiettivi: che il paziente possa avere vie aeree libere, collabori ai trattamenti, non presenti complicanze, presenti normali valori emogasanalitici, presenti una diminuzione dell’affaticamento respiratorio.

Interventi: instaurare una relazione di sostegno, mantenere un adeguato microclima, informare e rassicurare il paziente mediante una comunicazione adeguata, monitorare i parametri vitali quali la frequenza respiratoria, tipo di respiro, colorito della cute, sudorazione cutanea, temperatura corporea, saturazione; ossigenoterapia mirata con una adeguata umidificazione delle vie aeree, assicurare al paziente una posizione adeguata.

Rischio potenziale di complicanze cardiologiche

Obiettivi: che il paziente presenti il ripristino dei parametri vitali alterati e mantenga un equilibrio cardiocircolatorio stabile, non presenti scompenso del ventricolo destro, non presenti shock cardiogeno.

Interventi: rassicurare il paziente con la propria presenza costante e con atteggiamenti di sostegno, monitoraggio elettrocardiografico continuo, Ecg in 12 derivazioni (basale, ogni 24 ore ed ogni volta che il paziente abbia modificazioni dello stato clinico o dolore toracico), effettuare monitoraggio completo delle funzioni vitali (frequenza cardiaca, ritmo cardiaco, pressione arteriosa invasiva, pressione venosa centrale, diuresi oraria), mantenere il bilancio idroelettrolitico, valutare lo stato di coscienza del paziente, somministrare terapia farmacologica come da prescrizione.

Rischio potenziale di emorragia conseguente a terapia anticoagulante

Obiettivi: che il paziente non subisca traumi, non presenti perdite ematiche, mantenga il tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) secondo protocollo.

Interventi: informare/educare il paziente e verificarne la comprensione, monitorare per rilevare segni e sintomi di emorragia, ematomi, ematuria, sangue nelle feci, ematemesi, epistassi, gravi cefalee, mobilizzazione cauta e controllata, controllo emocromo e piastrine, controllo dell’aPTT secondo protocollo.

Dolore toracico dovuto ad embolia polmonare

Obiettivi: che il paziente non presenti dolore o che riesca a controllare il suo dolore.

Interventi: istruire il paziente a riferire immediatamente qualsiasi episodio di dolore, monitorare il dolore (sede, intensità, tipo e durata), valutare la scala del dolore ad ogni turno, ridurre al minimo lo sforzo del paziente durante il nursing, somministrare analgesici su prescrizione medica.

Alterazione della comunicazione dovuta ad agitazione e ansia

Obiettivi: che il paziente riesca a verbalizzare il disagio/bisogni, riesca a relazionarsi con la famiglia e/o con gli operatori, presenti riduzione dell’ansia e dell’agitazione.

Interventi: informare il paziente sulle manovre eseguite, assicurare un ambiente tranquillo, monitorare stato di coscienza e stato emotivo, stimolare il paziente ad esprimersi, fornire metodi di comunicazione alternativi, soddisfare il bisogno di aiuto.

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